Creato da ElettrikaPsike il 17/12/2012

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Dillo, bella strega...se lo sai, Adorabile strega…Dimmi, conosci l’irremissibile? (I fiori del male, C. Baudelaire)

 

 

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IL CREPUSCOLO

Post n°381 pubblicato il 01 Novembre 2025 da ElettrikaPsike
 

 

Non sto propriamente bene, sono molto stanca – l’affaticamento cronico e periodico, dovuto alla mia patologia, è puntualmente costante – e, giocoforza, anche le emozioni sono affaticate, a volte si rendono invisibili e non ho più la forza per andarle a cercare.

Lascio che giochino a nascondino, consapevole che c’è stato un tempo in cui non lo avrei permesso.

C’è di buono, però, che poi ad un certo punto si decidono a tornare a casa.

 

 

Qualche giorno fa, mentre ero orfana di suggestioni, ho sentito persone sconosciute dire qualcosa a proposito del fatto che gli anni Novanta e i primi del Duemila fossero stati più magici rispetto ai giorni d’oggi – evidentemente da loro percepiti come spenti e privi di entusiasmo in generale – e, nel ripensare a quel passato di pura “generazione Xennial”, in un balenio di vertigine, è ritornata la memoria emotiva.

Mi ero chiesta anche io, e più volte, se potesse esserci un perché a questa convinzione e, al di là della considerazione meramente soggettiva dovuta al fatto che gli anni Novanta e i primi del 2000 sono stati “i miei anni” – quelli della mia adolescenza e prima giovinezza, quando ero una teenager e poi una ventenne – penso che la risposta abbia anche una sua legittimità più estrinseca. Non credo, infatti, che la magia degli anni ’90 e dei primi 2000 sia dovuta solo alla nostalgia, ma penso abbia anche basi socio-culturali e tecnologiche, se non propriamente economiche (o, perlomeno, non dal 2000 in poi).

Quelli sono stati anni di transizione culturale e di libertà creativa in un periodo di forte sperimentazione. Internet e i social erano ancora, in un certo senso, agli albori e la comunicazione molto più lenta ed estremamente selettiva, pertanto ogni scoperta (indipendentemente dal fatto che si trattasse di un gruppo musicale, un videogioco o un sito web, tanto per fare qualche esempio) portava con sé un piacevole sapore di esclusività e di sorpresa. Non c’era la sequela martellante di contenuti immediati e auto-fagocitanti che oggi banalizza le parole e le emozioni. La percezione di novità e scoperta, autenticità ed unicità – in una parola, di pregio – era incommensurabilmente maggiore rispetto ad ora.

Dopo la Guerra Fredda e la crisi degli anni ’80, l’Occidente aveva vissuto un periodo di relativa stabilità economica e di sostanziale crescita, con evidente possibilità di mobilità sociale e di sogni un minimo più raggiungibili, il che aveva rimandato colorati echi di entusiasmo per un futuro che appariva più aperto e seduttivo di opportunità concrete. Poi, tra crisi locali, recessioni e passaggio all’euro, nei primi anni del 2000 iniziò ad emergere una chiara instabilità economica e geopolitica.

Il terrorismo internazionale – 11 settembre del 2001 – e le guerre successive, non ci offrirono certo scenari sereni o idilliaci e l’ansia era innegabilmente presente su scala globale (inoltre, la crescita economica era decisamente rallentata, tanto che la crisi del 2008 segnò un punto di rottura drammatico). D’altronde, ogni lettura degli eventi storici non può che contraddire l’esistenza di un’epoca totalmente quieta e fiduciosa.

Eppure, in quel periodo, sebbene la serenità fosse parziale, relativa e relegata soprattutto all’impressione individuale dei singoli, la magia e il sentore di essere parte di un flusso incantevole c’erano davvero, offerte da un suggestivo mix, composto di novità culturali e limitata saturazione mediatica.

Tutto era più intimo, segreto e romantico.

I media tradizionali (televisione, radio, cinema) erano centralizzati e condividevano gli stessi riferimenti culturali, creando un senso – talvolta illusorio, talvolta meno – di partecipazione e meraviglia condivisa, mentre oggi l’iper-personalizzazione dei contenuti sui social sta frammentando quel tipo di esperienza collettiva, stravolgendo la sensazione di familiarità e vicinanza.

C’era la convinzione di ballare e canticchiare tutti la stessa canzone, muoversi sulla stessa colonna sonora di un film, emozionarsi per una medesima trama o guardare semplicemente la stessa luna, a distanza. Senza fotografarla e soprattutto in silenzio, pensando segretamente a chi ci aveva fatto innamorare. Quegli anni non erano saturi di stimoli istantanei. Il tempo tra un evento e l’altro permetteva di metabolizzare e fantasticare. Il desiderio cresceva lentamente ed anche le risposte si dovevano cercare e costruire nel tempo, scoprendo gradualmente ogni mattoncino e conquistando con dedizione ogni tassello che ci permettesse di raggiungere una visione il più possibile globale. L’epoca digitale, al contrario, ha sostituito tutta quell’attesa con una gratificazione immediata e superficiale.

Questo, era. Almeno presentando il quadro nel modo più imparziale possibile.

Ma, in definitiva, forse la risposta è che, davvero, ognuno considera magico il periodo in cui ha vissuto il suo momento magico.

 

 

Cosa c’era, dunque, di magico per me?

La mancanza di iper-connessione e il silenzio. Forse, in una sola parola, twilight.

Il crepuscolo.

 

 

 

 

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Commenti al Post:
misteropagano
misteropagano il 01/11/25 alle 12:13 via WEB
:::come ben sai io tremo per ogni tua assenza specie quelle più lunghe del solito quando ti penso intenta a combattere con la mente quello che il corpo insiste e ogni volta ti vedo accanto come meravigliosa fanciulla. Magica, non solo per i tuoi tempi magici ma per quelli che costantemente hai alimentato e prodotto con la tua conoscenza e il modo di porti di toccante lievezza e lievità - ancora oggi ti rinnovo la bella carta arcana - e tornando al tuo post, magico è il momento in cui lo abbiamo sentito tale. Ciò annulla il tempo di ognuno nel tempo di tutti. Magici lo erano gli anni 60, 70, e le austerity e le pandemie con cui ci piegano o provano che esistono da sempre. Strategie contro la mente e il corpo. Ma solo quando facciamo affiatare corpi diversi e rispondere abbiamo una magia.Scrivimi e in quella ti risponderò. Perchè è la coesione nel bene la migliore magia. Un bacio grande come tutti i santi di oggiM^
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 15:42 via WEB
Mia cara Mist, come vedi i miei tempi magici a volte diventano reietti maledetti perché confinano a lungo nella cella della moderazione anche questi preziosi commenti...Il tuo "Magico è il momento in cui lo abbiamo sentito tale. Ciò annulla il tempo di ognuno nel tempo di tutti" è semplicemente perfetto. Dici "scrivimi e in quella ti risponderò." Ed io ti scrivo qui e in Olimpo, amica mia, Perché è la coesione nel bene la migliore magia! Un abbraccio grande quanto la forza che mi è stata necessaria per riemergere...
 
woodenship
woodenship il 05/11/25 alle 23:37 via WEB
Non è un bel periodo amica cara: questo tempo capriccioso e che non conosce più mezze misure, pare che ce l'abbia giurata. Si che si esibisce in sbalzi di temperatura che lasciano senza fiato. In altra vita non sarebbe stato così: ero più giovane. Nella vita da giovani anche gli sbalzi termici sono opportunità per crescite insospettabili.
Questo per dire che ognuno ha come termine di paragone l'età felice della gioventù. Dunque è chiaro che il presente risulterà sempre perdente. Infatti, quando mi ritrovo a parlare con gente che mi dice: ah non ricordo più la mia città, tutta sporca, la delinquenza... mi vedo costretto a chiedergli: ma quando mai questa età dell' oro? Negli anni '60 c'erano le bande criminzi. Che trasformavano le strade in circuiti sfrenati con sparatorie a gogò. Negli anni '70 oltre alla criminalità c'erano pure le lotte operaie, negli anni '80 l'eroina riempiva le strade di siringhe e disperati con furti come non mai... insomma, alla fine non è che una visione generazionale l'età dell'oro. Un bacio scintillante di stelle.
ps: spero che tu possa sentirti meglio in questi giorni un po' più miti. Mi pare che tu abbia accennato qualcosa circa la Fibromialgia, vero?
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 16:10 via WEB
Hai ragione, non esiste età dell'oro, l'oro è quello che utilizziamo noi per colorare i ricordi. Ciononostante, patisco davvero la frenetica vacuità di questi ultimi 10/15 anni. E non tanto perché non ho più vent'anni - e nemmeno 30 - ma perché ciò che vorrei tanto sono isole silenziose che non ritrovo più se non dentro di me, perlomeno quando sto sufficientemente bene per cercarle e riconoscerle. La sindrome fibromialgica è una conseguenza diretta. Dopo il tumore, ed in seguito alla chemio, il mio sistema immunitario si è compromesso, ho sviluppato affezioni circolatorie (trombosi venosa recidivante) e forme di autoimmunità cronica. Non è facile, non lo era a 33 anni, quando è iniziato tutto e non lo è adesso. Lo sarà ancora meno un giorno. O forse no. Certo è che lavorando le energie si disperdono più facilmente e i tagli per i recuperi sono tutti a discapito della vita privata e sociale. E talvolta le complicazioni e il dolore sono più sopportabili, altre volte meno. Un abbraccio a te, wood.
 
rteo1
rteo1 il 17/11/25 alle 10:11 via WEB
Anzitutto, è sempre un piacere leggere i Tuoi post perchè -garantisco- sono molto al di là della generale e diffusa banalità. Certamente profondità di pensiero e cultura sedimentata. Mi dispiace leggere, però, che serpeggi un sentimento "crepuscolare". Chi ha brillato di luce propria, e ha illuminato le coscienze altrui, deve inevitabilmente declinare verso il "crepuscolo", che è soltanto una diversa fase della vita, non soltanto umana ma universale. Ogni "creatura" vivente dà tutto ciò che deve dare agli altri, e al mondo intero. Niente di più nè di meno. Ho sentito dire, qualche anno addietro, di un noto Presidente del Parlamento europeo, che aveva lasciato "tanti progetti nel cassetto". Commento umano, soltanto umano, di chi o coloro che sono convinti di avere il potere su di sé, sul proprio tempo. Invece ognuno è un "profeta", un "banditore", che ha il compito di levare la voce (anche nel deserto, se si vuole) per esternare ciò che il "suo" pensiero deve poter esprimere. Oggi "ricordiamo" Alessandro Magno, Socrate, Platone, eppure hanno calpestato il suolo della Macedonia e della Grecia circa tre millenni fa. Le gesta come l'estrinsecazione dell'animo rimangono nell'eternità, che è tale perchè è fuori dal tempo. Adesso vorrei esprimere un desiderio: Poter leggere ancora tantissimi Post pieni di luce, anche "crepuscolare" se si vuole, ma sempre lucenti e abbaglianti, soprattutto in questa fase oscura della politica nazionale, europea e occidentale.
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 16:58 via WEB
Ti ringrazio della lettura e dell’apprezzamento, rteo. Sei sempre una presenza gentile e accorta. Preciso solo - a scanso di equivoci - che il mio riferimento al crepuscolo non era davvero un’allegoria esistenziale, né un presagio di declino, ma soltanto la descrizione di una qualità percettiva che apparteneva a quegli anni: una penombra - perché calma e riposante - mentalmente fertile ed assolutamente non “spenta”. Il tema del post era solo la trasformazione culturale (e sensoriale) tra l’epoca pre-digitale e l’iper-connessione attuale, non certo una dichiarazione di resa. Chiarito questo, ti ringrazio per la tua riflessione sulla fine ciclica delle cose. La luce può cambiare forma ma i pensieri -  la struttura di alcuni sicuramente, ma in fondo tutti -  non possono che superare il tempo (un tempo che poi, per me neppure "esiste"). Pertanto, ti rassicuro sul fatto che la mia luce crepuscolare non era un rimpianto anagrafico o una forma depressiva; ma solo una considerazione sull'iper-frenesia di questi decenni. Ed anche se la stanchezza esagerata dovuta alla mia patologia non aiuta e, questo è vero, talvolta pesa su tutto, il tuo augurio di poter leggere ancora tantissimi post pieni di luce, è la stessa mia speranza!
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Seb il 23/11/25 alle 12:00 via WEB
Bello
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 16:18 via WEB
Grazie mille, Seb.
 
korov_ev
korov_ev il 24/11/25 alle 15:02 via WEB
Credo di non essere mai stato molto consapevole del mio momento magico, la vita per me è sempre somigliata ad una corsa a inseguimento.
A parziale mio mezzo gaudio, comunque, credo che pochi siano consapevoli della magia del momento presente quando la si vive, è qualcosa che arriva sempre dopo, nel retrogusto di una madeleine ormai andata giù e che puoi riportare in bocca soltanto con rigurgiti di parole. Per questo è da tanto, ormai, che cerco di gustare l'attimo vivente in ogni sapore che porta con sé, benedicendolo quando arriva il dolce e tirando giù qualche santo quando capita l'amaro, ma sempre senza mai guardare troppo oltre.
Sai, streghetta, molti credono che il crepuscolo sia il momento che precede la notte, quello in cui il giorno non è più giorno, ma l'oscurità non è ancora scesa a rendere la terra tutta uguale; un magico portale attraverso il quale sgattaiolare via, una soglia che rende nulla la realtà materiale. In verità il crepuscolo è anche quel momento di buio non buio che si lascia la notte alla spalle un istante prima dell'alba.
Crepuscolo è una soglia tra due mondi, una sottile frattura lungo la quale tutto è possibile, esattamente come l'attimo presente, minuscolo istante incastrato tra la magia malinconica del passato e le possibili fantasmagorie del futuro... e allora io "a settant'anni pianterò ulivi" non perché l'eterno argento delle loro foglie sia testimone di giorni remoti, né per la promessa d'oro dei loro frutti maturi, ma per guardarli vivere oggi.

P.S. Ti sei resa conto che due degli ultimi tre post rimandano in qualche modo al tempo che fu?
Non sapevo che anche le streghe soffrissero di crisi di mezz'età :-)
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 17:32 via WEB
E chissà quanto è stato l'effettivo sapore della madeleine ad essere meritevole di tanta attenzione e ricordo o se non sia l'idealizzazione a ricoprirla d'oro? (o, in questo caso, forse meglio di zucchero). Il crepuscolo, quando ero bambina, ma anche dopo da adolescente, non lo potevo guardare. Mi riportava un'angoscia che nemmeno Kierkegaard e Heidegger avrebbero saputo descrivere; ma poi, forse perché la stanchezza brama tutto ciò che richiama quiete e riposo, ho iniziato a percepirlo diversamente, almeno come metafora. Anche se più che un magico portale, ancora mi viene in mente il "territorio" del non essere...Ma, al di là di questo, mio caro korov, mentre ti crogioli nell'immagine vivente di un presente fatto di ulivi che da senior pianterai,  "a settant'anni" invitami a guardare l'eterno argento delle loro foglie e offrimi qualcuno dei loro frutti. P.S. Riguardo al tuo post scriptum: nessuna crisi, non ho età, il tempo mica esiste ;-p
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Arwen71 il 26/11/25 alle 00:23 via WEB
Mi dispiace sempre tanto Ele sapere che non stai bene, ma questo post, così dolcemente malinconico, e il tuo "twilight" è bellissimo...Un abbraccio grandissimo! Monica.
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 17:33 via WEB
Ti ringrazio, sei sempre carina. E mi prendo il tuo abbraccio.
 
legrillonnoirdestael
legrillonnoirdestael il 26/11/25 alle 00:36 via WEB
So che non stai bene, lo so molto bene e mi auguro che presto ritornerai qui per dare luce a queste giornate orfane di "quel" crepuscolo. Per il resto che posso dirti che tu non sappia già e non abbia già detto? Sicuramente essere adolescenti trepidanti e curiosi, giovani innamorati di ideali, persone e vita aiuta a colorare gli anni anche più frettolosi e bui e per chi ha vissuto solo questi, è normale che comprendano momenti comunque magici; ma d'altra parte di vero c'è che il tempo dell'iperconnessione, dell'affollamento e della fretta non aiutano per niente a rendere particolarmente intima e riflessiva, introspettiva o contemplativa quest'ultima decade...Riprenditi streghetta, e presto...
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 17:35 via WEB
Già, non sono la sola a pensarlo. grazie Niccolò. Anche per la tua vicinanza. A presto!
 
ravenback0
ravenback0 il 29/11/25 alle 17:36 via WEB
Mi dispiace Ele. Prima di tutto mi dispiace che tu debba stare così male ma il post è eccezionale, struggente e delicato e io che ho qualche anno più di te ma non troppi (sonp gen x, ragazzo degli anni '80 e ventenne nei '90) nel 2000 ero un giovane adulto e ti rispondo che anche per me quegli anni erano più magici. Perché ero molto giovane, più incantato e ingenuo ma anche perché la società era meno ingombrante e sfacciata, c'era una dimensione più profonda e umana meno digitale. Condivido tutto. Forse qualcosa di oggettivo c'è davvero.
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 17:40 via WEB
Io penso sia così, ma al di là della innegabile della dimensione di oggi -ingombrante e sfacciata - meno profonda e troppo digitale, caro raven, forse davvero non si può dire che la valutazione in merito sia oggettiva. Probabilmente qualcuno non la reputa fastidiosa o penalizzante; ma perfettamente in linea con il suo mood.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
ARGYRIA il 01/12/25 alle 08:30 via WEB
Ele intanto un abbraccio grande e un augurio di tornare presto ancora più forte. Facciamo tutti il tifo per te! E poi tornando al post: si erano più magici. E cosa c’era di magico per me in quegli anni? Se tu dici twilight, io ti dico i vampiri vegetariani! Colonna sonora compresa :) Scherzo ma neanche troppo, erano anche i "mie anni" quelli, quindi sono di parte ma ero una ragazza innamorata ed era magico vivere la musica degli anni 90 e del 2000 e vedere i film di quegli anni e le partite in quegli anni e tutto si sembrava più umano e meno freddo anche quando era difficile.
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 09/12/25 alle 17:42 via WEB
;-) Come ho appena detto anche a raven, io non posso che constatarlo oggettivamente come dato, ma poi forse - almeno per giudizio di gusto soggettivo - credo che il "meglio" o "peggio" lo stabilisca davvero solo l'età di chi lo guarda. Grazie mille ARGYRIA!
 
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