Sai che c'è? che quando credi che stai riuscendo a dare un senso alla tua vita, cerchi di vederti avanti nel futuro come una persona realizzata al massimo... qualcosa o qualcuno riuscirà a ditruggere quel poco di sicuro che eri riuscito a costruirti. Ieri sera ho ricevuto 1 e-mail dal sito dell'arma dei carabinieri a cui avevo richiesto informazioni riguardo alla possibilità di entrare nel Nucleo speciale di Tutela del Patrimonio Artistico dell'Arma... E appena lette le prime righe mi sono sentita un macigno sul petto che mi opprimeva e non mi lasciava respirare. Era da un po' che pensavo a questa possibilità di lavoro, una volta finita la laurea...ed invece...questo è ciò che mi è stato detto..."Gentile Emma,il bollettino relativo alle opere d'arte rubate nella redazione cartacea è stato pubblicato fino al 2004; può comunque consultare gli oggetti d’arte ivi presenti nonché quelli derubati successivamente mediante la banca dati delle opere d’arte rubate presente sul nostro sito alla seguente pagina: http://servizi.carabinieri.it/carabinieri/drvisapi.dll?MIval=tpc_search.In generale evidenziamo che per far parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, occorre essere preventivamente arruolata nell'Arma, aderire ad apposita interpellanza (è richiesta esperienza di polizia giudiziaria e possesso di adeguato titolo di studio, minimo di scuola secondaria, con indirizzo classico) e frequentare uno specifico corso addestrativo (tenuto da storici dell’arte e da funzionari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) al termine del quale si ottiene la relativa specializzazione.".Ed ecco qui che mi vedo svanire ogni possibilità...a prescindere che io ho il diploma di liceo scientifico (che già non andrebbe bene...) devo far passare anni dalla mia laurea, in cui mi devo PRIMA ARRUOLARE come carabiniere semplice, e POI aspettare chissà quanti anni prima di avere la possibilità di fare un concorso per entrare in quel nucleo... e mi sono informata anche su quello, fanno pochissimi concorsi per quel nucleo specializzato. Sono iscritta alle newsletters dell'Arma...e mi arrivano tutti i bandi di concorso...Questa è solo 1 dei 2 motivi del mio deprimente stato attuale.Il secondo mi riguarda più "a breve scadenza". Si tratta del mio periodo da tirocinante che devo conseguire obbligatoriamente prima della laurea. Ho avuto l'ok per poterlo fare a negozio, in modo tale da farmi fare l'attestato dai miei (mia madre e mio zio dato che il negozio è loro)...Parlo con mamma, per lei va bene... che tanto al negozio ci vado sempre e anche se mi fanno l'attestato delle 100 ore di tirocinio in anticipo...me le smaltisco un po' per volta normalmente. Sorge però una "complicazione"... cioè, io la vedo così, anche se non lo è veramente... ma è una questione d'orgoglio. Sono venuta a sapere che l'attestato di tirocinio non saranno mia madre e/o mio zio a firmarlo, ma quel essere inutile, ignobile, senza un minimo di competenza professionale del figlio di mio zio, ovvero mio cugino Andrea...perché a lui è stata intestata la società da quasi un anno. Inutile dire che di negozio ne so più io di lui, sono in negozio da quando avevo 2 anni che mia madre mi portava con sé. Sono cresciuta lì dentro, ho imparato tanto, e tutt'ora imparo...lui non sa niente di quel negozio...non sa quanto significhi per la famiglia, per mia madre, per me...per nonna...E tutto questo mi fa rabbia...mi fa sentire umiliata da morire...perché lui NON HA le competenze per poter firmare quell'attestato, non le avrà mai...mentre io mi faccio in quattro pur di averle un giorno...mi fa rabbia...e continuo a sentirmi umiliata...anche perché so che questa sensazione di umiliazione non passerà fino al giorno in cui (ormai c'è solo quella possibilità per me...) finirò la laurea...inizierò a lavorare a negozio...ed in qualche modo rileveròla società...anche indebitandomi fino al collo... perché chi non sa quanto valga quel negozio veramente... non è degno di starci dentro.E' guerra ora...E.La storia della libreria antiquaria vedrete che manca qualcosa.Il capostipite dei Nardecchia antiquari, Attilio, nacque a Valmontone nel 1867. Ancora adolescente venne a Roma dove si laureò brillantemente in medicina.Trascurando la professione di medico, cominciò ad esercitare l'attività di libraio nel 1895 in società con Ettore Rapel, ma già due anni dopo aprì una sua libreria in Piazza S. Chiara.Fin dall'inizio pubblicò cataloghi orientandosi ben presto verso un ramo dell'antiquariato assai trascurato in Italia, quello del libro scientifico e delle raccolte di riviste e atti accademici, a cui affiancò la specializzazione del libro ecclesiastico.In quel periodo infatti, in forza della legge di soppressione delle corporazioni religiose, affluivano alle biblioteche pubbliche i fondi dei conventi soppressi. In particolare la Biblioteca Nazionale di Roma fu sommersa da tale massa di volumi che si vide costretta ad alienare i cosiddetti "duplicati", alimentando così un fiorente commercio di libri ecclesiastici e dando occasione a molti librai, primo fra tutti il Nardecchia, di sviluppare una nuova competenza.Sempre ottime furono le sue relazioni con l'ambiente delle biblioteche e in generale con il mondo scientifico e accademico italiano.La sua libreria era punto d'incontro di studiosi e bibliofili illustri, fra i quali Benedetto Croce, Luigi Einaudi, lo storico dell'arte Adolfo Venturi, il matematico Vito Volterra, l'incunabolista don Tommaso Accurti; anche il Papa Pio XI lo stimò e l'ebbe caro.A un certo momento il Nardecchia diede vita a un'attività editoriale assai impegnativa.Videro così la luce le opere di Ettore Pais "Dalle guerre puniche a Cesare Augusto","Storia della colonizzazione di Roma antica", "Storia della Sardegna e della Corsica durante il dominio romano"; la ristampa degli "Scriptores Ordinis Minorum" di Luke Wadding; la riedizione del "Supplementum" al Wadding, di Sbaraglia con le aggiunte dell'Accurti; "Gli scienziati italiani dall'inizio del Medio Evo ai nostri giorni. Repertorio bibliografico diretto da Aldo Mieli"; l' "Archivio della Scienza", uno dei più importanti periodici scientifici italiani.Tale bella attività editoriale fu interrotta bruscamente insieme con l'attività libraria nel 1923, quando l'Università, avendo comprato tutto l'edificio, gli impose lo sfratto da Palazzo Carpegna in Corso Rinascimento, dove si era sistemato. Non trovando altri locali, decise allora di vendere la libreria a Walter Regenberg ed Ernesto Immelen, due librai tedeschi che continuarono la pubblicazione dei cataloghi mantenendo la sua ragione sociale, poi trasformatasi nel 1930 in "Libreria già Nardecchia". Divenne così privato bibliofilo, ma seguitò a comprare libri fino a riempirne un intero piano del suo villino sull'Aventino, tanto che dopo il 1930 potè ricominciare a pubblicare cataloghi, gli ultimi, con l'intestazione "Cav. Dott. Attilio Nardecchia libraio - editore, Via delle Terme Deciane 7".Quando nel 1961 Attilio Nardecchia morì, esisteva già da qualche anno il negozio di stampe in Piazza Navona che il figlio Plinio aveva aperto nel 1955.Dotato di naturale disposizione artistica, dopo essersi affiancato per un certo tempo al padre nell'antiquariato librario, Plinio prese ad occuparsi esclusivamente di stampe, raggiungendo presto un alto livello di competenza. Il suo negozio, come già quello del padre, divenne notissimo luogo di ritrovo di studiosi e dotti clienti. Non era raro incontrarvi Giovanni Malagodi, Vittorio Gassman, Livio Borghese o i collaboratori di Sandro Pertini incaricati di acquistare per il Presidente qualche preziosa incisione da donare a capi di stato stranieri.Indira Gandhi, ogni volta che capitava a Roma, non tralasciava di acquistare da lui qualche mappa antica per la sua raccolta di carte geografiche dell'India. Maria Catelli, direttrice del Gabinetto delle Stampe (oggi Istituto Nazionale per la Grafica), lo volle nominare Ispettore onorario.Plinio amava appassionatamente Roma e in particolare Piazza Navona, tanto che negli anni aveva formato una collezione privata di stampe riproducenti la sua diletta piazza; per questo profondo legame con la città il Gruppo dei Romanisti desiderò annoverarlo fra i suoi membri. Si spense nel 1999 quando già da vari anni aveva associato nell'attività i figli Annalisa e Attilio.Siamo dunque alla storia di oggi. E' nota a tutti la solida competenza di Attilio Nardecchia, specie nel campo della cartografia in cui si è specializzato durante i suoi assidui viaggi. Egli non si stanca mai di ricercare mappe e stampe rare, avvalendosi anche, da non molto, della collaborazione del giovane figlio Andrea.
delusione e amarezza
Sai che c'è? che quando credi che stai riuscendo a dare un senso alla tua vita, cerchi di vederti avanti nel futuro come una persona realizzata al massimo... qualcosa o qualcuno riuscirà a ditruggere quel poco di sicuro che eri riuscito a costruirti. Ieri sera ho ricevuto 1 e-mail dal sito dell'arma dei carabinieri a cui avevo richiesto informazioni riguardo alla possibilità di entrare nel Nucleo speciale di Tutela del Patrimonio Artistico dell'Arma... E appena lette le prime righe mi sono sentita un macigno sul petto che mi opprimeva e non mi lasciava respirare. Era da un po' che pensavo a questa possibilità di lavoro, una volta finita la laurea...ed invece...questo è ciò che mi è stato detto..."Gentile Emma,il bollettino relativo alle opere d'arte rubate nella redazione cartacea è stato pubblicato fino al 2004; può comunque consultare gli oggetti d’arte ivi presenti nonché quelli derubati successivamente mediante la banca dati delle opere d’arte rubate presente sul nostro sito alla seguente pagina: http://servizi.carabinieri.it/carabinieri/drvisapi.dll?MIval=tpc_search.In generale evidenziamo che per far parte del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, occorre essere preventivamente arruolata nell'Arma, aderire ad apposita interpellanza (è richiesta esperienza di polizia giudiziaria e possesso di adeguato titolo di studio, minimo di scuola secondaria, con indirizzo classico) e frequentare uno specifico corso addestrativo (tenuto da storici dell’arte e da funzionari del Ministero per i Beni e le Attività Culturali) al termine del quale si ottiene la relativa specializzazione.".Ed ecco qui che mi vedo svanire ogni possibilità...a prescindere che io ho il diploma di liceo scientifico (che già non andrebbe bene...) devo far passare anni dalla mia laurea, in cui mi devo PRIMA ARRUOLARE come carabiniere semplice, e POI aspettare chissà quanti anni prima di avere la possibilità di fare un concorso per entrare in quel nucleo... e mi sono informata anche su quello, fanno pochissimi concorsi per quel nucleo specializzato. Sono iscritta alle newsletters dell'Arma...e mi arrivano tutti i bandi di concorso...Questa è solo 1 dei 2 motivi del mio deprimente stato attuale.Il secondo mi riguarda più "a breve scadenza". Si tratta del mio periodo da tirocinante che devo conseguire obbligatoriamente prima della laurea. Ho avuto l'ok per poterlo fare a negozio, in modo tale da farmi fare l'attestato dai miei (mia madre e mio zio dato che il negozio è loro)...Parlo con mamma, per lei va bene... che tanto al negozio ci vado sempre e anche se mi fanno l'attestato delle 100 ore di tirocinio in anticipo...me le smaltisco un po' per volta normalmente. Sorge però una "complicazione"... cioè, io la vedo così, anche se non lo è veramente... ma è una questione d'orgoglio. Sono venuta a sapere che l'attestato di tirocinio non saranno mia madre e/o mio zio a firmarlo, ma quel essere inutile, ignobile, senza un minimo di competenza professionale del figlio di mio zio, ovvero mio cugino Andrea...perché a lui è stata intestata la società da quasi un anno. Inutile dire che di negozio ne so più io di lui, sono in negozio da quando avevo 2 anni che mia madre mi portava con sé. Sono cresciuta lì dentro, ho imparato tanto, e tutt'ora imparo...lui non sa niente di quel negozio...non sa quanto significhi per la famiglia, per mia madre, per me...per nonna...E tutto questo mi fa rabbia...mi fa sentire umiliata da morire...perché lui NON HA le competenze per poter firmare quell'attestato, non le avrà mai...mentre io mi faccio in quattro pur di averle un giorno...mi fa rabbia...e continuo a sentirmi umiliata...anche perché so che questa sensazione di umiliazione non passerà fino al giorno in cui (ormai c'è solo quella possibilità per me...) finirò la laurea...inizierò a lavorare a negozio...ed in qualche modo rileveròla società...anche indebitandomi fino al collo... perché chi non sa quanto valga quel negozio veramente... non è degno di starci dentro.E' guerra ora...E.La storia della libreria antiquaria vedrete che manca qualcosa.Il capostipite dei Nardecchia antiquari, Attilio, nacque a Valmontone nel 1867. Ancora adolescente venne a Roma dove si laureò brillantemente in medicina.Trascurando la professione di medico, cominciò ad esercitare l'attività di libraio nel 1895 in società con Ettore Rapel, ma già due anni dopo aprì una sua libreria in Piazza S. Chiara.Fin dall'inizio pubblicò cataloghi orientandosi ben presto verso un ramo dell'antiquariato assai trascurato in Italia, quello del libro scientifico e delle raccolte di riviste e atti accademici, a cui affiancò la specializzazione del libro ecclesiastico.In quel periodo infatti, in forza della legge di soppressione delle corporazioni religiose, affluivano alle biblioteche pubbliche i fondi dei conventi soppressi. In particolare la Biblioteca Nazionale di Roma fu sommersa da tale massa di volumi che si vide costretta ad alienare i cosiddetti "duplicati", alimentando così un fiorente commercio di libri ecclesiastici e dando occasione a molti librai, primo fra tutti il Nardecchia, di sviluppare una nuova competenza.Sempre ottime furono le sue relazioni con l'ambiente delle biblioteche e in generale con il mondo scientifico e accademico italiano.La sua libreria era punto d'incontro di studiosi e bibliofili illustri, fra i quali Benedetto Croce, Luigi Einaudi, lo storico dell'arte Adolfo Venturi, il matematico Vito Volterra, l'incunabolista don Tommaso Accurti; anche il Papa Pio XI lo stimò e l'ebbe caro.A un certo momento il Nardecchia diede vita a un'attività editoriale assai impegnativa.Videro così la luce le opere di Ettore Pais "Dalle guerre puniche a Cesare Augusto","Storia della colonizzazione di Roma antica", "Storia della Sardegna e della Corsica durante il dominio romano"; la ristampa degli "Scriptores Ordinis Minorum" di Luke Wadding; la riedizione del "Supplementum" al Wadding, di Sbaraglia con le aggiunte dell'Accurti; "Gli scienziati italiani dall'inizio del Medio Evo ai nostri giorni. Repertorio bibliografico diretto da Aldo Mieli"; l' "Archivio della Scienza", uno dei più importanti periodici scientifici italiani.Tale bella attività editoriale fu interrotta bruscamente insieme con l'attività libraria nel 1923, quando l'Università, avendo comprato tutto l'edificio, gli impose lo sfratto da Palazzo Carpegna in Corso Rinascimento, dove si era sistemato. Non trovando altri locali, decise allora di vendere la libreria a Walter Regenberg ed Ernesto Immelen, due librai tedeschi che continuarono la pubblicazione dei cataloghi mantenendo la sua ragione sociale, poi trasformatasi nel 1930 in "Libreria già Nardecchia". Divenne così privato bibliofilo, ma seguitò a comprare libri fino a riempirne un intero piano del suo villino sull'Aventino, tanto che dopo il 1930 potè ricominciare a pubblicare cataloghi, gli ultimi, con l'intestazione "Cav. Dott. Attilio Nardecchia libraio - editore, Via delle Terme Deciane 7".Quando nel 1961 Attilio Nardecchia morì, esisteva già da qualche anno il negozio di stampe in Piazza Navona che il figlio Plinio aveva aperto nel 1955.Dotato di naturale disposizione artistica, dopo essersi affiancato per un certo tempo al padre nell'antiquariato librario, Plinio prese ad occuparsi esclusivamente di stampe, raggiungendo presto un alto livello di competenza. Il suo negozio, come già quello del padre, divenne notissimo luogo di ritrovo di studiosi e dotti clienti. Non era raro incontrarvi Giovanni Malagodi, Vittorio Gassman, Livio Borghese o i collaboratori di Sandro Pertini incaricati di acquistare per il Presidente qualche preziosa incisione da donare a capi di stato stranieri.Indira Gandhi, ogni volta che capitava a Roma, non tralasciava di acquistare da lui qualche mappa antica per la sua raccolta di carte geografiche dell'India. Maria Catelli, direttrice del Gabinetto delle Stampe (oggi Istituto Nazionale per la Grafica), lo volle nominare Ispettore onorario.Plinio amava appassionatamente Roma e in particolare Piazza Navona, tanto che negli anni aveva formato una collezione privata di stampe riproducenti la sua diletta piazza; per questo profondo legame con la città il Gruppo dei Romanisti desiderò annoverarlo fra i suoi membri. Si spense nel 1999 quando già da vari anni aveva associato nell'attività i figli Annalisa e Attilio.Siamo dunque alla storia di oggi. E' nota a tutti la solida competenza di Attilio Nardecchia, specie nel campo della cartografia in cui si è specializzato durante i suoi assidui viaggi. Egli non si stanca mai di ricercare mappe e stampe rare, avvalendosi anche, da non molto, della collaborazione del giovane figlio Andrea.