Creato da ElettrikaPsike il 17/12/2012

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Dillo, bella strega...se lo sai, Adorabile strega…Dimmi, conosci l’irremissibile? (I fiori del male, C. Baudelaire)

 

Messaggi di Luglio 2022

IL MATTINO AVRA' PURE L'ORO IN BOCCA MA MOLTI MATTINIERI HANNO IL PIOMBO NEL CERVELLO

 

 

Da una discussione aberrante tra condomini e da quel trapano pneumatico che al sabato mattina, una volta di troppo (proprio quando il caldo aveva deciso di lasciarci un alito di scampo) mi ha svegliato per lavori di restauro sulla facciata della casa vicina, ho avuto modo di apprendere che nell'anno del Signore 2022 permane una realtà decisamente surreale.

Premetto che sono un gufo, una civetta o, se preferite, anche un modesto pipistrello e che provengo da abitudini familiari parzialmente nottambule. Ho dalla mia una tradizione di bisnonne ostetriche ovviamente operative a qualsiasi ora, e mio padre e mio nonno che, lavorando per la Stampa, ricoprivano innumerevoli volte i turni di notte, quindi trovo piuttosto normale rispettare il riposo di chi ha orologi biologici differenti dalla consuetudine.

Ciononostante, per quanto mi sforzi di capire che questi vissuti possano risultare del tutto estranei alle allodole incallite, non mi capacito della totale assenza di rispetto verso i nottambuli da parte di molti mattinieri con l'oro in bocca.

E non mi capacito neppure (soprattutto in primavera, autunno e inverno quando si può dormire senza il nemico caldo alle porte e nel letto) del mancato aggiornamento di regole condominiali, oggettivamente ferme ad uno stato fondamentalmente arcaico ed agricolo della società.

Mi spiego.

Non si può proprio apprendere, senza restare sul confine tra il riso e la contrizione, la lunga serie di diritti di cui godono i mattinieri e che, per sola comodità, ho qui ridotto a 3 punti.

Primo: Non si può più sentire che le troppe allodole "borghesi" (per la spiegazione del termine virgolettato, vedi il fondo del post) dall'imprecisata età, rivendichino la loro esigenza di utilizzare gli elettrodomestici più rumorosi, guarda caso, solo nelle ore concomitanti al primo sonno del malaugurato vicino di casa, reduce da 40 ore di turno in ospedale. Ed ancor meno si può sentire che lo facciano appellandosi ad un regolamento condominiale impostato su abitudini bucoliche e sensate solo fino al secondo dopoguerra.

Secondo: Non si possono più ascoltare le tante chitarrine scordate straconvinte che i regolamenti condominiali siano stati consegnati al "borghese" (v. nota) direttamente da Dio. Le disarmoniche casse umane a fondo piatto, infatti, per stabilire la liceità delle ore di silenzio e rumore, si appellano a regole sancite da uno schema del 1950, ritenendolo pari alle Tavole del Monte Sinai. E ciò vale a dire, impostato esclusivamente sulle esigenze di coloro che si dichiarano desti dalle ore 08.00 alle 21.00. 

Terzo: Non si può accettare che il mattiniero trombone del 2022 si accanisca contro la festositá notturna dei ragazzi odierni apostrofandoli con i soliti e vetusti appellativi, quali perdigiorno, fannulloni, pigri, disgraziati (et similia) quando, ricordiamolo, ai suoi gloriosi tempi era proprio lui a cantare convinto, insieme ai coetanei "Bandiera gialla", rimproverando agli allora tromboni del 1960 che li rimproveravano a loro volta di non ricordarsi più di essere stati anch'essi giovani, tempo prima...(leggete il testo, se volete la citazione esatta della canzone).

Già affaticata dal caldo, quindi, ho deciso di rispondere qui a tutti quei mattinieri con il cervello di piombo che non posso raggiungere personalmente e che mi rendono ancora più afose le giornate e le notti.

E lo farò ringraziando, anche a nome di tutti gli altri gufi del mondo, l'egoista signora che reputa più importante aspirare il suo tappeto nell'ora biblica del santo mattino (perché, come lei stessa dichiara, in tutte le restanti 23 ore ha ben altro da fare) piuttosto che raggiungere un umano compromesso, magari permettendo che un altro essere umano abbia il suo stesso diritto al riposo. Quella stessa generosa signora che, per sentirsi meno egoista, con regolamento in mano e meningi strette, si appella alle sopracitate regole (del secondo dopoguerra) giusto per sentirsi in qualche modo e misura dalla parte della "ragione".

Alla disponibile e flessibile allodola, quindi, vorrei fare soltanto 2 semplici domande:

Se un pedone non avesse concluso il suo percorso sulle strisce nel momento in cui per lei fosse già scattato il verde (ipotesi A) ripartirebbe serenamente asfaltandolo oppure, comprendendo che esiste la possibilità di adattamento della regola (ipotesi B) lo lascerebbe arrivare vivo al marciapiede?

Ed ancora, se facendo i suoi meticolosi mestieri, accidentalmente, si dovesse ferire e magari vedersi costretta a fare un saltino al pronto soccorso per una veloce medicazione e 4 punti...a suturarle le ferite, sarebbe più felice di trovare un infermiere sveglio, attento e riposato oppure il suo vicino che non ha mai lasciato dormire mentre passava l'aspirapolvere?

Aprite orecchie, occhi e provate un'esperienza totalmente nuova accendendo il cervello: le regole condominiali non sono le Tavole del Monte Sinai.

Non sono la legge divina e sono perfettamente abrogabili in ogni momento, in quanto si basano esclusivamente sulle consuetudini.

Cambiano i tempi? cambiano le abitudini e le esigenze? E voilá, cambiano anche le vostre amate regole condominiali.

Informo, poi, il dittatoriale ed ottuso trombone, le chitarrine stonate e tutti i "borghesi" (vedi sempre la medesima nota) che nottambuli non é un regolamentare sinonimo di pigri, esattamente come la voce mattiniero, sul dizionario, non è indicata come sinonimo di virtuoso.

E, tralasciando gli studi oxfordiani che dimostrano una persino imbarazzante differenza tra le capacità intellettive dei nottambuli e quelle dei mattinieri (quelle dei nottambuli sarebbero nettamente superiori) va anche rammentato che nessuno mai, nella storia del mondo, ha avuto da ridire o si è lagnato quando c'era un nottambulo a dover sorvegliare il fuoco o a fare da sentinella, dando modo ai mattinieri di riposare...

E vi ricordo anche che la maggior parte di quei libri che avete riposto nelle vostre lucide librerie sono stati pensati e scritti di notte. E, sempre di notte, sono state composte le melodie che avete amato e che ora custodite con cura nei vinili ordinati nelle vostre belle stanze. E così vale per i quadri che ammirate ed anche per le sculture che fingete solamente di capire ma che non avete idea del perché vengano esposte o valutate con un prezzo in denaro.

Perché, vedete, a volerlo, c'è davvero posto per tutti in questo mondo. E se diverso da noi non vuol dire "necessariamente migliore", non significa neppure "sicuramente peggiore".

Inoltre, vi avviso che proprio quella che fino ad oggi è stata la minoranza, o l'eccezione che confermava la regola, può diventare presto la nuova consuetudine.

Il mondo non è fatto solo per le allodole; ed oggi, nel 2022 (speriamo) definitivamente post Covid, è pieno di persone che la notte stanno sveglissime. E non sono solo ladri, prostitute o artisti più o meno bohemien.

Vi lascio, allora, con un un utile promemoria.

Sia mai che lo possa leggere la signora dell'aspirapolvere.

 

LADIES AND GENTLEMEN,

ECCO A VOI I NOTTAMBULI:


panettieri -

taxisti ed autisti - 

infermieri, ostetriche, medici e personale sanitario in generale - 

poliziotti, custodi, sorveglianti e guardie giurate -

baristi, camerieri, cuochi e il personale delle cucine dei locali notturni -

addetti alle pulizie notturne nei locali, negli aeroporti, nelle strade -

attori, cabarettisti, ballerini, artisti circensi -

dee-jay, speaker, giornalisti

e tutti coloro che lavorano alla radio o alla televisione nei programmi notturni -

Ma non ultimi...

poeti, sognatori, scrittori, innamorati, visionari, studenti, ricercatori, compositori,  illustratori, scultori, filosofi, inventori, insonni, sofferenti, ammalati, madri e neonati.

E sapete che c'è? Che non finiscono nemmeno qui...

 

 

Goodnight Moon!

 

 

 

N.B.

Per "borghese" non s'intenda il termine storico, legato ad un periodo contestualizzato a condizioni sociali ed economiche;

ma semplicemente 

colui che manifesti qualsivoglia un atteggiamento ed una espressione di sè 

banale, consuetudinaria, meschina, qualunquista, passiva, ipocritamente benpensante, rigida, inflessibile ed intransigente.

 

 
 
 

ESSERI UMANI O VACCHE (DI HEGEL)?

 

Ogni singolo essere umano vivente (personalmente lo estendo anche agli animali, che non considero inferiori all'uomo e alla donna) merita pari opportunità, rispetto, dignità e tutela. E per affermarlo va riconosciuta una comunanza data da un'unica matrice: l'esistenza. Per questo ci si è appellati al principio di uguaglianza.

Peccato, però, che con il tempo l'uguaglianza sia stata abbondantemente travisata fino a diventare, paradossalmente, discriminatoria: perché, giusto per intenderci, se ci si aspetta che un uomo paraplegico si alzi in piedi in nome della similarità o che, in virtù della sacrosanta parità, faccia le scale come il fratello che cammina, non ci siamo molto.

E così, fin troppo spesso, anziché predisporre una norma che abolisca le barriere architettoniche a favore di chi, alla faccia del principio di uguaglianza, di fatto non è in grado di camminare, non solo non si tutela come merita la persona, ma non la si sta nemmeno rispettando per la sua legittima necessità individuale. Ed il suo diritto ad essere considerata diversa. 

Siamo tutti uguali, quindi? Si, nella misura in cui siamo tutti esseri umani. Ma abbiamo tutti le stesse esigenze? No. Affatto.

E non rispettare le singole particolarità e le peculiari disabilità, può diventare quanto di più spietatamente razzista, discriminatorio e storicamente nazista esista al mondo (la razza ariana promulgata dal folle con gli imbarazzanti baffetti, ve la ricordate?)

Ecco cosa accade nel perseguire ottusamente l'uniformità e l'indifferenzazione. Si arriva, senza accorgersene, al punto di sterminare chiunque non rientri nel "modello unico"...

Perchè rispettare la parità tra gli esseri vuol dire rispettare le differenti esigenze di ognuno. Mentali, emotive e psichiche (oltre che fisiche).

Alzi la mano chi pretende di far urinare una donna in piedi o chi vorrebbe far allattare un bambino al seno di suo padre. Probabilmente pochini. Però le domande erano piuttosto facili.

Vediamo, invece, chi alza la stessa mano perchè si aspetta (leggasi "pretende") che il proprio figlio diventi un affiliate manager e si sposi con la signorina Tizia Caia, coetanea, fertile e con 10 decimi d'italianità, invece di rispettare il suo desiderio di diventare maestro elementare (ops, di "scuola primaria") convivere con un signor Sempronio dai natali oscuri che il Natale nemmeno lo festeggia,  ha 15 anni in più ed una protesi al ginocchio. E che magari lo colpevolizzi (più o meno esplicitamente) per aver chiaramente scelto di non riprodursi, neppure per la gioia dei nonni.

Secondo me qualche mano in più al cielo si leva. Ed in alcuni casi anche entrambe le mani, anche oggi, anche in questa estate 2022. 

Non siamo uguali.

E per quanto tutti noi sappiamo molto bene che un arcobaleno include più spettri di colore, alcune sfumature si temono come fantasmi.

I fiori sono tutti fiori, lo sappiamo, nonostante Margherita e Viola non siano Narciso. Però, di fatto, l'ovvio non fa una piega solo quando ci fa constatare la singolare eccezionalità delle infiorescenze. Eppure è strano, a pensarci bene, perchè tutta la nostra uguaglianza consiste nell'essere diversamente unici.

Nonostante l'ovvietà, però, qualsiasi giardino variopinto risulta ricco e affascinante solo se variegato di petali; ma non accade lo stesso quando si tratta di esseri umani.

D'altro canto, è anche altrettanto evidente il motivo, dal momento che ogni emarginazione nasce proprio dalla paura della conoscenza.

La discordanza porta con sè l'ansia dell'impareggiabilità e l'uomo insicuro o incattivito (leggasi "in cattività") preferisce sempre vivere in un villaggio di timbri da discount piuttosto che riconoscersi unico. Fa paura il confronto. E l'insicuro non è un animale idoneo per l'agonismo sportivo. Non si mette in gioco. Al limite tifa, in poltrona o allo stadio. Passivo o aggressivo, o entrambi, ma sempre vigliaccamente in mutande. 

Occhio, quindi, a far diventare l'uguaglianza una penalizzazione anzichè l'agevolazione. Ed attenzione a non trasformare il diritto all'unicitá in una ghettizzazione. Perchè in un mondo di individualità si dovrebbe esaltare la bellezza dell'eclettismo per garantire la giustizia e per eliminare il sospetto emarginante.

Non è abolendo la storia di come sia nata la letteratura italiana nel 1200 o sacrificando la mitologia Bantu dell'Africa subsahariana che azzereremo le differenze discriminatorie. Ma, piuttosto, nel darci la possibilità di comprendere i kaidan nella cultura giapponese o di conoscere l'arte turca ed islamica accanto a Michelangelo e alla Land Art industriale. Perché, in caso contrario, finiremo semplicemente in un mondo sempre più emule del Kamikaze o del marito che si evira per punire la moglie infedele.   

"Tau tau" era il termine (onomatopeico) per descrivere, a Tahiti, l'usanza di bucare la pelle con un ago per produrre scritte e disegni; ma se il capitano Cook l'ha scoperta approdando sull'isola nel XVIII secolo dopo Cristo, già nel 3300 prima di Cristo esistevano i tatuaggi. Non parlerei, quindi,  di una moda esattamente nuova o innovativa. Al limite potrei definirla ripetitiva, visto che è una consuetudine piuttosto anziana.

Ciononostante, non ci fu un posto per i tatuaggi nel mondo della moda fino a quando non venne presentata una collezione Tattoo Autunno-Inverno, nella New York nel 1971. E da allora sono diventati un'abitudine sempre più assidua al punto che oggi è sempre più difficile trovare un lembo di pelle, adolescente o matura, nuda o vestita, coperta da tailleur o da canottiere della salute, che sia esente da tatuaggi. Chi non li ha è l'eccezione. 

Perché, lo sappiamo, è solo la consuetudine che stabilisce cosa sia trasgressivo della regola.

Quindi credo sia molto più sensato educare ad una logica, ad un linguaggio e ad una visione che accolgano l'aspetto variegato e multiforme della natura umana come consuetudine, senza che ci si debba aspettare il modello univoco, anziché offrire un impoverito standard per azzerare le differenze che, di fatto, esistono. E non possono non esserci, a meno che non si voglia forgiare un allegro villaggio di dannati, tutti uguali e monotematici.

Ma, anche qui, educare non significa vestirci con i panni di Torquemada e impalare in pubblica piazza o sul web ogni fantasma di scorrettezza.

Perché accettare la varietà significa anche capire quando l'uguaglianza può diventare un fantasma piuttosto violento. E' proprio il suo fantasma, infatti, ad autorizzare il fanatico a buttare in lavatrice il bambino giudicato indemoniato. Ed è ancora il mito dell'uguaglianza a suggerire all'omofobo di aggredire chi non ha gusti eterosessuali. E' l'ideale di un'omogenea ed universale condizione di perfezione a guidare l'annoiato figlio di chissà quale padre a bruciare un clochard. Ed è quel fantasma a guardare e giudicare con gli occhi di un genitore che non accetta il figlio per come è.

La soluzione non è spegnere la luce. Ricordate Hegel e la notte in cui tutte le vacche sono indifferenziate?

Io amo i patchwork e la joie de vivre dei pennelli fauves, e così scelgo di pensare al mondo. Per questo non credo che l'omogeneità sia il solo mezzo per promuovere una parità di diritti. Credo, invece, alla libertà che esalta l'eccezionale unicità nell'infiorescenza umana.

E, di certo, un "villaggio di dannati", dove tutti hanno la stessa voce, la stessa faccia e sono indistintamente uno il replicante dell'altro, non lo guardo neppure nei film horror.

 

 
 
 

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