QUELLO CHE PENSO IO. 1a (di 2) PARTE.Qualcuno ha letto i miei post 1 e 2? Beh.. è successo ancora…. Mi sono beccata ancora della “pelosina” dalla mia zietta e non solo da lei. Perché parlando di pedofili, e se ne parla pure troppo ultimamente, non mi sono mostrata ABBASTANZA indignata.Che ci posso fa: è un difetto di fabbrica. Forse è vero: c’ho il pelo nel cuore.La questione su cui non eravamo d’accordo, ovviamente, era la pena di morte. E il nodo è questo:io ho un fratello di otto anni (18 anni di differenza).. è nato il giorno in cui davo l’orale dell’esame di maturità, il giorno in cui ho guidato per la prima volta il motorino del mio (all’epoca) ragazzo, il giorno in cui i miei mi hanno dato il permesso di farmi la prima vacanza da sola con una decina d’amici… anche se non fosse per tutte queste circostanze, non potrei non amarlo. È bello e mi ha fatto piangere e ridere, e incazzare e commuovere.Se un giorno entrassi in casa e trovassi qualcuno che abusa di lui non esiterei ad ammazzare. Lo so e basta.La rabbia salirebbe perché è indifeso, lo è anche più degli altri bambini, perché è innocente, nonostante il seme della malizia è in noi da quando apriamo gli occhi.Questa sarebbe la mia reazione e la so ma so anche che sarebbe irrazionale, dettata dalla rabbia, dal rancore, dall’indignazione. Ma: 1. Non risolvo niente. 2. Non ho nessun diritto di decidere della morte di un altro anche se quello ha deciso della vita di mio fratello.Niente da fare, vengo assalita: sono senza cuore.. sono troppo razionale.. ma come? Vi ho appena detto che ucciderei e sono razionale??E' solo che non mi piacerebbe uno stato che mi permettesse di farlo o che fosse legittimato a farlo lui. Perché le norme sono generali, sono (dovrebbero essere) universali per me, per mia zia, per l’assassino, per la vittima.. ma non solo per quest’ultima.Mi dispiace essere bollata di scarsa sensibilità. Sarà anche il tipo di studio che ho fatto… ad esempio, in antropologia abbiamo comparato società orientali in cui i ragazzi, un paio di secoli fa, venivano portati tutti insieme a vivere in una casa perché dovevano capire se erano gay o etero. E questo era normale, una normale prova di iniziazione che non ha fatto danni. Certo è una costrizione… ma ragazzi in ogni società ce ne sono? Ma perché a voi quando vi hanno fatto fare la comunione vi hanno chiesto il parere?.. eppure non è quella una scelta altrettanto intima e delicata?Nelle società medioevali europee invece non esisteva la concezione del bambino come la intendiamo noi. Non c’erano i giocattoli (ve lo immaginate?), i piccoli erano niente altro che adulti in miniatura.. appena avevano la forza di reggersi sulle proprie gambe si mettevano a lavorare coi padri o per i padri.. parlo di persone di cinque anni.. non c'era l’ingenuità.. non c’era lo stesso pudore sessuale nei confronti dei bimbi. Questa è una conquista moderna ed è bellissima. Guardare negli occhi mio fratello e sapere che lui può ancora sognare con tanta facilità e potrà ricordarsi di questi suoi momenti magici quando lavorerà tanto da non avere tempo per se è un conforto. Ma è un conforto moderno, una creazione delle nostre menti, della nostra società, non è una prerogativa innata dei bambini.. o almeno non lo è sempre stata. Gliela abbiamo data noi questa prerogativa. A ragione, ma è pur sempre relativa a noi.Allora, quello che voglio dire è che quelli che si strappano i capelli e che li vorrebbero tutti morti quei “malati” che vanno con i bambini.. dovrebbero concentrarsi di più sulla nozione di “malato”.. dovrebbero fare i conti anche con i loro più profondi tabù.. dovrebbero pensare a quando l’incesto non era un reato.. a quanto ci è voluto alle loro madri e ai loro padri e alla comunità intera per fargli entrare in testa il concetto del pudore e di quello che si può fare con i familiari e quello che si può fare con gli esterni… sono tute cose giuste, oltrechè utili ma NON INNATE… ricordate i vostri sogni più sconvolgenti e lo capirete. Ma perché reputate GRANDE la vostra coscienza prima di farcii conti?Mentre ragionavo di questo fatto il mio ragazzo ha detto con gli occhi sgranati:“ma tu hai capito??.. questo prima li violenta e poi LI AMMAZZA!!” e questo è un aggravante per il diritto e per le nostre sensibilità…ma perché dirlo come se fosse una perversione più grave! Ma esiste veramente una perversione grave e una meno grave?… mutilare psicologicamente una persona (che sia un bambino, una donna o una vecchia..) è forse meno grave che togliergli la vita? Ma la gente ama falsare i piani del discorso e indignarsi magari con le lacrime senza andare alle radici, senza chiedersi.. senza provare a pensare che:“se un uomo è riuscito a farlo, allora può riuscirci qualsiasi uomo” e soprattutto.. se la pedofilia e la perversione in genere sono dei mali, dei virus, nella nostra società.. “uccidete i portatori del male e non avrete mai l’antidoto!”. Interrogarsi è un buon inizio.(le ultime due frasi virgolettate non sono mie, le ho sentite nel film “Evilenko”.. chi non ha lo stomaco e il cervello abbastanza forti non lo guardasse, non si può parlare di tutto solo con il cuore, per fortuna).
PER(VER)SONE..
QUELLO CHE PENSO IO. 1a (di 2) PARTE.Qualcuno ha letto i miei post 1 e 2? Beh.. è successo ancora…. Mi sono beccata ancora della “pelosina” dalla mia zietta e non solo da lei. Perché parlando di pedofili, e se ne parla pure troppo ultimamente, non mi sono mostrata ABBASTANZA indignata.Che ci posso fa: è un difetto di fabbrica. Forse è vero: c’ho il pelo nel cuore.La questione su cui non eravamo d’accordo, ovviamente, era la pena di morte. E il nodo è questo:io ho un fratello di otto anni (18 anni di differenza).. è nato il giorno in cui davo l’orale dell’esame di maturità, il giorno in cui ho guidato per la prima volta il motorino del mio (all’epoca) ragazzo, il giorno in cui i miei mi hanno dato il permesso di farmi la prima vacanza da sola con una decina d’amici… anche se non fosse per tutte queste circostanze, non potrei non amarlo. È bello e mi ha fatto piangere e ridere, e incazzare e commuovere.Se un giorno entrassi in casa e trovassi qualcuno che abusa di lui non esiterei ad ammazzare. Lo so e basta.La rabbia salirebbe perché è indifeso, lo è anche più degli altri bambini, perché è innocente, nonostante il seme della malizia è in noi da quando apriamo gli occhi.Questa sarebbe la mia reazione e la so ma so anche che sarebbe irrazionale, dettata dalla rabbia, dal rancore, dall’indignazione. Ma: 1. Non risolvo niente. 2. Non ho nessun diritto di decidere della morte di un altro anche se quello ha deciso della vita di mio fratello.Niente da fare, vengo assalita: sono senza cuore.. sono troppo razionale.. ma come? Vi ho appena detto che ucciderei e sono razionale??E' solo che non mi piacerebbe uno stato che mi permettesse di farlo o che fosse legittimato a farlo lui. Perché le norme sono generali, sono (dovrebbero essere) universali per me, per mia zia, per l’assassino, per la vittima.. ma non solo per quest’ultima.Mi dispiace essere bollata di scarsa sensibilità. Sarà anche il tipo di studio che ho fatto… ad esempio, in antropologia abbiamo comparato società orientali in cui i ragazzi, un paio di secoli fa, venivano portati tutti insieme a vivere in una casa perché dovevano capire se erano gay o etero. E questo era normale, una normale prova di iniziazione che non ha fatto danni. Certo è una costrizione… ma ragazzi in ogni società ce ne sono? Ma perché a voi quando vi hanno fatto fare la comunione vi hanno chiesto il parere?.. eppure non è quella una scelta altrettanto intima e delicata?Nelle società medioevali europee invece non esisteva la concezione del bambino come la intendiamo noi. Non c’erano i giocattoli (ve lo immaginate?), i piccoli erano niente altro che adulti in miniatura.. appena avevano la forza di reggersi sulle proprie gambe si mettevano a lavorare coi padri o per i padri.. parlo di persone di cinque anni.. non c'era l’ingenuità.. non c’era lo stesso pudore sessuale nei confronti dei bimbi. Questa è una conquista moderna ed è bellissima. Guardare negli occhi mio fratello e sapere che lui può ancora sognare con tanta facilità e potrà ricordarsi di questi suoi momenti magici quando lavorerà tanto da non avere tempo per se è un conforto. Ma è un conforto moderno, una creazione delle nostre menti, della nostra società, non è una prerogativa innata dei bambini.. o almeno non lo è sempre stata. Gliela abbiamo data noi questa prerogativa. A ragione, ma è pur sempre relativa a noi.Allora, quello che voglio dire è che quelli che si strappano i capelli e che li vorrebbero tutti morti quei “malati” che vanno con i bambini.. dovrebbero concentrarsi di più sulla nozione di “malato”.. dovrebbero fare i conti anche con i loro più profondi tabù.. dovrebbero pensare a quando l’incesto non era un reato.. a quanto ci è voluto alle loro madri e ai loro padri e alla comunità intera per fargli entrare in testa il concetto del pudore e di quello che si può fare con i familiari e quello che si può fare con gli esterni… sono tute cose giuste, oltrechè utili ma NON INNATE… ricordate i vostri sogni più sconvolgenti e lo capirete. Ma perché reputate GRANDE la vostra coscienza prima di farcii conti?Mentre ragionavo di questo fatto il mio ragazzo ha detto con gli occhi sgranati:“ma tu hai capito??.. questo prima li violenta e poi LI AMMAZZA!!” e questo è un aggravante per il diritto e per le nostre sensibilità…ma perché dirlo come se fosse una perversione più grave! Ma esiste veramente una perversione grave e una meno grave?… mutilare psicologicamente una persona (che sia un bambino, una donna o una vecchia..) è forse meno grave che togliergli la vita? Ma la gente ama falsare i piani del discorso e indignarsi magari con le lacrime senza andare alle radici, senza chiedersi.. senza provare a pensare che:“se un uomo è riuscito a farlo, allora può riuscirci qualsiasi uomo” e soprattutto.. se la pedofilia e la perversione in genere sono dei mali, dei virus, nella nostra società.. “uccidete i portatori del male e non avrete mai l’antidoto!”. Interrogarsi è un buon inizio.(le ultime due frasi virgolettate non sono mie, le ho sentite nel film “Evilenko”.. chi non ha lo stomaco e il cervello abbastanza forti non lo guardasse, non si può parlare di tutto solo con il cuore, per fortuna).