ElettriKaMente

Cercando il Graal di gravità permanente


                       
 Ho provato a cercare il "Santo Graal della serenità permanente" tra le righe del vissuto, del non detto, dell'attesa e del ritorno.Aveva un'immagine molto vicina al centro di gravità che Battiato cantava mentre io ero da non molto tempo approdata alle elementari, e assomigliava un po’ anche all'atarassia assaggiata tra i frammenti dei saggi ellenici.Ma alla fine, dopo averla scovata, s’impara che l'equilibrio non c'è. Almeno non per come lo crediamo noi.Noi che siamo già troppe lune asincrone da rapportare alle fasi della luna. Di quell'altra luna.E quando la nostra è crescente nel cuore ma si ritrova a dialogare con l'ultimo quarto di quella del corpo, mentre nella mente è luna nuova... come si può trovare un suono che ci faccia percorrere a passi di danza la lunga pioggia che copre, invece, fuori di noi, un plenilunio?E’ difficile essere al passo con i nostri uno, nessuno e centomila aspetti, ma quando ciclicamente accade (e sono cicli che si verificano a distanze molto lunghe gli uni dagli altri), ad un tratto, da questa serenità appena percepita, forse accesa e neppure ancora respirata, alziamo gli occhi sull'ombra che scende sopra nostri equilibri pirandelliani, ed allora comprendiamo.Così vediamo che la luna sulla quale dobbiamo declinare ogni nostro volto in bilico con se stesso è in una fase ancora differente da ogni nostra molteplicità. Ancora più lontana ed ancora meno assimilabile ad ogni nostra pulsione. E sappiamo che siamo sempre in moto. Verso una totale mancanza di equilibri conosciuti... Mio embrione di Haiku: LUCE AL RIPARO, LA LUNA CHE SI MUOVE...NOTTE RITORNA.                                                  
    L'immagine utilizzata per il post è Bussa alla porta della luna di Lorella Fabro.Moon phases è stata reperita tramite web.Qualora fosse richiesto dai legittimi proprietari verranno immediatamente rimosse.