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L'età e il sesso debole


Leggendo alcuni dei commenti al mio post di ieri, mi sono ricordato di quanto sia  delicato il tema dell'età delle signore: una cosa è l'età anagrafica, il computo da ragioniere dei giorni trascorsi dal primo vagito, altra cosa è l'età vitale. Se la prima si incrementa con regolarità di 1 giorno ogni 24 ore di orologio, la seconda ha un andamento più vario, con rallentamenti in particolari periodi della vita. Quasi come se in quei momenti la gioia di vivere generasse una viscosità che rende difficile la registrazione dell'effettivo tempo che passa, cosicché di giri di orologio ne servono molti più di due per far avanzare l'età di un giorno. È evidente come una signora, nelle rare occasioni in cui si ritrovi a dichiarare l'età, si riferisca all'età vitale, la sola che conti realmente. Ci sono peraltro situazioni in cui va dichiarata l'altra età, quella da ragioniere, ed è comprensibile la ritrosia della signora a pronunciare quel numero, nè d'altra parte sarebbe lecita una bugia.Ecco, allora, che la matematica viene incontro, con l'esempio dell'epitaffio di Diofanto di Alessandria. Sulla sua tomba era riportata l'età (anagrafica) nella forma del seguente racconto:Questa tomba rinchiude Diofanto e, meraviglia! dice matematicamente quanto ha vissuto. Un sesto della sua vita fu l’infanzia, aggiunse un dodicesimo perché le sue guance si coprissero della peluria dell’adolescenza. Dopo un altro settimo della sua vita prese moglie, e dopo cinque anni di matrimonio ebbe un figlio. L’infelice morì improvvisamente dopo aver vissuto la metà della vita di suo padre. Il genitore sopravvissuto fu in lutto per quattro anni e raggiunse infine il termine della propria vita. Non male, no? Perché questo tipo di problema, benché se ben formulato abbia una soluzione ed una soltanto, è abbastanza aggrovigliato da scoraggiare una buona fetta di curiosi dall'affrontarlo. E il segreto così regge ancora un po'.L'immagine. Ecco, l'immagine: NON c'entra NULLA con il post. Mi è solo sempre piaciuta e basta, questa illusione creata da W.H. Hill nel 1915. Ecco.