La disortografia è un disturbo specifico della scrittura, che non rispetta regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto non imputabile alla mancanza di esperienza o a deficit motori o sensoriali. Alla disortografia si affianca spesso la disgrafia che è un disturbo a carattere neuromotorio e prassico della scrittura (nulla a che fare con la calligrafia) non sempre dipendente da altri disturbi d’apprendimento o DSA. La disortografia si manifesta come difficoltà a tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici. I sintomi possono essere omissioni di grafemi o parti di parola (è frequente che il bambino tralasci alcune parti della parola, ad esempio la doppia consonante: palla-pala; la vocale intermedia: fuoco-foco; la consonante intermedia: cartolina-catolina); confusioni tra fonemi simili (cioè il bambino confonde suoni alfabetici che si assomigliano, ad esempio F e V; T e D; B e P; L e R, ecc); confusioni tra grafemi simili (in questo caso ha difficoltà a riconoscere i segni alfabetici che presentano somiglianza nella forma, ad esempio: b e p); inversioni di grafemi (questo tipo di errore riguarda le inversioni nella sequenza dei suoni all’interno della parole, ad esempio: li per il, sefamoro anziché semaforo). La disortografia può derivare da una difficoltà di linguaggio, da scarse capacità di percezione visiva e uditiva, da un’organizzazione spazio-temporale non ancora sufficientemente acquisita, da un processo lento nella simbolizzazione grafica. Nel caso di ogni segno sospetto di disortografia sarebbe opportuno consigliare una valutazione logopedica al fine di prevenire le disabilità dell’apprendimento scolastico o i disturbi specifici DSA. FONTE:
PIANETAMAMMA