L'espressione usata nel titolo è, ovviamente, di quelle che sintetizzano una situazione generale, particolarmente non favorevole alla scrittura di un successo che Capitan Sportelli ha elaborato da solo e contro una pressione interna di notevole consistenza. Ecco perché, in quel sedici e mezzo, si deve leggere l'intero riassunto di una volontà e determinazione di notevole rilievo a cui è opportuno dare ampio e meritato rilievo. Lo Zeddino, come un vero ricamo di alta scuola settecentesca, ha dato un'ampia dimostrazione di essere pronto a spiccare il volo, soprattutto grazie all'apporto concreto di Capitanbruschelli che, oltre a non vincere più il Palio di Siena, ha intrapreso una nuova filosofia paliesca, quella di aiuto concreto e materiale nelle operazioni della mossa. Sono in 16 e mezzo a ripurgarsi, ma il cerchio di questo capolavoro interno in Castelvecchio, là dove nacque Siena, lo ha compiuto quel Già del Menhir che, oggi, ha vinto senza contare sulla distribuzione economica dello scorso anno. Ha vinto in modo incredibile, scappando primo sempre, in tutte le mosse, e facendo fermare, assieme allo Zeddino, quel cronometro tanto odiato su un tempo unico, mai visto in passato: 1.13.00. E' un tempo che significa record, è un tempo che significa, ancora una volta, che i Palii veloci significato solo ed esclusivamente salvaguardia del cavallo in Piazza del Campo, un tempo che affossa definitivamente la filosofia che izyno voleva imporre a Siena. Ma di questo ci sarà tempo a sufficienza per parlarne. 1.13.00 è il minimo tempo disputato in Piazza del Campo; non c'è mai stato un purosangue che abbia corso più veloce di Già del Menhir. Pitheos, nell'agosto 1991, fece fermare il cronometro sul 1.13.06, anche se in quell'occasione, l'unica, ci si servì anche di un cronometro meccanico che scandì 1'12'84. Ecco perché quello di oggi è da ritenersi il Palio più veloce della storia. Già del Menhir, perfettamente addestrato a rispondere ai tempi di Piazza del Campo da Massimo Coghe, è ormai sulla scia di Uberta de Mores: vince sempre, o quasi.da www.sunto.org
Lo Zeddino ne ha fatti ripurgare 16 e mezzo - Già del Menhir sulla scia di Uberta de Mores
L'espressione usata nel titolo è, ovviamente, di quelle che sintetizzano una situazione generale, particolarmente non favorevole alla scrittura di un successo che Capitan Sportelli ha elaborato da solo e contro una pressione interna di notevole consistenza. Ecco perché, in quel sedici e mezzo, si deve leggere l'intero riassunto di una volontà e determinazione di notevole rilievo a cui è opportuno dare ampio e meritato rilievo. Lo Zeddino, come un vero ricamo di alta scuola settecentesca, ha dato un'ampia dimostrazione di essere pronto a spiccare il volo, soprattutto grazie all'apporto concreto di Capitanbruschelli che, oltre a non vincere più il Palio di Siena, ha intrapreso una nuova filosofia paliesca, quella di aiuto concreto e materiale nelle operazioni della mossa. Sono in 16 e mezzo a ripurgarsi, ma il cerchio di questo capolavoro interno in Castelvecchio, là dove nacque Siena, lo ha compiuto quel Già del Menhir che, oggi, ha vinto senza contare sulla distribuzione economica dello scorso anno. Ha vinto in modo incredibile, scappando primo sempre, in tutte le mosse, e facendo fermare, assieme allo Zeddino, quel cronometro tanto odiato su un tempo unico, mai visto in passato: 1.13.00. E' un tempo che significa record, è un tempo che significa, ancora una volta, che i Palii veloci significato solo ed esclusivamente salvaguardia del cavallo in Piazza del Campo, un tempo che affossa definitivamente la filosofia che izyno voleva imporre a Siena. Ma di questo ci sarà tempo a sufficienza per parlarne. 1.13.00 è il minimo tempo disputato in Piazza del Campo; non c'è mai stato un purosangue che abbia corso più veloce di Già del Menhir. Pitheos, nell'agosto 1991, fece fermare il cronometro sul 1.13.06, anche se in quell'occasione, l'unica, ci si servì anche di un cronometro meccanico che scandì 1'12'84. Ecco perché quello di oggi è da ritenersi il Palio più veloce della storia. Già del Menhir, perfettamente addestrato a rispondere ai tempi di Piazza del Campo da Massimo Coghe, è ormai sulla scia di Uberta de Mores: vince sempre, o quasi.da www.sunto.org