Non che il tuo fosse un bel carattere, quando avevi voglia prendevi in giro tutti e riempivi la nostra casa col tuo vocione e con le tue risate... ma quando eri arrabbiato restavi in silenzio e niente e nessuno poteva disturbarti, anche se io non ci facevo molto caso e ti riservavo lo stesso trattamento che riservavi a me quando ero arrabbiata: ti pungolavo. Geloso, possessivo e testardo i tuoi fratelli ti chiamavano " il toscanaccio" , perchè , mentre loro non avevano mai imparato il napoletano, nonostante fossero più gli anni trascorsi a Napoli che quelli a Massa Carrara, tu invece lo parlavi anche se il tuo accento era ancora forte. I tuoi meravigliosi occhi erano di un incredibile azzurro blu e cambiavano colore a seconda del tuo umore. Non avevi voluto studiare, anche se ne avevi avuto la possibilità, e lavoravi da quando eri un ragazzino. Non eri mai stanco. Quando tornavi a casa la sera ci abbracciavi tutti e il tuo profumo non era più quello del mattino, sapevi di nafta e di olio poi ti chiudevi in bagno e riuscivi sbarbato e profumato e allora cominciava la parte più bella della "giornata" cominciavamo le battaglie: io, te e il fratellino... accidenti quanto ne sono stata gelosa. Eri mio, il mio babbo ed io la tua principessa. Mi hai insegnato le cose che, 40 anni fa, si insegnavano al figlio maschio e mi hanno sempre raccontato che quando sono nata, annunciasti così la mia nascita - "è nata Andrea!"-. La nonna ti rispose - Bene è un maschio- tu le rispondesti - Ma che dici! E' femmina, perciò si chiamerà così!-Appena potevi mi tenevi con te, così mi hai insengato dal lavare la macchina, a cambiare la ruota, dal sostituire la bombola del gas a riconoscere un francobollo da collezione e,soprattutto, a tifare Napoli. Mi hai insegnato che l'onestà non ha prezzo e che la libertà va rispettata, amata e onorata. Ogni volta che passo sotto il tuo balcone alzo gli occhi e ti ritrovo lì a salutarmi con la mano o, se non ti scorgo, ti trovo fermo sul marciapiede che mi aspetti per darmi il cornetto alla crema e il cappuccino.Avremmo litigato fino all'inverosimile per Marzia, l'avresti viziata più di quanto non ha fatto mamma, e non saprai mai quanto mi sarebbe piaciuto farlo.Grazie babbo, grazie per le spalle larghe, per i sorrisi, per gli abbracci, grazie per esserci sempre stato, per aver appoggiato le mie scelte anche quando non le condividevi... ti voglio beneandrea