nebbia

RICORDATI, SILVIO, CHE SEI POLVERE


Memento, Silvi, quia pulvis es et in pulverem reverteris(Ricordati, Silvio, che sei polvere e in polvere ritornerai)                                     Negli occhi porta Berlusconi amoreper donna che per lui qual stella brilla,e lei, che gli ha rubato mente e cuore,ha ‘l cognome lombardo di Brambilla.O vecchio Silvio, ormai rincitrullito,stranezze tu farai ancor per quanto?Vuoi fondar con la Brambilla un partito,ma di vita non ti resta così tanto.A te lo dice quel crollo improvvisoche nella tomba t’ha quasi portato,e le rughe, tornate sul tuo viso,ch’hanno il tuo lifting ridicolizzato.E così non godrai caldi gli abbraccidella Brambilla tua fiamma lombarda,ma t’ attendono i freddi e stretti lacci di morte, che t’abbraccerà gagliarda.                EpilogoForse di questi versi la letturapotrebbe, o Silvio, farti un po’ paura,e la ciarlatanesca tua culturapotrebbe crederli anche una fatturache t’annuncia come cosa sicurala tua morte ormai prossima ventura:ma sarà festa, non certo sventura,quando sarai portato in sepoltura,perché la fredda terra, triste e scura,sarà per te prigione duraturache a te finora una mala bravurada vivo l’ha tolta con nostra iattura.Questa rima, che sempre ugual perdura,forse la senti o Silvio, troppo dura:che ci vuoi fare, è secondo naturafarti l’augurio di qualche sciagura.