ElettriKaMente
Dillo, bella strega...se lo sai, Adorabile strega…Dimmi, conosci l’irremissibile? (I fiori del male, C. Baudelaire)
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Tutti i passanti sono gentilmente invitati a lasciare fuori da questo blog:
incontinenze di ogni genere e tipo,
pratiche onanistiche finalizzate alla pubblicazione
e manie persecutorie-vittimistiche,
grazie.
Anche se il blog é moderato, ogni intervento pervenuto viene pubblicato.
Qualora il vostro non risulti, invece, visibile tra gli altri è semplicemente perché, presentando tracce delle sopracitate (incontinenze, pratiche onanistiche o manie persecutorie-vittimistiche)
vergognandosi di se stesso e di chi l'ha messo al mondo, si è autoeliminato.
Capisco che il nome del blog potrebbe trarre in inganno, ma qui non troverete il supporto psichiatrico che andate cercando.
Cordialmente,
Elettrikamente,
EleP.
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Per chi ha paura delle streghe
In alcune lingue sono chiamate “quelle che sanno” (witch in inglese, vèd’ma in russo), nel senso che sanno già, senza aver imparato da nessuno. Non hanno apprendisti, perchè a comunicare la loro sapienza ci mettono un attimo: ti guardano attentamente per vedere se anche tu hai il coraggio di sapere senza aver imparato e, se ne hai, tutt’a un tratto ti dicono: “Và, scopri chi sei e cosa puoi fare, non ti occorre altro.” Poi proseguono per la loro strada. Le streghe sono state detestate per questo. Ricordavano troppo quella frase censuratissima di Gesù: “Voi non fatevi chiamare maestri” (Matteo 23,8). A lungo vennero perseguitate perché “al mondo” non va che le ricchezze, inclusa la sapienza, circolino troppo liberamente. Così scrive Igor Sibaldi. E tutto ciò solo per dire che “si fa presto a dire strega”. E per ricordare che nell’immaginario collettivo la parola si presta a molteplici interpretazioni e significati decisamente contrastanti tra loro. Le “streghe”, infatti, non sono mai state solo quelle figure perfide e diaboliche tramandate da un folclore che le voleva collegate ai malefici e che la chiesa cattolica ha utilizzato come capro espiatorio per dare un volto al male, associandolo al genere femminile un pó per convenienza, un pó per paura e probabilmente per ignoranza (e questo indipendentemente dal fatto che l’istituzione cattolica avesse o meno rinnegato l’esistenza dell’anima nelle donne, oltre che negli animali). Il termine si riferisce a ben altro. E chi ha orecchie per intendere intenderà. Gli altri, a suo tempo, o anche mai (e va bene così). Parola di strega…
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