Dislessia

«Senatori, niente ferie se non votate la legge sulla dislessia»


L’appello su Facebook: clicca quiFIRMA LA PETIZIONE DI "LAURA MAMMA DI UN BAMBINO DISLESSICO"Laura sta raccogliendo le firme su Facebook: chiede l’approvazione immediata della legge su dislessia e gli altri disturbi specifici di apprendimento (disgrafia, disortografia e discalculia) in discussione al Senato dopo l’approvazione all’unanimità da parte della Camera il 9 giugno. <!--OAS_RICH('VideoBox_180x150');//-->
L’appello, promosso da Laura, una mamma vicentina e firmato su Facebook da molti genitori, ma anche da numerosi insegnanti e tecnici sanitari di tutt’Italia, chiede al Senato di affrettare l’iter di una legge attesa da ormai 10 anni. I firmatari temono il rinvio alla Camera vedendo allontanarsi sempre più la tutela del diritto allo studio per i numerosi bambini e ragazzi dislessici che frequentano le nostre scuole e che si stimano in una percentuale del 5% circa. Riguarda infatti circa 350.000 giovani questa legge che finalmente dovrebbe riconoscere «non solo la particolarità dei bisogni formativi ed educativi degli studenti dislessici/DSA, ma anche la necessità di una diagnosi precoce, il diritto all’utilizzo degli strumenti compensativi e ad una didattica flessibile mirata alle esigenze di questi ragazzi», come scrive l’appello. Si tratta di un provvedimento tanto atteso perché di mezzo, sostiene l’appello, «c’è il futuro di tanti bambini e ragazzi intelligenti che non riescono a leggere, scrivere ed operare con i numeri con la stessa naturalezza dei loro compagni. Per apprendere e mettere in campo tutte le loro capacità hanno solo bisogno di modalità didattiche diverse, capaci di bypassare le difficoltà strumentali. Spesso invece, incompresi, tacciati di stupidità e pigrizia, derisi dai compagni e lasciati ai margini, perdono ogni motivazione allo studio e scivolano nell’insuccesso scolastico che ben presto si riversa negativamente in ambito personale, sociale e relazionale». Ed invece sono ragazzi dalle incredibili risorse: «intelligenti, intuitivi, sensibili, creativi ed addirittura geniali». La richiesta collettiva conclude con un invito ai senatori a venire a conoscere direttamente la realtà di incomprensione e di sofferenza troppo spesso vissuta da questi ragazzi per capire quanto la legge sia per loro necessaria.