life of a waster

rancori...


già...rancori in famiglia...quando sei piccola, la più piccola della grande famiglia che ti circonda, non ti rendi conto di tutto quello che si vive intorno a te. Tu, bambina, vivi in un mondo dorato nel quale tutti continuano  farti credere in ogni modo...che ne sai dei malumori che ci sono, ci sono stati e ci saranno sempre tra quelle persone...cresci con una concezione ben precisa dei legami con i parenti, ci credi fermamente...mondo dorato...poi inizi a crescere e crescendo inizi a renderti conto che tutto quello sbrilluccichio era solo 1 specchietto per le allodole. Vieni a sapere dai tuoi genitori che se non fosse stato per la tua nascita tutti i bei natali insieme in famiglia non ci sarebbero stati, vieni a sapere che qualcuno in famiglia sta male da tanto e nessuno può farci niente, vieni a sapere che i matrimoni dei tuoi zii a cui tieni tanto sono in crisi da sempre...e così cresci...il tempo passa e tu ogni giorno di più scopri l'amarezza di una famiglia che finge, che sorride quando non c'è niente per cui sorridere.Si dice sempre "l'apparenza inganna"...ma fino a ieri chi ci ha mai creduto. Sono stata attaccata senza motivo, presa in giro per anni senza motivo, ignorata senza motivo...ed ho sopportato...ma un motivo lo avevo. Volevo bene a tutte quelle persone che mi hanno trattata a pesci in faccia, che prima mi prendevano a battuacce cattive senza sapere di farmi soffrire, e adesso che inizio a rispondere a tono ma senza offendere (io), dopo quasi 21 anni si rivoltano come delle bestie in gabbia.Già che brutta l'invidia; loro che nella vita di tutti i giorni sembrano i più soddisfatti, in realtà non fanno altro che scappare dalla realtà stessa, si sono creati ognuno il suo piccolo mondo dove gli altri non possono (e non devono) assolutamente entrare. Sono loro quelli intrappolati in un matrimonio distrutto dal quale ormai è troppo tardi per uscire; sono loro quelli che scappano dalle responsabilità che il tempo li ha costretti a prendere; sono loro che scappano lontani da casa per non sentire la voce irritante del padre, perché non hanno "voglia"(o coraggio...?)di dirgli in faccia quello che pensano; sono loro che si sentono ancora ragazzini, sempre pronti a 1 parita a bigliardino o a calcio pur di non sentire gli urli della moglie e di non affrontare l'idea di avere 1 figlio che a 28 anni non ha interessi se non di manutenzione della propria casa.Sono loro...E io...che ho finalmente 1  mia vita, mi sono massacrata anima, corpo e cervello a dimostrare che posso farcela; nonostante sia caduta, mi sono rialzata, ho afforntato i problemi, li ho risolti e sono passata avanti. Ho iniziato l'università (nonostante frasi da persone di famiglia, del tipo:"l'università?uh, per carità! sei a mala pena riuscita a finire il liceo e 'mo vuoi pure fare l'università!?!ma vai a lavorare che è meglio!"), sto riuscendo a mantenere 1 ottima media, sono fidanzata con un ragazzo meraviglioso che mi ama da impazzire e che anch'io, a mia volta, amo alla follia, con il quale sto progettando di costruirmi 1 vita. Già...una vita...una vita reale...quella che loro temono tanto e che tanto vorrebbero allo stesso tempo.Fino ad oggi mi sono dannata l'anima a cercare di rimettere insieme i cocci di questa famiglia, ho pianto...tanto... ma evidentemente non ne è valsa la pena, se ogni volta finisco per essere presa a parolacce se qualcuno perde a carte, o se faccio 1 battuta a tono.E' la mia famiglia?non più; la famiglia non si può scegliere alla nascita, ma ci sono tanti modi di viverla.E.