Secondo l'insegnamento dei suoi discepoli, Socrate sempre professò la propria ignoranza in contrapposizione a coloro che continuavano a sostenere di essere sapienti. Socrate in loro risposta affermò che, essendo conscio della propria ignoranza, egli era più saggio di coloro che, essendo ignoranti, continuavano a professare la propria sapienza (teoria della dotta ignoranza). La consapevolezza del sapere di non sapere è una coscienza e una verità evidente e innegabile, che dimostra intanto che la verità e la coscienza esistono e sono possibili (essendovene una). Socrate pose il sapere di non sapere a fondamento di qualunque altra verità e conoscenza.Dai tempi di Socrate questo tema è stato più volte ripreso. In particolare con il rifiorire degli studi umanistici da Nicolò Cusano in un trattato denominato, appunto De docta ignorantia.E come afferma Dalai Lama:La presunzione fa nascere l'invidia, l'arroganza, il disprezzo, l'indifferenza e talvolta induce a commettere abusi e violenze nei confronti degli altri.Molte persone si credono grandi perchè magari hanno una posizione a loro vantaggio. Vviamo in una società becera e povera d'idee, dove tutti si sentono in dovere di manifestare ad alta voce la loro banale esistenza, aprendo bocca perlopiù a sproposito, ed annoiando con la loro arida verbosità tutti coloro che li circondano. Forse non si accorgono di ciò che fanno, cocciuti come sono non capirebbero nemmeno se qualcuno si facesse avanti per farglielo capire... meglio lasciarli bruciare nel loro stesso fuoco!Accipere quam facere praestat iniuriam. (È meglio ricevere un'ingiustizia, piuttosto che farla)