Creato da EDEN81 il 29/10/2007

Nulla dies sine...

il luogo del sentire

 

 

Post N° 36

Post n°36 pubblicato il 24 Aprile 2008 da EDEN81

Nella mia vita ho sempre seguito l’istinto, l’irrazionalità, per la mia irrequietezza senza badare mai alle conseguenze, mi sono fatta male, tanto, ho fatto male. Ho voluto vivere con l’acceleratore spinto al massimo, per rubare dalla vita ciò che non mi era mai stato dato.

Ma quando rimane un minimo di dignità e di amore per il prossimo, ci si rende conto quando è il momento di fermarsi anche a costo di perdere una delle gioie più belle che Dio avesse potuto regalarmi… anche se era diventata una tra le più belle rose del mio giardino. Ho deciso di regalarla. Sentirò tanto la sua mancanza. Ogni tanto guarderò dalla mia finestra quel punto del terreno in cui era  stata piantata. Ma il più grande gesto di amore e generosità è dare soprattutto quando costerà tanto. L’ho restituita al Piccolo Principe. E altre rose ho mandato via.

Miei cari amici, scrivere per me rappresenta un gesto di forte introspezione, qualcosa di estremamente intimo, perché scrivo ciò che sento e provo. Prima di questo blog non avevo mai avuto un diario, da piccola li ho sempre odiati, così gelosa dei miei stessi pensieri.  

Avete mai provato a scavare profondamente dentro voi stessi? Un Io davanti a un Me, senza veli. Più spali e più la buca diventa profonda. Più spali e ti rendi conto che ancor più devi scavare. E scopri che non ci sono certezze,  basta svegliarsi una mattina e scoprire il castello di carta costruito con cura certosina è crollato sotto il peso di una farfalla. Scopri che il fatum e i sentimenti non sono gestibili, per quanto si tenti di controllare la propria vita. La continua lotta tra la ragione e il cuore.

Qui in questo blog, posso avvertire ancora le mie risa, le mie gioie, le mie paure, i miei pianti. Si è ascoltata tanta musica e tante fotografie mi hanno emozionata. Tutto questo insieme a tutti coloro che mi sono stati vicini, hanno profuso saggi consigli o passavano per un semplice saluto.

Volevo dirvi…GRAZIE

Oggi c'è stato un forte temporale ed ora Roma, mia tanto amata/odiata città adottiva, mi dona uno dei suoi più magnifici tramonti. Chissà a quest'ora la mia Trastevere sarà bellissima. Il rifugio dei miei pensieri e delle lunghe passeggiate.

Ho deciso di allontanarmi da qui e da Roma per un tempo che io stessa non so dirvi. Forse a sud, o forse in giro…chi lo sa…

 Ho bisogno solo di ricominciare.

Spengo la musica. Chapeau.

 
 
 

Post N° 35

Post n°35 pubblicato il 14 Aprile 2008 da EDEN81

Leggeri  i  miei pensieri,

Come bruma d'inverno.

Pesanti i miei pensieri,

Come macigni da un dirupo.

Neri i i miei pensieri,

Come notte senza stelle.

Caldi i miei pensieri,

Come cera che cola.

Pensieri, tanti pensieri,

solo come  miei pensieri.

 
 
 

Post N° 34

Post n°34 pubblicato il 10 Aprile 2008 da EDEN81

Apro la finestra di casa mia e lascio che ne note di questo “valse” volino via su una sorta di arcobaleno di pentagramma. Vedo le nere crome e biscrome  saltellanti.

Il vento fa sfarfallare i miei fogli di carta, sembrano bianchi uccelli frementi prima di spiccare il volo.

Rincorro un foglio, ha voglia di farmi giocare.

E’ Primavera, tempo di depuramenti, di risveglio dopo lungo dormire, di nuova vita, di freschi germogli, dell’esplosione di verde, rosa, fucsia e bianco.

Nel caos calmo della mia scrivania due grandi occhi neri puntiti mi osservano curiosi… “Ah certo vuoi che ti faccia suonare”.

Parte la musica di un carillon che ha in nostalgico sapore di una proustiana  petite madeleine. Mi sovviene alla mente il mio piccolo carillon di bambina, di quelli a cui bisogna dare la carica e ci si incanta di fronte alla danza circolare e delicata di una ballerina che per qualche istante diventava la grande étoile della mia fantasia.

[…]

Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M'aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità inoffensive, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l'amore, colmandomi d'un'essenza preziosa: o meglio quest'essenza non era in me, era me stesso.

Avevo cessato di considerarmi mediocre, contingente, mortale. Donde m'era potuta venire quella gioia violenta?

[…]

Ma come? grave incertezza, ogni qualvolta l'animo nostro si sente sorpassato da se medesimo; quando lui, il ricercatore, è al tempo stesso anche il paese tenebroso dove deve cercare e dove tutto il suo bagaglio non gli servirà a nulla.

Cercare? Non soltanto. Creare. Si trova di fronte a qualcosa che ancora non è, e che esso solo può rendere reale, per poi far entrare nella luce.*

- Alla ricerca del tempo perduto - Marcel Proust

 

 
 
 

Post N° 31

Post n°31 pubblicato il 27 Marzo 2008 da EDEN81

Il valzer degli addii

Inviato da EDEN81 il 26/03/08 @ 18:34 via WEB
Mai nulla è perduto...dici? Purtroppo spesso non siamo noi a scegliere, c'è chi sceglie per noi e bisogna accettare le volontà altrui, anche se fanno male, anche se ti lacerano il cuore, che sia amicizia o amore. Puoi combattere, urlare, scalpitare, fare tutto quanto è umano, ma quando non ti si dà più nessuna possibilità, l'unica soluzione è arrendersi

Mentre scrivevo queste parole alla mia cara amica La_Guardiana, ho iniziato a pensare ai distacchi, agli addii.

Di quando bisogna lasciare andare gli altri, un po' come una barchetta di carta costruita con cura e poi liberata alla corrente di un fiume.
Consapevoli che da noi non vi farà più ritorno. E allora
bisogna guardare avanti, senza mai voltarsi, lei continuerà il suo naturale tragitto incontrando a volte vivaci discese altre volte pianure stagnanti, fino a giungere al mare.


Come mio solito mi sono balenate due associazioni. Un libro ..."Il valzer degli addii" di Milan Kundera, autore da me molto amato. Una canzone..."The Promise" di Tracy Chapman, cantautrice afro-americana e voce di sottofondo della mia adolescenza.
Ricordo ancora la copertina consunta di quel cd con un grande fiore al centro, forse un girasole, e con un titolo molto incisivo "New beginning".
E sì, perchè ogni addio è sempre un nuovo inizio.


 
 
 

Post N° 28

Post n°28 pubblicato il 20 Marzo 2008 da EDEN81

Quando la strada diventa un videogioco

 
 
 
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Disfo l’ordito,  seghetto la trama.

Taglio i capelli con la lama.

Stingo il trucco sul mio viso,

un refolo di polvere il mio sorriso.

Sola, or sola voglio stare

E i miei pensieri snocciolare,

come un rosario, un’Ave o Maria,

qual destino riserba

la vita mia!

                             (- Io - )

 

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