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Un blog creato da luca.manu1989 il 27/11/2008

Dislessia

Dislessia e diritti negati

 
 

"VORREI CHE........"
Vorrei che la scrittura

fosse leggera come una piuma,
che semplice fosse l'ortografia
ed avere una bella calligrafia.

Vorrei che i numeri non fossero dispettosi,
 ma loro danzano giocosi,
e il 63 agli occhi miei

diventa un 36.
Non so fare le divisioni
e le altre operazioni?

Ma a voi chi ve lo dice

datemi una calcolatrice.

Vorrei leggere esattamente,
riconoscere le lettere velocemente
,
ma tutto si confonde nella mia mente.

Voi siete capaci di leggere e imparare,
a me serve la sintesi vocale.

Vi chiedete tutto questo cosa sia?
 Non è colpa mia,
si chiama DISLESSIA.
     

"Manuela Dolfi"
dal libro "Essenza di me"
dal libro "Pensami al Contrario"

 

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AREA PERSONALE

 
.......si possono, si devono salvare dal "coma scolastico" quei ragazzi che cadono tramortiti come povere rondini contro la barriera della lettura e della scrittura.


Daniel Pennac
 "Diario di scuola"

"A mio figlio"
Non capisco il perchè,
gli altri bimbi come me,
riescono ad imparare,
mentre io non lo so fare.
Non capisco il perchè,
leggere non so anche se,
ci provo e mi vergogno,
delle loro risa non ho bisogno.
Non capisco il perchè,
non so quanto fa 3x3,
i numeri si vanno a scambiare,
io li vedo contenti ballare.
Non capisco il perchè,
soluzione non c'è,
non so proprio cosa sia,
so solo che si chiama "DISLESSIA"
Manuela Dolfi
Dal libro "Pensami al Contrario"
 

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IL NOSTRO SOGNO REALIZZATO

ROMPERE IL MURO DELLA SCRITTURA E DELLA LETTURA CON UNA LEGGE DELLO STATO CHE TUTELI I D.S.A.
IL PUNTO DA CUI RIPARTIRE!
 
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"POESIE CHE NON SO LEGGERE"

Ciao bella mascherina
che sei nata stamattina
colori il carnevale
e guarisci da ogni male.
(Giulia 11 anni DSA)

L'autunno è già fra noi,
il suo debole vento trasporta
le piccole foglie,
che dagli alberi cadono lentamente.
Mentre le foglie cadono,
il cielo è grigio
e fa cadere piccole gocce d'acqua,
che brillano al sole
e rende più bello e brillante l'autunno.
(Matteo 10 anni Dislessico)

Tu sei un fiore io sono l'iverno

non posso toccarti, ne vederti,
ma ti amo lo stesso
anche se ci divide l'autunno.
(L. L. 13 anni)


Il vento che ulula nel fiore.
E intanto tu corri nel prato.
E il vento ulula.
(E.R. 8 anni Disortografica)

L'amore fa battere il cuore.
L'amore è bello e rosso.
L'amore è dentro ma non esce.
L'amore sa da chi andare
se lo lasci libero.
(Alex 11 anni DSA)


 

ALCUNI DISLESSICI FAMOSI

Leonardo Da Vinci, Albert Einstein, GalileoGalilei, Thomas A. Edison, Napoleone Bonaparte, Carlo Magno, Walt E. Disney, WinstonChurchill, Agatha Christie, Pablo Picasso, John Kennedy, Cher Sarkisan,Orlando Bloom, Tom Cruise, Whoopi Goldberg.


Le persone elencate hanno tutte un QInella norma o addirittura superiore, questo significa che i dislessicinon hanno un ritardo cognitivo ma, semplicemente, possiedono un mododiverso di apprendere rispetto a quelli che sono i canoni della maggiorparte delle persone. Molti di voi, leggendo l'elenco, si staranno chiedendocom'è stato possibile stabilire che alcuni personaggi vissuti inpassato, quando certi disturbi non avevano ancora un nome specifico,erano dislessici. Gli studi sono stati condotti sui manoscritti arrivati sino ai giorni nostri e su alcune caratteristiche personali e comportamentali che hanno caratterizzato la loro vita. I dislessici riescono a sopperire alle loro difficoltà attraverso la valorizzazione dei loro talenti.
 

 

San Marino. Conferenza pubblica 'Mamma mia, la dislessia! I genitori si raccontano'

Mercoledì 15 aprile alle ore 20.45, presso sala del Castello “Montelupo” a Domagnano, l’Associazione Sammarinese Dislessia organizza la conferenza pubblica “Mamma mia, la dislessia! I genitori si raccontano” sul come ogni famiglia si prende cura della condizione di Disturbo Specifico di Apprendimento del proprio figlio.

Sono stati invitati alcuni genitori che racconteranno le loro esperienze e che si confronteranno con un pubblico di persone interessate a conoscere le migliori modalità messe in atto da ciascuno per superare le criticità incontrate nel corso della quotidianità e del percorso scolastico. La parola è lasciata ai genitori come diretti interessati che per un tempo prolungato devono essere capaci di superare al meglio ogni ostacolo e restituire sempre identità di efficacia e di funzionamento per fare in modo che il/la bambino/a dislessico/a viva le proprie abilità e competenze con adeguato senso di autostima e alto senso di autoefficacia. L’invito a partecipare è rivolto a studenti, a famiglie, a insegnanti, a specialisti e a tutti coloro che desiderano conoscere modalità creative, strategie alternative e buone prassi funzionali al vivere meglio ogni istante del quotidiano e per rendere anche l’apprendimento a scuola di maggiore interesse e di più facile accesso per ognuno. [c.s.]

Associazione Sammarinese Dislessia

Fonte http://www.libertas.sm/lista/fonte/libertas/568/1.html

 
 
 

DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Andrebbe appeso in ogni scuola, in ogni classe, in ogni sala professori; in modo che sia CHIARO!

 
 
 

Dislessia non è malattia, ma genio potenziale

Foto di luca.manu1989

I DSA ( Disturbi Specifici dell’Apprendimento) rappresentano in Italia una percentuale stimata tra il 3 ed il 5% della popolazione in età scolare e in Umbria, secondo la rilevazione effettuata dal Ministero dell’Istruzione nell’anno scolastico 2011/2012, su 98.582 alunni della scuola primaria e della secondaria, 1906 sono risultati positivi ai disturbi dell’apprendimento.

«Nonostante negli ultimi anni l’attenzione al tema sia cresciuta notevolmente, si è ancora poco preparati nel riconoscere i bambini che hanno bisogno di affrontare la scolarizzazione senza barriere strumentali e con un accesso privilegiato agli strumenti compensativi» ha detto il dr. Gianni Lanfaloni, psicologo clinico del Serafico di Assisi e responsabile dello screening che l’Istituto sta realizzando nelle scuole dell’infanzia della regione mediante una batteria di prove standardizzate da sottoporre ai più piccoli.

Ma guai a definire i DSA segnali di una malattia: «I disturbi dell’apprendimento e della dislessia non vanno considerati sintomi di una patologia – sottolinea la Presidente dell’Istituto Serafico, Di Maolo – perché il bambino dislessico pensa in modo diverso rispetto agli altri, ma non per questo sbagliato.
Il ruolo delle famiglie e degli insegnanti è quello di imbrigliare questa creatività in modo proficuo, assistendo e sfruttando i loro punti di forza e riducendo al minimo l’effetto dei punti di debolezza.

Fonte: TAM TAM

Basti pensare che hanno sofferto di dislessia moltissimi personaggi che poi hanno lasciato un’impronta nella storia: da Steven Spielberg a Steve Jobs; da Leonardo Da Vinci ad Einstein, da Beethoven a Picasso; da Walt Disney a J.F. Kennedy, da Emile Zola a Galileo Galilei».

 
 
 

AUGURI A NOI!!!

27 Novembre 2008
27 Novembre 2014

6 ANNI INSIEME

GRAZIE A TUTTI VOI
CON AFFETTO

IL BLOG DISLESSIA E DIRITTI NEGATI

Manuela

 
 
 

DSA: METAFORA SATIRICA DI Alessandra Magli

Foto di luca.manu1989

RIUNIONE A SCUOLA

"Signora, buon giorno."

"Buongiorno maestra, mi dica."
"L'ho convocata per i problemi di suo figlio."
"Si, effettivamente mio figlio mi dice che ci sono dei problemi in classe"
"È vero, ci sono dei problemi, ma grazie ad attente osservazioni mie e dei colleghi abbiamo capito da cosa deriva il disagio del ragazzo. Suo figlio è affetto da ALTEZZA"
"In che senso, signora, affetto da altezza?"
"Ma non lo vede quanto è alto?"
"Si, e allora?"
"E allora non va bene! È così alto che copre la lavagna, e gli altri bambini si lamentano. Noi maestri siamo in difficoltà perché TUTTI I BAMBINI devono ruotare il posto in classe, non possiamo sederlo sempre ai banchi in fondo, mica possiamo fare favoritismi."
"Capisco, ma..."
"Ma si rende conto che alla recita scolastica abbiamo dovuto fargli un pezzo di coreografia SOLO PER LUI??? Non poteva ballare in coppia con nessun bambino, c'è troppa differenza di statura"
"Infatti lui c'è rimasto anche male a dover ballare da solo"
"Poi c'è il problema della fila"
"???La fila???"
"Si, la fila, la fila. La fila è importante, sa? La sua testa sporge troppo sopra quelle dei compagni, non sappiamo proprio come fare."
"Certo, ma...."
"E il grembiule, cosa mi dice del grembiule??? Non è della lunghezza giusta"
"Ma della sua taglia non lo fanno! A 10 anni è alto 1,64 e porta la M da uomo, dove lo trovo un grembiule della sua misura?"
"Queste sono solo scuse. TUTTI DEVONO PORTARE IL GREMBIULE DI LUNGHEZZA REGOLAMENTARE, SENZA ECCEZIONI!!!!"
"Non si alteri, noi ce la mettiamo tutta, ma..."
"Si, si, dicono tutti così. Sono tutte scuse."
"Ma io non posso rimpicciolire mio figlio, non so proprio cosa fare, lei cosa suggerisce?"
"Guardi, io vorrei aiutare suo figlio, ma così non posso proprio, ho le mani legate. I bambini sono tutti uguali, io non posso fare favoritismi ne trattamenti speciali."
"E allora?"
"E allora l'unica soluzione è che lei vada in un centro specializzato e si faccia fare una certificazione che specifica che suo figlio è AFFETTO DA ALTEZZA. Non si preoccupi, sa. È una patologia ormai molto diffusa, dicono che sia anche ereditaria, quindi se ce l'ha è colpa... cioè dipende da voi. Il mio modesto parere è che siano solo scuse. Va di moda l'altezza e poi i bambini ci marciano sempre, sono dei veri furbetti. Comunque posso consigliarle un'ottima clinica dove suo figlio, con esercizi mirati, potrà camminare con le ginocchia piegate e risolvere questo fastidioso problema. Altri bambini ci sono andati ed hanno ottenuto OTTIMI RISULTATI ed ora sono alti come i loro compagni. Mi faccia sapere se è interessata, d'accordo?"
Ad ogni modo torni quando avrà il certificato e vediamo cosa si può fare"



DSA è una caratteristica, come l'altezza, eppure...
Fanno sentire i nostri figli sbagliati, malati, patologici, da curare...
Come se l'altezza fosse da curare.
È assurdo no? Se un'insegnante ci facesse un discorso del genere chiameremmo la neuro.
Poi sostituite altezza con DSA e....
Quante madri vorrebbero "guarire" i propri figli?
Li vorrebbero "normali"?
Ed ecco speculatori che propongono terapie speciali per DSA, trattamenti clinici, cicli di terapie e chi più ne ha più ne metta.
Come curi l'altezza? Pantaloni più lunghi! Il bimbo è NORMALE!!!
Lo stesso per il DSA.

Dategli gli strumenti compensativi e dispensativi e lasciateli in pace!
Sono bimbi normali. Non c'è niente da curare o guarire.

Alessandra Magli

 
 
 

CONVEGNO: PARLIAMO DI DISLESSIA E DSA

LA COMUNITA': PROGETTO BEAUTIFUL MIND ORGANIZZA IL CONVEGNO

PARLIAMO DI DISLESSIA E DSA

Sabato 22 Novembre a Tavarnelle presso la Parrocchia del Borghetto.

 

 
 
 

Il patron di Robe di Kappa: “Dalla dislessia alle sliding doors. Sono un uomo fortunato”

Marco Boglione, ad Asti per ricevere il Premio Borello della Fondazione Giovanni Goria, racconta la sua vita dall’adolescenza in collegio ai primi passi nel mondo imprenditoriale.


di: Laura Secci

Dalla bisnonna imprenditrice a soli 13 anni, passando per un’adolescenza a Bra segnata prima dalla dislessia e poi da un riscatto familiare e sociale conquistato negli anni di collegio. A seguire un melting pot di intuizioni, incontri casuali afferrati da un’audacia intelligente, difesa dai tanti che la chiamavano pazzia. In mezz’ora e poco più, Marco Boglione, patron di BasicNet (e dei marchi Robe di Kappa, Superga, K-Way, per citarne alcuni) ha sintetizzato gli ultimi cinquant’anni di una vita degna di un film, con l’aria e il sorriso umile di chi «è stato un ragazzo fortunato».  

«A chi mi chiede quale considero come la più grande fortuna della mia vita, rispondo senza esitazioni: fare quello che desideravo fin da quando avevo 12 anni. Ero uno dei pochi che da grande non avrebbe voluto fare il calciatore, ma l’imprenditore - esordisce Boglione, ieri ad Asti per ricevere il Premio Borello. Il riconoscimento organizzato ogni anno dalla Fondazione Giovanni Goria rivolto a protagonisti di spicco dell’economia italiana e internazionale -. Quando, stanco di essere considerato un “bimbo cattivo” per i miei problemi di apprendimento causati dalla dislessia chiesi di essere mandato in collegio, lì iniziai la mia piccola carriera imprenditoriale».  

«Amavo la fotografia - ha proseguito - e avevo captato quale fosse il bisogno dei ragazzi: avere due lire in tasca. Così chiesi ai preti di farmi vendere le foto scattate e sviluppate da me ai ragazzi i quali, a loro volta, le avrebbero rivendute a prezzo più alto ai genitori. Funzionò alla grande». In seguito, frequentò per qualche anno il Politecnico di Torino ( “mi iscrissero i miei genitori ma furono anni bui”), si ritrovò a soli 25 anni a ricoprire un ruolo dirigenziale nella azienda Maglificio Calzificio Torinese. 

“A salvarmi furono, come spesso nella mia vita, le “sliding doors”, il caso”. L’incontrò con Maurizio Vitale, figlio (orfano) del fondatore del Maglificio, azienda specializzata in magliette della salute e mutande Kappa. Erano gli anni della guerra in Vietnam e della contestazione. “La svolta arrivò quando John Lennon indossò la t shirt verde militare di un soldato morto. Da quel momento esplose la moda militare. Il mio amico Maurizio aprì i magazzini, prese tutta la merce bianca e beige e la fece tingere di verde. Un successo. Il dirigente di allora dell’azienda, perplesso, chiese come avrebbero dovuto chiamare la linea di “quelle robe lì”, tinte di verde”.  

La risposta è storia: Robe di Kappa.  

Da qui poi le tante intuizioni, come quella di far indossare le maglie con l’omino simbolo della Kappa ad una squadra di calcio. La prime fu la Juventus. Era il 1978. “Non esisteva ancora un’idea precisa di cosa fosse la sponsorizzazione - ha spiegato Boglione -. Il regolamento Fifa infatti non prevedeva nulla a riguardo. Fummo i primi”. Lasciato il Maglificio Torinese dopo la malattia dell’amico Maurizio (“fu lui a consigliarmi di dimettermi dalla dirigenza per fare l’imprenditore”), fondò con la Mototaxi e la Football Sport Merchandise. “Riniziai da zero, in un garage. Con me c’era solo la mia segretaria storica al Maglificio che poi divenne la mia prima moglie e la madre dei miei due figli”. A giocare un ruolo fondamentale, nei primi Anni 80, anche la capacità di Boglione di capire le potenzialità di internet, dei pc, di quei coetanei, che si chiamavano Bill Gates e Steve Jobs, di cui condivideva il sogno di un mondo che viaggia sul web.  

Con la morte dell’amico Vitale e il fallimento del Maglificio Torinese, Boglione decise che doveva fare qualcosa per far risorgere quell’azienda che aveva segnato la sua svolta da ragazzo. Cosa? Realizzare l’acquisizione del Maglificio da parte della Football Sport. Il passo non era semplice, mancavano i fondi. “Le banche mi dissero che era una missione impossibile e che, in sintesi, ero un pazzo, uno che si era montato la testa”.  

Ma qualcuno decise di credere nel suo progetto. Luciano Benetton, che assieme ad altri due imprenditori cinesi, finanziarono l’acquisto.  

“Nel ’99, quando ci quotammo in borsa, decisi che era mio dovere fare qualcosa per restituire alla società una parte della fortuna avuta”. Prima fondando la Film Commission Piemonte, poi con il sostegno alla ricerca sul cancro.

 
 
 

Dislessia: si combatte con la musica

Si chiama ReMus il progetto della Fondazione Mariani che cerca di risolvere i problemi dei bambini dislessici con l'aiuto di giochi musicali

di Elena Meli - 17 ottobre 2014
Fonte: IO DONNA

Dislessia: si combatte con la musica
(Foto di Getty Images)

I giochi musicali aiutano chi soffre di dislessia: lo dicono i primi risultati del progetto Re- Mus, sostenuto dalla Fondazione Mariani (fondazione- mariani.org) e nato dalla consapevolezza che esiste un “filo rosso” che lega le capacità musicali a quelle linguistiche.
«Molti studi hanno mostrato che la pratica della musica fin dalla più tenera età favorisce lo sviluppo del linguaggio» spiega Elena Flaugnacco, coordinatrice del progetto e ricercatrice del Centro per la salute del bambino di Trieste. «D’altro canto, secondo alcune teorie, la dislessia è correlata, almeno in parte, a difficoltà nella percezione dei suoni e nell’analisi del ritmo: abbiamo così ipotizzato che migliorare le abilità musicali potesse avere un riflesso positivo sulla lettura».

Per provarlo, sono stati coinvolti 48 bambini dislessici da otto a undici anni: metà ha seguito un percorso basato su giochi ritmici, metà un programma con attività di pittura.
«Non si tratta del solo ascolto di note, ma della partecipazione attiva a esercizi per scoprire le sonorità: il coinvolgimento in piccoli gruppi è fondamentale» precisa la psicologa.
Alla fine, i piccoli del percorso musicale sono diventati più bravi a leggere, grazie al potenziamento dei meccanismi alla base della conversione dei segni scritti in suoni; quelli del percorso visivo, invece, hanno potenziato in particolare le abilità grafiche, di scrittura e calcolo».

 
 
 

UN APPELLO PER ANDREA - ADDL

Post n°616 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da luca.manu1989
 

Per Andrea...

16 anni diagnosi DSA tardiva, la famiglia è in totale crisi economica... Gli stanno pignorando tutto, portato via anche il suo motorino.. tra un po’ la casa. Bocciato ingiustamente. La scuola è stata informata del disagio familiare ma Andrea non è stato risparmiato... rimandato e bocciato... bocciato per accanimento e mancato riconoscimento delle difficoltà del ragazzo. 

La madre disperata ha tentato di parlare con la preside si è rivolta all'ufficio provinciale scolastico, ha cercato di agire in autotutela ma è stato tutto inutile...

Abbiamo pochissimi giorni ma vogliamo tentare di dare una possibilità a questo ragazzo rivolgendoci al TAR.

Stiamo raccogliendo dei fondi per supportare la causa e pagare i costi dei legali e dei contributi unificati, copreso i 40 euro che la stessa scuola consapevole del fatto che la famiglia non ha più nulla ha chiesto come contributo per la richiesta di accesso agli atti fatto dalla famiglia. Vergogna!

 

ASSOCIAZIONE DISLESSIA DISCALCULIA LODI

questo cc servirà anche per altre famiglie... siate generosi per Andrea e tanti altri come lui...

BANCO POPOLARE 

DIP 2030 LODI    AG 3

IT 20 A 05034 20330 000000003514

 Grazie di cuore a tutti!!

Il Presidente ADDL

Debora Russo

FONTE: ASSOCIAZIONE DISLESSIA DISCALCULIA LODI

 
 
 

RELESSICA ASSOCIAZIONE VOLONTARIATO

Foto di luca.manu1989

Informazioni
Relessica vuole fornire: sostegno, informazione e formazione al fianco di chi è interessato dai disturbi specifici di apprendimento.

Descrizione

"Relessica vuole fornire un supporto completo alle famiglie e per questa ragione mette a disposizione dei propri associati un team di avvocati di propria fiducia formati sulla tematica dei DSA per assistenza e consulenza".


CLICCA SULL'IMMAGINE PER ACCEDERE

 

 
 
 

WILLARD WIGAN: IL MICROSCULTORE DISLESSICO

Assolutamente un artista originale, Willard Wigan.
La sua passione per le cose minuscole, piccolissime, deriva da sentimenti di "disagio" e  “insignificanza” nell’infanzia.

Willard è dislessico, il suo rapporto con la scuola e con i suoi insegnanti molto difficile, tanto da costringerlo ad abbandonare gli studi e passare il tempo in una baracca, dove inizia a costruire cose piccole per le sue amichette formiche.


Fa di questa sua arte un mestiere, ricevendo riconoscimenti ed accalmazioni.

Willard Wigan ha immortalato la famiglia Obama nella cruna di un ago e Muhammad Ali sulla testa di un fiammifero. Per la produzione di sculture così incredibilmente piccole, lavora sotto un microscopio e impiega strumenti ingegnosi. Inoltre ha imparato a regolare il respiro, infatti quando "crea" deve farlo in momenti di apnea, tra un battito cardiaco e l'altro.


Era un mondo fantastico quello in cui fuggii, dove la dislessia non mi poteva raggiungere e nemmeno le critiche dei miei insegnanti. E’ così che è cominciata la mia carriera come micro-scultore.”

 
 
 

ATTENTI ALLE PAROLE!

Post n°613 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da luca.manu1989
 
Foto di luca.manu1989

gli IGNORANTI (persone più o meno colpevolmente sfornite delle capacità o delle nozioni richieste, incompetenti, inesperti) spesso definiscono il DSA (disturbo specifico dell'apprendimento) come:
MALATTIA (anormala condizione dell'organismo, causata da alterazioni organiche o funzionali)
DISFUNZIONE (difettoso funzionamento)
SINDROME (complesso di sintomi, che possono essere provocati dalle cause più diverse)
DEFICIENZA (Accentuata scarsità, rilevante difetto di preparazione)
DEFICIT (situazione di grave disagio anche patologico)
consiglio a dette persone di INFORMARSI (domandare o acquisire informazioni, documentarsi) sulle parole che usano e arricchire il proprio vocabolario con parole più CONSONE (conforme, proporzionato, adeguato), in alternativa TACERE (fare silenzio, cessando di fare chiacchiere inopportune o fastidiose)
Grazie.


PS: il "tra parentesi" viene dal vocabolario della lingua italiana.

 
 
 

DISLESSIA: IL MIO RAPPORTO CON I LIBRI

Post n°612 pubblicato il 06 Ottobre 2014 da luca.manu1989
 

Mi chiedo spesso perchè una DSA come me sia attratta dai libri; oggetti che in un certo modo, rappresentano l'impossibile, l'inaccessibile, il tabù. Passo ore nelle librerie ad ammirare, a scrutare, ed invidiare un mondo a me quasi proibito, come a voler confrontarmi, come a voler sfidare, quel muro della lettura che a me, e a quelli come me, rende impossibile l'oltrepassarlo. Mi piace tenere in mano i libri, sfogliarli, guardarli con rispettosa ammirazione, stringere nelle mani quello che non posso leggere, quasi a volerlo assorbire in altra maniera. Non è tanto la voglia di conoscere cosa esso contiene, quello è possibile farlo con la sintesi vocale, è proprio l'oggetto in se stesso che mi attrae. E così spinta da impulso oggi ho comprato 5 libri, ovviamente piccoli, così ho comunque l'illusione di poter farcela a leggerli!

Manuela Dolfi

 
 
 

A SCUOLA DI DISCALCULIA

Oggi vi spiegherò come una DSA degli anni '60 sia sopravvissuta alle TABELLINE (acc........ a Pitagora), quando non era permesso usufruire della tavola pitagorica e della calcolatrice (e non è che con la Legge 170 vada meglio).
OCCORRENTE: 10 DITA (In caso di bisogno ce ne sono altre 10 togliendosi le scarpe)
Se ci pensiamo le tabelline, ossia le moltiplicazioni, possono essere sostituite dalle addizioni.
Partiamo con illustrarvi come funziona il mio cervello, come esso compensa al non memorizzare le tabelline:
la tabellina dell'1 la sappiamo tutti, anche NOI
la tabellina del 2 è facile, raddoppio il secondo fattore.
la tabellina del 3 è la somma dei risultati della tabellina dell'1 e del 2
(3x6 è uguale a (1x6)+(2x6))
la tabellina del 4 si ottiene raddoppiando due volte il secondo fattore
la tabellina del 5 è facile e questa la sò
Non serve altro!
come fare quella del 6? Semplice tabellina del 5 + tabellina dell'1
come fare quella del 7? Semplice tabellina del 5 + tabellina del 2
come fare quella del 8? Semplice tabellina del 5 + tabellina del 3
quella del 10.................. vabbè siamo discalculici non stupidi!

Ma ne manca una direte voi, quella del 9!
Eccola!

 
 
 

ELEMENTI COMPENSATIVI E AUTOCOMPENSAZIONE

Foto di luca.manu1989

"Gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica nel corso dei cicli di istruzione e formazione e negli studi universitari." Art. 5 della legge n.170/2010.
Il rapporto tra dislessia, e più in generale tra disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), e strumenti compensativi è diventato un binomio inscindibile. Gli strumenti compensativi, infatti, costituiscono degli strumenti che permettono ad un soggetto di compensare le "funzioni compromesse" e lo mettono dunque in condizione di operare più agevolmente e di eseguire al meglio un compito o un'operazione. Gli strumenti compensativi si distinguono in

1) specifici: cioè strumenti che supportano in modo diretto e specifico l'abilità deficitaria come ad esempio la calcolatrice, la sintesi vocale, il controllo ortografico;

2) non specifici: ovvero strumenti che supportano abilità trasversali quali memoria e attenzione; ne sono un esempio la tavola pitagorica, quella della successione dei giorni e dei mesi, le mappe concettuali.

Essi permettono ad un DSA di adeguarsi al normale apprendimento scolastico. Oltre a questo un DSA sviluppa proprie abilità di autocompensazione, in paratica non impara determinate nozioni nel modo tradizionale, ma sviluppa una propria capacità di ragionamento che gli permette di arrivare al risultato ma con tempi più lunghi. E' chiaro quindi, che quando non vengono concessi gli ausili comprensativi e il tempo per raggiungere la meta attraverso un ragionamento, si esprime chiaramente la volontà di NON voler permettere ad un DSA di imparare.

Più che preoccuparsi troppo di come un DSA apprende, sarebbe da preoccuparsi di come la scuola insegna.

 
 
 

NON MI INTERROMPERE! LASCIAMI FINIRE.

Post n°607 pubblicato il 26 Settembre 2014 da luca.manu1989
 
Foto di luca.manu1989

Vorrei porre due domande ai genitori di bambini/e e ragazzi/e DSA:

1) Quando tuo/a figlio/a parla, lasci che finisca di esprimere il concetto ed ascolti interessato, oppure lo interrompi?

2) Quando tuo/a figlio/a fa qualcosa, attendi il risultato finale o imponi il tuo metodo?

Cercherò di spiegare cosa accade (almeno a me) quando qualcuno mi interrompe o mi toglie qualcosa di mano, per farlo "MEGLIO".

Partiamo dal primo quesito: quando qualcuno mi parla e sa del mio DSA scatta nel mio interlocutore  una strana sindrome da Crocerossina o da Missionario, che lo porta a considerarmi una che "va aiutata" ad esprimersi.
Abbiamo già detto che la mente di un DSA ragiona ad immagini ed è veloce, quindi quando inizio un discorso, accade che la mia mente sia più veloce della parola; se vengo interrotta il "file" del discorso viene chiuso nella mia memoria, quindi quando mi rendi la parola devo fare un lungo percorso di riapertura file per continuare a conversare, apparendo distratta, disinteressata, nel pallone. Quindi spesso decido di non continuare a parlare e faccio solo finta di ascoltare. Se tu mi lasciassi finire tutto il mio discorso, non sarei costretta a riaprire un file che tu mi hai fatto chiudere nel togliermi la parola.

Andiamo adesso al secondo quesito: quando io ho davanti a me oggetti o devo fare qualcosa non aspettarti MAI che io la faccia in un modo che tu possa capire, la mia mente è creativa, alternativa, elabora possibilità. Quando ho davanti un oggetto non guardo come è fatto ma vedo cosa potrebbe diventare. Quindi non è detto che il mio metodo sia peggiore del tuo, magari potresti scoprire che quello che tu sei abituato a fare sempre nella stessa maniera, potrebbe essere fatto diversamente e magari con più profitto.

Lasciateci quindi esprimere e creare, forse potreste imparare qualcosa.

Manuela Dolfi

(eventuali errori ortografici fanno parte del mio essere disortografica e non li correggerò)

 

 
 
 

VINCE LA DISLESSIA DI MATTHEW LAMBERTI AL FESTIVAL DI BAIANO (AV)

Post n°606 pubblicato il 19 Settembre 2014 da manuela1966
 

 

La canzone, di Luigi Polge, ha vinto il primo premio per il testo, maestralmente interpretata da Matthew, ragazzo dislessico, tratta appunto la problematica della Dislessia, classificata tra i Disturbi Specifici dell'Apprendimento, tema caldo per il fatto che nonostante ci sia una legge, la 170 del 2010, la stessa viene spesso disattesa nell'ambito scolastico con grosse conseguenze per i bambini/ragazzi DSA, che non vedono rispettati i propri diritti da Insegnanti mal informati e mal formati sulla questione. Tali inadempienze, che consistano nel non concedere gli elementi compensativi e dispensativi previsti, e il mancato uso del buonsenso, portano a problematiche ben più serie nell'autostima e nella psicologia di detti bambini/ragazzi. La canzone grida proprio questo, il dolore interiore che un DSA accumula in età scolastica a causa dell'incomprensione e del non accoglimento della sua dislessia. La canzone si è praticamente spanta a macchia d'olio su tutti i profili di DSA su Facebook, così come nelle pagine e nei gruppi che trattano la problematica. Il video che gira su Facebbok e "rischia" di diventare un TORMENTONE tra i DSA e gli addeti ai lavori.


"Le paure, le incertezze, i dolori subiti a causa del nostro essere "diversi" ma unici, costretti ad arrancare in un mondo che non rispetta le originalità, può davvero svanire nell'amore della comprensione e dell'accoglimento"

GUARDA QUI IL VIDEO DELLA CANZONE

 http://youtu.be/dQDbRy7oiv0

 
 
 

NEL TUO CIELO C'E' UNA STELLA? NEL MIO C'E' IL FIRMAMENTO!

Il concetto che voglio esprimere, io DSA, lo sintetizzerei con un'immagine, al massimo due, ma vivendo in un mondo "normodotato" dovrò mettere assieme alcune parole.
Vorrei parlarvi di ciò che, nel DSA,  voi chiamate distrazione o difficoltà di concentrazione o tempo ridotto di attenzione.
Quanto dirò è come funziona il MIO cervello e sicuramente anche quello di molti altri DSA, nonostante ognuno abbia le sue...
originalità (non difetti).
Partiamo dal fatto che io ragiono per immagini, che associo a concetti che ascolto. Se tu ti esprimi in maniera sintetica e concentrata, usando poche parole, la mia mente associa concetto/immagine e comprendo. Se tu ti esprimi in maniera logorroica, esplicativa fino alla noia, descrittiva abusando di aggettivi; la mia mente inizia a mettere assieme una serie di immagini, direi quasi un film, e di quel film divengo io la regista, scegliendo personaggi, luoghi e finale, il tutto con in sottofondo la tua voce noiosa che disturba la mia creatività.
Quindi quando mi parli per raccontarmi della tua STELLA, non sprecare parole inutili solo per dimostrarmi che sei bravo a mettere assieme lettere, perché tutto si perde nel mio FIRMAMENTO.
Manuela Dolfi

 
 
 

CONFERENZA SUI DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO - DSA

CONFERENZA SUI DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO - DSA
Castello di Borgo alla Collina (Ar)
Tenuta dall'Ing. Guido Guidi del Lions Club, con la partecipazione dell'Architetto Giovanni Rupi
- Per me un'illuminante esperienza e l'occasione di conoscere nuove persone -
E comunque non è possibile riassumere con uno strumento limitativo come la scrittura quanto ho appreso oggi e l'emozione che ho provato.

foto di Manuela Dolfi.

foto di Manuela Dolfi.

 
 
 

UNA BOA PER LA DISLESSIA

Foto di luca.manu1989

UNA BOA PER LA DISLESSIA

Gentile amica, mamma, genitore, insegnante, o semplice persona che vuole saperne di più: questo non è un gruppo che diffonde mappe concettuali, notizie informatiche o psico pedagogiche, che suggerisce centri per logopedia o interpreta diagnosi.
Questo è uno sportello che nei termini della legalità e della onestà deontologica, attraverso tre insegnanti e due mamme (tutte con figli dsa) ed il supporto di esperti in giurisprudenza, si adopera per aiutare a far fronte, coloro che...
lo vogliono, in quelle incresciose occasioni che a volte si innescano tra scuola e famiglie di studenti dsa nell’ambito di una didattica, talvolta, non ben strutturata attorno alle caratteristiche dei ragazzi
Amando il nostro lavoro di educatrici, legate da sincero affetto ai nostri ragazzi di scuola, siamo volute scendere in campo per portare la nostra esperienza. A nostro avviso una buona conoscenza della legge 170, applicata con amore e cura, è indispensabile per poter riuscire ad avere una didattica efficace e realmente calibrata sulle caratteristiche dei nostri ragazzi e mette tutti, famiglie e scuola, nelle condizioni di risolvere gran parte delle difficoltà; diversamente, una scarsa conoscenza ed una debole applicazione porta, inevitabilmente, ad incrinare fiducia, passione ed autostima, con tutta una serie di negative conseguenze.
La nostra non è una lotta contro la scuola, della quale da decenni siamo servitrici, ma piuttosto vuol essere un supporto sia morale che concreto a chi, nella scuola, per l’inottemperanza di alcuni, non crede più!

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DON'T SHOOT ME (MACCHIONI-MARCHETTI)


 

 

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IL LIBRO DI TESTIMONIANZE
"Pensami al Contrario"

ilmiolibro.it

Feltrinelli.it

Nelle librerie Feltrinelli su prenotazione

 

Filippo Barbera
"Un insolita compagna: la dislessia"

Autore: Filippo Barbera
ISBN 978-88-8449-481-8

 

Dettagli blog.libero.it/dsa/

 

D.S.A significa Disturbo Specifico dell'Apprendimento e non Distratto, Svogliato e Asino

Francesco Facchinetti: "Io e la scuola siamo stati due cose diverse per colpa della DISLESSIA che rende complicato leggere e scrivere".

 
 
 

SOSPETTO DISLESSIA?

ATTENZIONE
I bambini dislessici durante la lettura e/o la scrittura fanno frequentemente questi errori: confondono lettere che sono visivamente simili, ma orientate diversamente: d-b-p-q, u-n, m-n, confondono lettere che hanno suoni simili: v-f, g-c, b-p, d-t, leggono  e/o srivono le parole al contrario, invertono le sillabe che compongono le parole, sbagliano la sequenza delle lettere (capra-carpa / torta-trota), inoltre fanno confusione e hanno spesso difficoltà nell’apprendere: le tabelline, le serie numeriche, le informazioni in sequenza (mesi dell’anno, giorni della settimana, lettere dell’alfabeto), i rapporti spaziali e temporali (ieri/domani destra/sinistra), alcune abilità motorie, problemi di attenzione e di concentrazione.
 
 

LEGGE 170/2010

TESTO E AGGIORNAMENTI SULLA LEGGE 170/2010 LEGGE SULLA DISLESSIA

TESTO DELLA LEGGE

 
DISLESSIA= disturbo nell'apprendimento della lettura




DISGRAFIA
DISORTOGRAFIA
= disturbo nell'apprendimento della scrittura




DISCALCULIA= disturbo nei processi di calcolo
 

Come Tom Cruise


Ho un figlio di otto anni che frequenta la terza elementare. È un ragazzino sveglio, eppure piange perché non vuole andare a scuola: legge male, nei compiti fa mille strafalcioni. La maestra dice che non s'impegna, ma io temo che ci sia dell'altro…
 

ORLANO BLOOM: LOTTO ANCORA CONTRO LA DISLESSIA

Il divo Inglese ammette di far fatica a leggere i copioni e a memorizzare le battute a causa della sua Dislessia

 

TU POTRESTI ESSERE DISLESSICO MA STRAORDINARIO! "UNA NUOVA STELLA SULLA TERRA"
Dedicato a chi pensa di essere una nullità
, a chi pensa di non farcela, a chi si sente diverso, a chi vive il disagio scolastico, a chi si sente incompreso, a chi........ è dislessico come me.
Manuela

 

MASSIMILIANO GENTILE

 

Mai ti dimenticheremo amico............ buon viaggio Max.

 

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