elaborando

Vita da ratti


Completamente spelato, la giornata passata sottoterra in gruppi di qualche centinaio di individui. Difficoltà a proporsi per una vita di relazione, il capo lo stressa e gli inibisce addirittura la produzione di quelle sostanze lì, testosterone in testa.Ho dovuto rileggere un paio di volte l'articolo, ma alla fine posso confermare che non parla di me, anche se le similtudini sono davvero sorpendenti.Il poveraccio in questione è un ratto, e vive in Africa. Pare che nel suo caso il meccanismo per regolare la fertilità di maschi e femmine si svolga tutto a livello sociale: gli individui dominanti stressano gli altri e questo ne blocca la capacità di procreare.Accade così che la femmina regina, l'unica che può generare piccoli, renda la vita impossibile alle altre, il che ne arresta l'ovulazione. Analoga cosa accade ai maschietti.Un biologo dell'Università di londra spera di trovare, studiando questi ratti, una delle possibili cause di infertilità nel genere umano. Secondo me è sulla buona strada.Bene. Pettinare non mi sono pettinato, tanto non si vedrebbe. Tra poco mi avvio verso il lavoro, mi attende quell'altro centinaio di simili, il chiuso dell'ufficio, il capo.Non so perché, ma non mi sento molto fertile oggi.L'immagine mi riprende in mensa, alle prese con un'insalata. Non avevo autorizzato wetasschronicles.com alla diffusione, accidenti.Buon martedì.