Creato da tanksgodisfriday il 26/03/2006
Cose varie al PC, sul Web e nella mente. Puoi scrivermi a: tanksgodisfriday@libero.it
 

 

Il lato b dei ricordi

Post n°1787 pubblicato il 23 Gennaio 2014 da tanksgodisfriday
 

La

  colpa è del video della cantante Csemer Boglárka, in arte Boggie; o meglio, tutto è partito da lì.

Mentre Nuveau parfume, ultimo pezzo della cantante, si srotola dagli altoparlanti del pc (devo dire senza suscitarmi grande entusiasmo) la sua immagine in primo piano si trasforma in modo radicale: schiarisci la pelle, elimina irregolarità, via le occhiaie, copia-incolla l'occhio destro sul sinistro (così il volto si simmetrizza), dai luminosità allo sguardo, ritocca le labbra.
Partiti da un volto struccato e normale, il video si chiude con uno schianto di figliola, ancorché virtuale.

Ma com'è Boggie, non dico nella realtà, ma almeno nei video precedenti? Vado su Youtube, digito Boogie e vai.
Ecco, ci risiamo con il mio solito problema: quando digito velocemente una parola con una doopia, spesso ... è appena successo di nuovo, doopia invece di doppia. Su Youtube mi è capitato esattamente questo: boogie invece di boggie.

La lista di video restituita da Youtube non ha niente a che fare con Csemer Boglárka, ovviamente, ma mi porta invece a un brano, "Yes sir, I can boogie", del duo spagnolo Bàccara.
Mai sentite nominare.

Rapida consultazione di Wikipedia che rivela: Mayte Mateos e María Mendiola furoreggiarono negli anni 70-80-90; partite dalla tv spagnola come versione locale delle sorelle Kesler (oh my God), vengono notate da un impresario che le porta in Gran Bretagna. Incidono il sopramenzionato "Yes sir I can boogie", che entra nel Guinness dei primati per numero di dischi venduti, 16 milioni, copia più copia meno.

Potevo esimermi dal guardare qualche altro video delle Bàccara? Forso potevo, ma non l'ho fatto, cosa che mi ha consentito di consolidare un mio personale giudizio del duo.
Giudizio che ritengo sereno e distaccato, perché gli anni 70-80-90 li ho attraversati anch'io, ma delle Bàccara ignoravo l'esistenza fino a poco fa, non ho quindi ricordi (almeno non consapevoli) ad offuscare l'obiettività del mio pensiero.

Due cose colpiscono nel vederle e nell'ascoltarle: il lato B della metà in bianco del duo (va a capire se è Mayte o María) e la loro pronuncia inglese. Ascoltarle in The devil sent you to lorado mi ha rinfrancato l'ego (il mio inglese è peggio, ma non di moltissimo).
Forse se la cavavano meglio con il francese. Almeno così mi pare dal video di Parlez-vous français?, con cui le Bàccarà rappresentarono il Lussemburgò all' EuroFestival nel 1978.
Arrivarono settime, ma, ricorda Wikipedia: "il brano fu il più venduto tra tutti quelli che parteciparono a quell'edizione del Festival".

Pronuncia a parte, è un piacere guardarle, e Yes sir non è male.
Deciso, inserita nella playlist dell'auto. Domani Mayte e María (ma quale sarà quella del lato b ?) me le porto a spasso sull'A4.

Buona notte.

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Kylie Minogue e Beethoven

Post n°1748 pubblicato il 10 Marzo 2013 da tanksgodisfriday
 
Tag: musica
Foto di tanksgodisfriday

A prima

  vista ci azzeccano poco, Kylie Minogue e Beethoven.
Però, se Youtube (e quindi Google) mi suggerisce il secondo perché ho guardato il primo, allora qualche connessione deve esserci.

Scrupolosamente ho aperto il video della Sinfonia No. 9 di Beethoven, eseguita il 27 luglio 2012 alla Royal Albert Hall di Londra. Un'ora, 13 e 43 di ottima musica, che sto ascoltando proprio adesso, zompettando qui e là (so che non reggerei più di 15-20 minuti, quindi meglio una fruizione a campione).
Prima ancora, però, mi sono riguardato Kylie Minogue in Can't Get You Out of My Head, eseguita in Hyde Park il 9 settembre 2012.

Che connessione può esserci tra i due video?
L'esecuzione musicale è affidata a due orchestre: quella della BBC per la Minogue e la West-Eastern Divan Orchestra per la sinfonia del buon vecchio Ludwig van. Questa è una connessione, in effetti.
Poi, vediamo: tra Hyde Park e Royal Albert Hall ci sono 0,4 miglia (640 metri). Secondo Google Map si traducono in una bella passeggiata di 8 minuti.
Un'altra distanza, questa volta nel tempo: tra il 27 luglio e il 9 settembre passano 44 giorni.
Dunque, delle due l'una: o Google pensa che mi piacciano le esecuzioni di orchestre serie, oppure che prediliga il 4 (e i suoi multipli e potenze: 8 = 4 + 4, 64 = 4 x 4 x 4).

C'è però un'altra connessione possibile. Ricordate il clip di Can't Get You Out of My Head, nel 2001? Wikipedia lo dice ispirato ai lavori di Stanley Kubrick.
Viene in mente subito Arancia Meccanica, ovvero, come riporta sempre Wikipedia, «Le avventure di un giovane i cui principali interessi sono lo stupro, l'ultra-violenza e Beethoven.»
Potrebbe anche essere Ludwig van il legame tra i due video!

Insomma, a cercarla, una connessione si trova sempre. Se fosse possibile, però, vorrei pervenisse a Youtube (e quindi a Google) la motivazione che, a memoria, mi spinse a guardare quel video.
È decisamente più terra terra di orchestre, Kubrick e numerologia.

Buona ascolto domenicale.

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I love Belarus

Post n°1714 pubblicato il 16 Maggio 2011 da tanksgodisfriday
 
Tag: musica

Non
 è arrivato in finale, ma mi è piaciuto più degli altri brani in gara, non solo per motivi strettamente musicali.
Ok, l'interprete è notevole, questo è il vero motivo della preferenza.

D'altra parte i pezzi presentati nelle semifinali e nella finale dell' Eurovision 2011 mi sono parsi abbastanza scontati, incluso il vincitore Running Scared, della coppia dell'Azerbaijan Ell e Nikki.
Un paio di eccezioni le farei solo per il nostro Madness Of Love, "Follia d'amore" di Raphael Gualazzi, e per l'islandese Coming Home dei Sjonni's Friends.
E per I love Belarus, di Anastasiya Vinnikova, appunto.


Partecipazione complicata per la Bielorussia, in questa edizione. Si era inizialmente presentata con “Born in Bielorussia”, sempre con Anastasiya Vinnikova, ma il brano non risultava inedito alla data prevista dal regolamento, settembre dell'anno scorso. Hanno prima provato a cambiare il titolo in “I am Belarussian”, ma evidentemente non bastava, quindi si è passati a un altro brano, anche questo patriottico.

Viva la Bielorussia, dunque.
Ecco, a chi dovesse chiedere «Ma chi è questo Lukashenko?», oggi si potrebbe rispondere: «È il presidente della Bielorussia, quella di Anastasiya Vinnikova».
Rimane maggiormente impresso nella mente, forse.

Buon lunedì.

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Un'altra cabina se ne va

Post n°1705 pubblicato il 17 Aprile 2011 da tanksgodisfriday
 
Foto di tanksgodisfriday

Non
 ho mai telefonato da qui.
È fuori dai miei giri abituali, stamattina ci sono capitato per caso: Vale dormiva, così ho fregato le chiavi della sua auto e mi sono precipitato dal gommista per il cambio stagionale delle gomme.
«È pronta per le 12» - mi fa il gommista. Sono le 9 e un quarto e mi trovo sulla provinciale tra Ivrea e Bollengo, a 4 km abbondanti da casa. Ergo, autobus di città. Passa alle 9 e 30, c'è anche il tempo per guardarsi in giro.
Proprio accanto alla palina della fermata, una cabina telefonica. L'ho vista centinaia di volte dalla macchina (il supermercato della nostra spesa settimanale è un chilometro più in là), fa parte del paesaggio, insomma.

Un cartello sul lato mi informa che non sarà così a lungo: "Questa cabina sarà rimossa dal 20 6 2011". La data è scritta a mano, così come quella dell'affissione: 15 04 2011.
L'avviso prosegue: "Gentile cittadino (questo dovrei essere io), per chiedere che questo telefono pubblico resti attivo, puoi inviare un email a ...". Per farlo ho 30 giorni dalla data di affissione, e nell'email devo indicare le motivazioni della richiesta.

Uhmmm. L'uso di questa cabina si sarà ridotto a zero. Cerco di ricordare se, passando in macchina, ho visto qualcuno fermo qui. Si, forse qualcuno in attesa accanto alla palina della fermata, ma nella cabina non mi pare. Chi userà ancora una cabina, poi? Ormai chiunque ha un cellulare in tasca.
Eppure. Eppure mi dà fastidio questa soppressione.

Nostalgia di quando, 30 e passa anni fa, i miei "mi manchi" partivano da una cabina come questa? Forse, però quella cabina è sparita già da una decina d'anni.
Nostalgia del vintage? Nemmeno, il telefono di questa cabina è, a suo modo, moderno; quelli che ricordo io erano di una generazione o due prima, spigolosi e con la feritoia per i gettoni.

Dell'autobus non c'è ancora nemmeno l'ombra, e invece si fa strada un pensiero molesto: ti dà fastidio l'eliminazione della cabina perché così sparisce un altro pezzo del tuo mondo.
Intendiamoci, il mondo si rinnova di continuo, è solo che un bel giorno le novità cominciano a darti fastidio, ed è allora, forse, che cominci a invecchiare.

Ripenso ai dischi in cantina: saranno una ventina di lp, muti da vent'anni almeno. Devo ricomprare un piatto giradischi, va bene anche uno moderno.
Forse è meglio uno anni 80, come lo vorrebbe Vale: lo mollo a lei, così Orsella non si ritrova un coso ingombrante per casa. E quando passo da casa di Vale metto un disco. Ci dovrebbero essere un paio di Battisti, un Bennato, della Classica, e pure un lp degli Indios Tabajaras. Miseria, devo farlo al più presto.

Sto già pensando all'email da scrivere:
«Gentile cabinatelefonica@agcom.it, per piacere, lascia questa cabina dov'è, ancora per un po'. Giusto il tempo di comprare un piatto giradischi, rimettere su Maria Elena e accennare un lento maldestro nella stanza semivuota.»

Buona domenica.

[Tutti i post su riflessioni, musica.]

 
 
 

Piramide

Post n°1703 pubblicato il 11 Aprile 2011 da tanksgodisfriday
 
Foto di tanksgodisfriday

Secondo
 Wikipedia, la parola "piramide" deriva dal nome di un dolce greco, di cui la figura geometrica richiamerebbe la forma.
Oppure è vero il contrario: il dolce somigliava a una piramide, e ne avrebbe preso il nome.

Sia come sia, ecco un problema proposto nel gennaio del 2005 in Danimarca al Georg Mohr Contest, incentrato su una una piramide.

La figura a lato è stata ritagliata da un foglio di carta. Se si piegano all'insù le ali, lungo i bordi del quadratino interno, si può formare una piramide irregolare a base quadrata.
Quanto misura l'area della base?

Un sottofondo musicale che stimoli la riflessione? Don't Let Him Touch You.

Buon lunedì.

[Tutti i post su numeri e giochi, musica.]

 
 
 
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