Creato da elizabeth_siddal il 10/12/2006

Musa e getta

Vezzi, vizi e virtù virtuali

 

 

'Na mano de massaggio

Post n°60 pubblicato il 27 Dicembre 2007 da poeta.sorrentino

'Sto fatto v'assicuro è'n fatto vero.
Sbracato me leggevo er Messaggero
E'n trafiletto me corpì de schianto:
Era 'n'annuncio de quelli a pagamento.

                 "
Gentile signorina laureata
                   Bella presenza, discreta ed assennata,
                  Accetta volentieri i vostri ingaggi
                  Per praticarvi benefici massaggi
".

Dato ch'er groppo avevo malannato
De botto er motorola ebbi agguantàto
Me prenotai a pupa ar pomeriggio
Pe' famme fa 'na mano de massaggio.

Giunto che fui ar loco concordato,
Ch'er campanello cor dito ebbi sonato,
S'aprì er portone e -  'nfarto che me coije -
Dritta 'n'vestaija me ritrovai mi moije.

 
 
 

La carezzza

Post n°59 pubblicato il 03 Dicembre 2007 da poeta.sorrentino

Tranquillo me ne stavo
Al piano bar
A sorseggiare
Due dita di Cynar
(Ché da poco
Avea finito
D'abbuffar).

Mi s'accostò
Una tipa mericana
Bella d'aspetto
Ma poco più che nana
(Alta all'incirca
Un metro e una banana).

"Poeta, ai laic iour
Gran bellezza
End so, ai uont
Iour suit carezza
"
(Alla faccia
Della timidezza!!!)

Io rispondetti
Con tronfia sicurezza:
"Avere dal Poeta
La carezza
Non è ardua meta: 
Basta esserne all'altezza
".

 
 
 

500

Post n°58 pubblicato il 24 Novembre 2007 da poeta.sorrentino

In quella 500
I nostri corpi
Urlavano
Di giovinezza

Il Mattino
E il Manifesto
Coprivano I vetri
E il parabrezza

Ma sul punto
Del più meglio
Un giornale
Si staccò


Ed il solito
Guardone
Assistè
Furtivamente
All'amplesso
Devastante
Del Poeta
E dell'amante

Questa è proprio
Una schifezza:
Non c'è più
Riservatezza

 
 
 

Colline al tramonto

Post n°56 pubblicato il 10 Novembre 2007 da poeta.sorrentino

Discreto e silenzioso
Il sole del tramonto
Pian piano rifugiavasi
Oltre l'orizzonto.

La briscola era a coppe.
Ma mirando le tue poppe
Mi distrassi
E l'asso di denari ti tirai.
E fu la fine
Perché il gioco
più non controllai.

All'epilogo del match
Il tuo bottino
Era colmo di carichi e figure
A dispetto del mio sottile  mazzo
Ch'era pieno di lisci da strapazzo

Il sole nel frattempo tramontò
Ed una decision io  partorii:
A briscola non gioco più con te
Se indossi quel sensuale decolleté

 
 
 

P.S.

Post n°55 pubblicato il 08 Novembre 2007 da elizabeth_siddal

Musa in musica
ad esclusivo uso
di un "muso ispiratore"
che non m'usa e getta.
E mi rispetta.
 

 
 
 

Saluto alla Musa

Post n°54 pubblicato il 30 Ottobre 2007 da poeta.sorrentino
 

Ohi Musa,
Ma che mi combinasti?
Proprio nel più meglio
T'assentasti.

Spietata latitasti
E senza ispirazione
Mi lasciasti!

Il Vate abbandonasti
Del vuoto alla mercé
Lo relegasti
(Per farla breve,
Di Lui te ne fottesti).

Ohi come sei crudele
O Musa!

Ma un solo speme
Mi consola alquanto:
Che il cuore tuo
Non ospiti rimpianto
Giacché altrimenti
Il Vate resta affranto

 
 
 

Indovinèo.

Post n°53 pubblicato il 16 Ottobre 2007 da poeta.sorrentino

Chi che ga' sciugà il canal??

 
 
 

A tempo di "foxtrop"... con saluti.

Post n°52 pubblicato il 09 Ottobre 2007 da elizabeth_siddal

Sono stata qui troppo tempo.
Per troppo tempo,  e non va più bene.  

Migro nel mondo di tutto quanto mi reclama.
Da troppo tempo...

Chi mai sentisse la mia "mancanza" può trovarmi qui: cip_cip_c@libero.it 

Un saluto.     

E grazie a tutti, di cuore, per avermi lasciato qui solo gentilezze e simpatia. 
L'ho molto apprezzato.




E mi sono mischiato alla folla irrequieta,
e ho assistito alle loro rumorose sedute;
e lasciandomi andare anch'io ho schiamazzato,
sono stato chiassoso con loro e villano.

Ho fatto buona lega con la volgarità:
ecco il marchio indelebile del suo bacio crudele;
come un vile ho vissuto di carità fortuite
bevendo avidamente le feccie della gioia.


"Luce ed ombra", James Joyce.
 


 
 
 

Er cacchio

Post n°51 pubblicato il 08 Ottobre 2007 da poeta.sorrentino
 

Amore
- mi dicesti -
Vieni o resti?

'Ndo cazzo
se n'annamo?
- ti risposi -

Annamo da mi' madre

Ha fatto le lasagne
Du' sarsicciotti ar forno
E'n'po' d'abbacchio.
Si tu nun voi venì
Magni 'sto cacchio.

Er cacchio - replicai -
Pò avere er suo sapore.
Si poi nun c'è
La socera de torno
E' ancora mejio
De sei sarsicce ar forno

 
 
 

Quello che le donne (e gli uomini) non dicono. 

Post n°50 pubblicato il 04 Ottobre 2007 da elizabeth_siddal

- Non ti credo. Voi donne avete sempre bisogno di credere nell'amore.

(Esatto: bisogno di credere, hai detto bene. Credere è un'altra cosa. Il bisogno di credere subentra quando non si crede più e non ci si vuole arrendere al disincanto. Non si vuole accettare di aver perduto anche quel briciolo di innocenza rimasta e che faceva andare avanti. Prima di questo si credeva e basta. Magari meno, ma qualcosa ancora teneva.  Poi un bel giorno senti qualcosa dentro. O meglio: senti che manca qualcosa. E senti che è definitivo. Non è come ti era accaduto in passato, quando dicevi basta, ma poi sentivi anche una mancanza insopportabile. Quella mancanza la senti quando credi ancora. Quando hai bisogno di colmarla. Invece un bel giorno... invece no. Non senti più il vuoto perchè si è riempito di mille ragioni sensate. Soprattutto si è riempito della tua stanchezza e non ci entra più uno spillo e non è nemmeno detto che sia una sensazione amara. Sai, a quel punto, che se anche chiamassi a raccolta tutte le forze del tuo cuore, quelle della tua mente non le seguirebbero. E' come quando perdi fiducia in qualcuno: pui ancora impazzire per lui, o per lei, ma la tua mente non ti restituirà quell'uomo e quella donna integri a nessun costo. A quel punto puoi per un po' non riconoscere più la natura del tuo dolore. Sai che non puoi soffrire davvero per aver perso qualcuno che ai tuoi occhi non ha più valore. Riconosci che a soffrire è quella parte di te che aveva bisogno di lui, o di lei, per credere. Il danno è altrove e per quanto tu ne cerchi la sede esatta, non la trovi. Il danno è nel cuore, nella mente, nella vita. Il danno esiste e il danno sei tu che non riesci a liberartene, che non ricostruisci l'arto tranciato, che non cancelli la scritta oscena sullo stesso muro sul quale avevate scritto "ti amo"... Ma cosa vuoi, che ti dica queste cose? Qui in chat? Con quel che ho visto, sentito, letto, rivisto mille volte? Sai cosa penso sempre più spesso, ora? Che forse a pochi metri da te c'è una donna che anche questa sera si è coricata sola. Che ha detto: "Non vieni a letto?". E tu hai detto no, e lei sa che farai tardi anche stasera. Ma lei ha pensato che ok: stai al pc, ma almeno sei a casa. I ragazzi dormono e tu sei a casa. Con lei. Non la lasci sola e quando proprio si mette male, tu ci sei. Perchè la vita a lei magari fa paura senza di te. Sarà perchè ti ama. Sarà che non ti ama più del tutto, ma senza di te starebbe peggio, e allora va a dormire, tranquilla. O magari sei un uomo che è sveglio e sa che lei preferisce così. Meglio non coricarsi per non rischiare di chiederle ancora di fare l'amore e sentirsi dire di no, anche stasera. "Non lo so cosa mi stia succedendo....sarà un momento... No, non ho nessuno. Sono sempre a casa, o con i figli... chi vuoi che abbia?".  Oppure accanto al mio nick c'è quello di una donna il cui uomo dome e lei spera non si svegli, per non dover spegnere tutto. E sta scrivendo a qualcuno e pensa:"Fammi sognare, fammi credere ancora... ho bisogno di credere ancora perchè se non credo più sai cosa significa? Significa che sto invecchiando. Che mi è invecchiato il cuore, che mi è invecchiata la fantasia"... Sai cosa penso, sempre più spesso? Che a parte la gente che è sola, in chat, ad ogni nuova storia virtuale ce ne sia una vera che piglia una sberla in più. Che rischia qualcosa in più. Che fa un passo in più verso un ineluttabile che non è detto sia nei programmi. Che perde un'occasione di stare insieme, o di chiudere baracca e burattini e che sia finita, che non se ne può più. Che rimanda. Che anticipa. Che fa la roulette russa e magari uno dei due non lo sa, perchè piuttosto che fare scoppiare una crisi, io chatto. O lo lascio chattare e fingo di credere che lavori. Ma no: non sono cose che scriverei mai, in un pvt, in una chat, a chissà chi... In fondo se qui distruggi i sogni altrui, dopo che hai demolito i tuoi, che cosa ci vieni a fare, in chat? Già... che cosa ci vengo a fare, in chat?)

- Tu dici?

- Certo. Voi donne non ce la fate a stare senza amore. Vi spegnete.

- E' abbastanza vero. Per quel che ne so. Salvo eccezioni.

- Bello parlare in chat, no? Senza filtri, dicendo tutto ciò che ci passa per la testa, senza stare a pensare... Tu, poi, sei sempre così spontanea...

- Vero, sì. Bellissimo.

 
 
 
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