Termoli On LineScrivo questa lettera firmandola ma chiedendo alla redazione di non pubblicare il nome solo per tutelare la privacy di mio figlio e non perché mi imbarazzi parlare della sua dislessia.Anzi, credo che, nonostante una legge regionale che è stata approvata ormai un anno fa ed una legge nazionale che, invece, lo è stato nell’ottobre 2010, se ne parli ancora troppo poco.La dislessia rientra tra i disturbi specifici di apprendimento (cosiddetti DSA), che si stima colpiscano il 4% della popolazione scolastica: vale a dire, più o meno, un bambino o ragazzo in ogni classe. In certi casi il disturbo si presenta con difficoltà di lettura, scrittura o calcolo, su ragazzi con q.i. nella norma e spesso viene scambiata per disinteresse o svogliatezza.Non voglio entrare nello specifico del disturbo, perché sono solo un genitore, non un clinico né un logopedista e perché ci sono moltissime informazioni utili e approfondite sui tanti testi e siti internet a cominciare da quello della AID, associazione italiana dislessia, che vi invito a visitare.Quello che vorrei sottolineare è la solitudine dei genitori di fronte a questo problema: la solitudine nel momento in cui c’è da capire che il bambino, già dai primissimi anni di scuola elementare, ha delle difficoltà a scuola che spesso si scambiano per cattiva volontà; solitudine di fronte alla ricerca di una possibile diagnosi, del medico giusto, della terapia giusta; solitudine di fronte alla scuola, che a volte è sorda di fronte ai problemi del bambino e non fa che acuirli e peggiorarli.Solitudine di fronte alla gestione dei compiti, che spesso diventano un dramma che si consuma tutti i giorni sulla pelle di chi dovrebbe essere condotto per mano serenamente all’ amore per la conoscenza e che invece vive la scuola come una tortura.So quanto sia difficile oggi per la scuola che non ha fondi, che si è vista, con le ultime riforme, completamente destrutturata, fare fronte a tutte le difficoltà e le specificità della popolazione scolastica che sono diverse ed anche molto più gravi delle DSA, ma è profondamente ingiusto che un bambino che avrebbe tutte le capacità e possibilità intellettuali di essere e diventare uno studente brillante, debba essere per la maggior parte dei casi tacciato da genitori ed insegnanti per “svogliato”, e finire per perdere, così l’occasione di avere una buona carriera scolastica, esattamente come ogni altro bambino.Mio figlio, che fa la IV elementare a Termoli, e noi genitori siamo stati fortunati: ci siamo accorti del problema dalla prima elementare, abbiamo incontrato una neuropsichiatria competente, ed una logopedista eccezionale che da 3 lunghi anni lavora assieme a noi per migliorare le cose. Siamo stati fortunati perché a scuola abbiamo incontrato delle insegnanti meravigliose, disponibili e attente, ma la strada è lunga e faticosa e non porterà alla “guarigione”: perché la dislessia, nella maggior parte dei casi, non passa come un raffreddore: bisogna imparare a conviverci. Ed ogni giorno è, comunque, una lotta per l’autostima, per non fargli perdere l’interesse, per fare meno fatica. E spesso ne usciamo perdenti. Ed il nostro caso non è comune: moltissimi genitori, invece, hanno avuto diagnosi errate, insegnanti indisponenti e difficoltà di ogni tipo. Ci voglio strumenti di valutazione e diagnosi precoce, applicati a tappeto in tutte le scuole per individuare i casi di DSA e curarli precocemente ed adeguatamente.Ci vogliono attività di formazione approfondita e di livello, da offrire a tutti gli insegnanti, specialmente quelli della scuole primarie, per dar loro l’opportunità non solo di riconoscere il problema, ma anche di trattarlo e seguirlo adeguatamente in classe, secondo schemi più congeniali al bambino dislessico.Ci vogliono strumenti informatici che permettano ai dislessici di avere una formazione adeguata al loro modo di imparare, ci vogliono corsi di informazione e supporto per i genitori, che non sanno come comportarsi con i loro bambini e spesso si vergognano di loro, invece di aiutarli a superare o gestire la loro difficoltà.La legge regionale ha anche istituito un Comitato scientifico che dovrebbe adoperarsi per fare tutto questo. C’è l’AID che anche in Molise, nonostante le difficoltà fa tanto, ma sempre con pochissime risorse. Ho avuto notizia che per i Lion’s, quest’anno è l’anno della dislessia. Cosa vogliono fare?Visto che molti strumenti legislativi per fortuna adesso ci sono è ora di lavorare a tappeto per aiutare i nostri bambini, le associazioni, noi genitori, gli insegnanti a costruire un diritto alla vita scolastica meno difficile, faticoso e scoraggiante per tutti.