nebbia

Berlusconi, una rovina per il Paese


Su LA STAMPA, quotidiano di Torino, dell’ormai lontano venerdì 17 luglio 1998, veniva riassunta un’intervista (intitolata “Berlusconi, una rovina per il Paese”) che lo scrittore Camilleri, il giallista più letto in Italia, aveva rilasciato a “L’Espresso”.In essa Andrea Camilleri accusa la Fininvest di essere riuscita “a degradare il mondo della Rai che aveva le sue regole, che sapeva fare dignitosamente le commedie di Eduardo e gli straordinari varietà di Mina”. Anche in politica, con la nascita di Forza Italia, è successo quel che era già capitato nel mondo della televisione con l’avvento del cavaliere: “Il famoso partito-azienda ha avuto l’effetto di degradare gli altri partiti, di ridurre tutto a spettacolo, a competizione vuota”:Camilleri trova inoltre straordinario che un personaggio come Berlusconi sia “riuscito a persuadere gli italiani di aver fondato un partito per amore della politica e non per ragioni personali”. Così, ironicamente, gli riconosce “il dono di trasformare la realtà”, facendo credere agli italiani che “siamo in un regime e che lui è un perseguitato politico”.Parole sacrosante, di cui ancora oggi per nostra sfortuna constatiamo concretamente la verità.