nebbia

E' grande tristezza


In un tratto di terra,davanti alla mia casa,avevo una pianta di rose,rigogliosasplendente di fiori odorosi.Poi, di cemento coperta la terra,sola, chiusa in un’aiuola,fu lasciata la rosa.Non accettòdi essere imprigionatae ch’intorno a lei non ci fosse più l’erbae la miriade di piccoli animaliche nel verde vivono e si muovono.E presto seccò,nei  bei fiori,nelle foglie,e nei rami.Fu tagliata,nell’aiuola rimasesolo il tronco scuro e rugoso.Ed ecco,al primo tepore di primavera,dal nudo tronco,(sorpresa e meraviglia),forti germoglipieni di speranzae d’intenso coloresono spuntati:rapidi cresconoe molto decisi.E’ gioia peròdi poca durataché anch’essi son presto seccatiE ’l tronco tornòcome prima,arido e triste.Così è grande tristezzavedere personache molto ci è cara,un tempo brillante e vivacee ricca di vera ricchezza,vederla ora stancadi quella stanchezzache l’anima spezzae schiaccia la vita;e aggiunge tristezza a tristezzavedere,con gioia insperatadi breve durata,riprender le forzee presto di nuovo cadere                                                      in quella stanchezzache ferma la vitae senza pietà l’imprigiona.Dal nudo tronco nulla più nacquee dalla terra fu sradicato.Ma da te,ora assopitain questo stanco torpore,.rifiorirà ben presto la vita,più vivace di prima.E’ certezza                                                      che non teme errore.