C'era una volta un passero che viveva nel corpo di un uomo che viveva in un paesino pietroso, montagnoso, brullo.. tanto brullo che qualcuno diceva assomigliasse a un presepe... tanto è vero che era tradizione in quel paese di fare un presepe vivente durante il periodo natalizio talmente bello ma talmente bello da diventare famoso in tutti paesi limitrofi e anche oltre...ebbene un anno questo uccellino di nome P. , che non aveva mai perso il gusto per il Natale e per le feste, anche se faceva credere a tutti il contrario poichè aveva le sembianze di un uomo di 41 anni, e gli uomini si sa non credono a niente... dicevo: un anno anche P. partecipò all'allestimanto di questo presepe....la mattina si alzò ed era già molto in pensiero per come sarebbe andata la rappresentazione...cercando di ingannare il tempo si accinse a cucinare il suo piatto preferito: le zucchine ripiene.. l'unica cosa che gli facesse passare di mente ogni pensiero nel freddo della sua casetta... anzi no, mi sbaglio... c'era qualcosaltro che lo faceva felice e dimentico di ogni preoccupazione, fotografare... andava alla ricerca ininterrotta di qualche soggetto strano, che lo incuriosisse, che lo stimolasse.. o solo in grado di esprimere quello che aveva dentro.. tutta quell'ansia.. quel piccolo disagio che aveva non sapeva spiegarlo....ma cos'era? in realtà P. non sapeva affatto quale fosse la sua vera identità.. credeva di essere sempre stato un uomo e non immaginava che quel suo desiderio mai pago di libertà fosse in realtà il bisogno di volare...quel giorno, prima di fare le prove per la rappresentazione, in cui interpretava un pastore..e già questo gli dava fastidio.. perchè avrebbe voluto fare l'angelo... avrebbe fatto di tutto per potere portare le ali almeno per un giorno!!.. ehm... dicevo: quel pomeriggio, aveva la sua macchinetta digitale a tracolla e vide una scena che doveva assolutamente fotografare...era un vecchio di spalle che se ne tornava a casa.. o chissà dove, col cappello, la schiena curva e il bastone.. P. non sapeva chi fosse o, meglio, in quel momento non ci pensò.. pensò soltanto a fotografarlo subito... poteva essere chiunque, quello che contava era il senso.. il SENSO... il passo di quell'uomo sembrava immateriale, sembrava stanco eppure soddisfatto... era vecchio ma tenace, portava con se in ogni passo le tracce della sua antica felicità e dei suoi desideri inappagati.. quale di queste cose fosse più presente in quella foto P. non sapeva dirlo....era triste... fino alla sera ripensò a quel vecchio e si domandava se anche lui, alla sua età, avesse camminato con quel passo e avesse avuto quella stessa schiena curva... se avesse avuto più ricordi felici o più desideri inappagati...doveva fare qualcosa per non sentire più quella maledetta insoddisfazione:"basta!" si disse "da domani mi metto all'opera e faccio tutto quello che ho sempre sognato!"ma neanche questo pensiero lo consolava perche aveva sempre e solo sognato di volare e non sapeva come realizzare una cosa del genere...la sera mentre faceva il "pastore" accadde a P. una cosa eccezionale... guardava il cielo per vedere se c'era qualche stella che assomigliasse alla cometa... poi guardò l'angelo del presepe, che era una statua a grandezza umana appesa sulla capanna.... non avevano trovato nessuno così leggero e così bello per fare l'angelo... Però! - pensò- questa statua è proprio bella, ha il viso di una donna meravigliosa, i capelli castani lunghi lunghi, l'abito bianco e quegli occhi... assomigliava a un'attrice famosa... ma P. non ricordò il nome di quell'attrice...piuttosto fece caso dopo un pò che quegli occhi si muovevano troppo per essere quelli di una statua e sembrava che stesse facendo l'occhiolino proprio a lui...P. non poteva rischiare di perdersi l'occasione di vedere un vero angelo da vicino.. lasciò la scena, si arrampicò sulla capanna e si avvicinò... ERA VERO! L'angelo si muoveva e assomigliava proprio a Sophie Marceau! "Come avevo fatto a dimenticarmi il nome della Marceau?" pensò per un secondo P. , ma subito si rese conto dell'assurdità del pensiero... ERA AL COSPETTO DI UNA DONNA PIUMATA, DI UN VERO ANGELO E LUI PENSAVA ALLE ATTRICI!!!In realtà non sapeva più a cosa pensare e cosa dire.. gli venne solo un: "che ci fai qui?"E l'angelo:"non qui, va via, stasera sei pastore, domani volerai..""Ma che significa?""Scendi, vaì via! PIù tardi torna qui e parleremo, non posso farmi vedere da tutti qui... che parlo con un.... u-ma-no... quando finisce lo spettacolo, vieni qui! Ma ricorda: potrai chiedermi due cose soltanto, due sole domande, due soli desideri, nient'altro..."P. scese, scosso, emozionato, pestò le zampe di tutte le pecore e rischiò di cadere nel mantello della madonna.. ma non si accorse di nulla.. solo aspettava che finisse tutto e non stava nella pelle...quando fu l'ora, andò all'appuntamento, si era ripetuto in mente cento e più volte "fammi volare, fammi volare".. era questa la domanda che doveva farle...quando la vide, era splendida, più di prima, era accecato e intontito da quella bellezza..Lei disse:"Domanda pure"P. scordò qual'era la domanda, aveva solo voglia di abbraciarla e disse:"Domani è il mio compleanno, che mi regali?"E lei:"Ti regalo la realizzazione della prossima cosa che mi chiederai, ma sta' attento stavolta, hai solo una possibilità. Ti avevo avvisato."Ma P. non era ancora del tutto cosciente di quello che gli accadeva e si mise a divagare raccontando della sua vita, della sua passione per la fotografia, per la musica dei jethro tull.. avrebbe voluto raccontarle tutto di lui quella notte.. disse anche..."...e poi c'è un'altra cosa, un sogno ricorrente, che non mi lascia mai... sono all'ingresso di una galleria, un tunnel: é' buoi e stretto ma non è spaventoso.. c'è tanta luce aldilà della galleria e mi viene voglia di entrarci... mi attrae ma nel sogno non riesco mai ad entrarci nè a sapere che cosa c'è oltre quel tunnel... ecco, ti domando, so che c'è qualcosa di bello lì fuori ma non mi è dato mai vederlo... cosa c'è, dimmi, e perchè non posso andarci?"L'angelo ci pensò tanto, non si aspettava questa domanda, credeva gli avesse chiesto di volare, dato che lei sapeva che quell'uomo era in realtà un passero in cerca di libertà.... poi disse:"Ebbene, credo che il tuo sogno sia il tuo desiderio inconscio e inespresso di essere libero, di essere felice, daltronde chi non lo vuole... tu vuoi volare e non lo sai, non sai come fare, io potevo donarti le ali stanotte me tu non me le hai chieste... e ora non so più che dirti....tu non sei un uomo, eri destinato a volare libero coi passeri...""Davvero?" disse P. ma in realtà sentiva in cuor suo di averlo sempre saputo..."Ma allora perchè non oltrepasso il tunnel, perchè non ci riesco da solo se è questa la mia natura?""Io sono venuta per esaudirti.. questa risposta non ce l'ho, mi spiace, devo andare via...""No ti prego..." disse P. con le lacrime agli occhi:"Noooooooo" ma era già scomparsa... e per sempre.P. pianse, pianse tutta la notte di un pianto straziante e si ritrovò all'alba ancora lì davanti al duomo a piangere... non si era accorto minimamente che non aveva più le mani, nè le gambe, non stava più sulla capanna, nè giù sui gradini dove la sera prima aveva fatto il pastore, era più in alto, su un ramo... UN RAMO???Faceva freddo, si toccò un attimo la fronte per riscaldarsi la testa e sentì troppo morbido, troppi capelli che non aveva avuto neanche da bambino... si toccò il muso ed era troppo duro, sembrava.... di legno... provò a urlare ma dalla sua bocca usciva solo un canto melodioso... ma che cosa gli stava succedendo.... si alzò con fatica e guardò in giù.. non c'era ancora nessuno per strada per chiedere aiuto.. guardò in su, ripensò all'angelo e si specchiò in una nuvola:era diventato un uccello, un passero, col becco, le zampe e due ali forti e ampie...........................non ci credeva più..... non ci sperava più........... ma senza chiedersi più nè come nè perchè aprì le ali.......nessuno glielo aveva mai insegnato ma volò, subito e veloce.... era belllissimo, era quello che aveva sempre desiderato, il vento sulla testa e gli occhi puntati nel blu... meraviglioso....si sentì fianalmente libero, finalmente se stesso.. volò e volò fino alla sera seguente, quando incontrò uno stormo di uccelli che gli fecero compagnia in un viaggio che non sapeva dove lo avrebbe portato, non sapeva perchè o, meglio, in quel momento non ci pensò.....Quello che l'angelo non sapeva, e neanche lui aveva capito...... è che P. era sempre stato un passero, ma nessuno lo aveva mai visto come tale, lui stesso non ne aveva consapevolezza... quello che gli mancava era proprio questo.. la consapevolezza... la certezza di poter volare, di riuscurci anche da solo... quando lo seppe, quando lo capì, iniziò a volare...... e non smise mai più....anzi, si fermava qualche volta, ma solo sul suo vecchio davanzale, della sua vecchia casa, del suo vecchio paese pietroso... per mangiare un pezzetto di zucchine ripiene, mentre col becco, cliccava play sulla radio e partiva il suo vecchio cd....."Feeling alone the army's up the rodesalvation a la mode anda cup of tea.Aqualung my friend don't start away uneasyyou poor old sod, you see, it's only me.Do you still rememberDecember's foggy freeze when the ice thatclings on to your beard isscreaming agony.And you snatch your rattling last breathswith deep-sea-diver sounds,and the flowers bloom likemadness in the spring..................."
C'era una volta
C'era una volta un passero che viveva nel corpo di un uomo che viveva in un paesino pietroso, montagnoso, brullo.. tanto brullo che qualcuno diceva assomigliasse a un presepe... tanto è vero che era tradizione in quel paese di fare un presepe vivente durante il periodo natalizio talmente bello ma talmente bello da diventare famoso in tutti paesi limitrofi e anche oltre...ebbene un anno questo uccellino di nome P. , che non aveva mai perso il gusto per il Natale e per le feste, anche se faceva credere a tutti il contrario poichè aveva le sembianze di un uomo di 41 anni, e gli uomini si sa non credono a niente... dicevo: un anno anche P. partecipò all'allestimanto di questo presepe....la mattina si alzò ed era già molto in pensiero per come sarebbe andata la rappresentazione...cercando di ingannare il tempo si accinse a cucinare il suo piatto preferito: le zucchine ripiene.. l'unica cosa che gli facesse passare di mente ogni pensiero nel freddo della sua casetta... anzi no, mi sbaglio... c'era qualcosaltro che lo faceva felice e dimentico di ogni preoccupazione, fotografare... andava alla ricerca ininterrotta di qualche soggetto strano, che lo incuriosisse, che lo stimolasse.. o solo in grado di esprimere quello che aveva dentro.. tutta quell'ansia.. quel piccolo disagio che aveva non sapeva spiegarlo....ma cos'era? in realtà P. non sapeva affatto quale fosse la sua vera identità.. credeva di essere sempre stato un uomo e non immaginava che quel suo desiderio mai pago di libertà fosse in realtà il bisogno di volare...quel giorno, prima di fare le prove per la rappresentazione, in cui interpretava un pastore..e già questo gli dava fastidio.. perchè avrebbe voluto fare l'angelo... avrebbe fatto di tutto per potere portare le ali almeno per un giorno!!.. ehm... dicevo: quel pomeriggio, aveva la sua macchinetta digitale a tracolla e vide una scena che doveva assolutamente fotografare...era un vecchio di spalle che se ne tornava a casa.. o chissà dove, col cappello, la schiena curva e il bastone.. P. non sapeva chi fosse o, meglio, in quel momento non ci pensò.. pensò soltanto a fotografarlo subito... poteva essere chiunque, quello che contava era il senso.. il SENSO... il passo di quell'uomo sembrava immateriale, sembrava stanco eppure soddisfatto... era vecchio ma tenace, portava con se in ogni passo le tracce della sua antica felicità e dei suoi desideri inappagati.. quale di queste cose fosse più presente in quella foto P. non sapeva dirlo....era triste... fino alla sera ripensò a quel vecchio e si domandava se anche lui, alla sua età, avesse camminato con quel passo e avesse avuto quella stessa schiena curva... se avesse avuto più ricordi felici o più desideri inappagati...doveva fare qualcosa per non sentire più quella maledetta insoddisfazione:"basta!" si disse "da domani mi metto all'opera e faccio tutto quello che ho sempre sognato!"ma neanche questo pensiero lo consolava perche aveva sempre e solo sognato di volare e non sapeva come realizzare una cosa del genere...la sera mentre faceva il "pastore" accadde a P. una cosa eccezionale... guardava il cielo per vedere se c'era qualche stella che assomigliasse alla cometa... poi guardò l'angelo del presepe, che era una statua a grandezza umana appesa sulla capanna.... non avevano trovato nessuno così leggero e così bello per fare l'angelo... Però! - pensò- questa statua è proprio bella, ha il viso di una donna meravigliosa, i capelli castani lunghi lunghi, l'abito bianco e quegli occhi... assomigliava a un'attrice famosa... ma P. non ricordò il nome di quell'attrice...piuttosto fece caso dopo un pò che quegli occhi si muovevano troppo per essere quelli di una statua e sembrava che stesse facendo l'occhiolino proprio a lui...P. non poteva rischiare di perdersi l'occasione di vedere un vero angelo da vicino.. lasciò la scena, si arrampicò sulla capanna e si avvicinò... ERA VERO! L'angelo si muoveva e assomigliava proprio a Sophie Marceau! "Come avevo fatto a dimenticarmi il nome della Marceau?" pensò per un secondo P. , ma subito si rese conto dell'assurdità del pensiero... ERA AL COSPETTO DI UNA DONNA PIUMATA, DI UN VERO ANGELO E LUI PENSAVA ALLE ATTRICI!!!In realtà non sapeva più a cosa pensare e cosa dire.. gli venne solo un: "che ci fai qui?"E l'angelo:"non qui, va via, stasera sei pastore, domani volerai..""Ma che significa?""Scendi, vaì via! PIù tardi torna qui e parleremo, non posso farmi vedere da tutti qui... che parlo con un.... u-ma-no... quando finisce lo spettacolo, vieni qui! Ma ricorda: potrai chiedermi due cose soltanto, due sole domande, due soli desideri, nient'altro..."P. scese, scosso, emozionato, pestò le zampe di tutte le pecore e rischiò di cadere nel mantello della madonna.. ma non si accorse di nulla.. solo aspettava che finisse tutto e non stava nella pelle...quando fu l'ora, andò all'appuntamento, si era ripetuto in mente cento e più volte "fammi volare, fammi volare".. era questa la domanda che doveva farle...quando la vide, era splendida, più di prima, era accecato e intontito da quella bellezza..Lei disse:"Domanda pure"P. scordò qual'era la domanda, aveva solo voglia di abbraciarla e disse:"Domani è il mio compleanno, che mi regali?"E lei:"Ti regalo la realizzazione della prossima cosa che mi chiederai, ma sta' attento stavolta, hai solo una possibilità. Ti avevo avvisato."Ma P. non era ancora del tutto cosciente di quello che gli accadeva e si mise a divagare raccontando della sua vita, della sua passione per la fotografia, per la musica dei jethro tull.. avrebbe voluto raccontarle tutto di lui quella notte.. disse anche..."...e poi c'è un'altra cosa, un sogno ricorrente, che non mi lascia mai... sono all'ingresso di una galleria, un tunnel: é' buoi e stretto ma non è spaventoso.. c'è tanta luce aldilà della galleria e mi viene voglia di entrarci... mi attrae ma nel sogno non riesco mai ad entrarci nè a sapere che cosa c'è oltre quel tunnel... ecco, ti domando, so che c'è qualcosa di bello lì fuori ma non mi è dato mai vederlo... cosa c'è, dimmi, e perchè non posso andarci?"L'angelo ci pensò tanto, non si aspettava questa domanda, credeva gli avesse chiesto di volare, dato che lei sapeva che quell'uomo era in realtà un passero in cerca di libertà.... poi disse:"Ebbene, credo che il tuo sogno sia il tuo desiderio inconscio e inespresso di essere libero, di essere felice, daltronde chi non lo vuole... tu vuoi volare e non lo sai, non sai come fare, io potevo donarti le ali stanotte me tu non me le hai chieste... e ora non so più che dirti....tu non sei un uomo, eri destinato a volare libero coi passeri...""Davvero?" disse P. ma in realtà sentiva in cuor suo di averlo sempre saputo..."Ma allora perchè non oltrepasso il tunnel, perchè non ci riesco da solo se è questa la mia natura?""Io sono venuta per esaudirti.. questa risposta non ce l'ho, mi spiace, devo andare via...""No ti prego..." disse P. con le lacrime agli occhi:"Noooooooo" ma era già scomparsa... e per sempre.P. pianse, pianse tutta la notte di un pianto straziante e si ritrovò all'alba ancora lì davanti al duomo a piangere... non si era accorto minimamente che non aveva più le mani, nè le gambe, non stava più sulla capanna, nè giù sui gradini dove la sera prima aveva fatto il pastore, era più in alto, su un ramo... UN RAMO???Faceva freddo, si toccò un attimo la fronte per riscaldarsi la testa e sentì troppo morbido, troppi capelli che non aveva avuto neanche da bambino... si toccò il muso ed era troppo duro, sembrava.... di legno... provò a urlare ma dalla sua bocca usciva solo un canto melodioso... ma che cosa gli stava succedendo.... si alzò con fatica e guardò in giù.. non c'era ancora nessuno per strada per chiedere aiuto.. guardò in su, ripensò all'angelo e si specchiò in una nuvola:era diventato un uccello, un passero, col becco, le zampe e due ali forti e ampie...........................non ci credeva più..... non ci sperava più........... ma senza chiedersi più nè come nè perchè aprì le ali.......nessuno glielo aveva mai insegnato ma volò, subito e veloce.... era belllissimo, era quello che aveva sempre desiderato, il vento sulla testa e gli occhi puntati nel blu... meraviglioso....si sentì fianalmente libero, finalmente se stesso.. volò e volò fino alla sera seguente, quando incontrò uno stormo di uccelli che gli fecero compagnia in un viaggio che non sapeva dove lo avrebbe portato, non sapeva perchè o, meglio, in quel momento non ci pensò.....Quello che l'angelo non sapeva, e neanche lui aveva capito...... è che P. era sempre stato un passero, ma nessuno lo aveva mai visto come tale, lui stesso non ne aveva consapevolezza... quello che gli mancava era proprio questo.. la consapevolezza... la certezza di poter volare, di riuscurci anche da solo... quando lo seppe, quando lo capì, iniziò a volare...... e non smise mai più....anzi, si fermava qualche volta, ma solo sul suo vecchio davanzale, della sua vecchia casa, del suo vecchio paese pietroso... per mangiare un pezzetto di zucchine ripiene, mentre col becco, cliccava play sulla radio e partiva il suo vecchio cd....."Feeling alone the army's up the rodesalvation a la mode anda cup of tea.Aqualung my friend don't start away uneasyyou poor old sod, you see, it's only me.Do you still rememberDecember's foggy freeze when the ice thatclings on to your beard isscreaming agony.And you snatch your rattling last breathswith deep-sea-diver sounds,and the flowers bloom likemadness in the spring..................."