Questa, pagina più pagina meno, si è rivelata essere la mole di studio per il PROSSIMISSIMO esame di storia della critica d'arte... roba che ho seguito da febbraio a fine maggio senza mai una interruzione... ma i cui testi sono particolarmente ostici... fatto sta che mi sono trovata a dover studiare 4 volumi in meno di 2 settimane causa bagordi per la vittoria del palio (e mi rode che lì festeggiano tutti mentre io sono qui al chiodo porcaccia la miseriaccia zozza!). Insomma... ho studiato tutto ma in testa non ho assolutamente un nome, una data, il titolo di un articolo di giornale o di un testo scritto da uno di quei nomi che ho detto di non ricordare... anzi, uno me lo ricordo... Julius von Schlosser Magnino - scuola di vienna - scrisse ad inizio Novecento "La letteratura artistica", pubblicata a Vienna nel 1924 per la prima volta, e tradotto e stampato in Italia solo nel 1967... Grazie al cavolo... l'ho studiato per 3 esami diversi... se non me lo ricordassi sarei veramente una capra. In tutti questi giorni, studio a parte, poche cose mi hanno dato da pensare per fortuna... ma quella in prima posizione è quella di 2 post fa... la situazione non è cambiata, anzi, io al mio amico ho pure scritto una mail almeno 3 giorni fa ormai, ma non ho ricevuto alcuna risposta, quindi credo di dover interpretare da sola il silenzio: "Lo so, hai ragione, ma non posso fare altrimenti". E io lo sapevo che sarebbe andata di nuovo così, quindi basta piangersi addosso, anche se questa è una di quelle ferite che difficilmente si rimarginano anche col passare degli anni. Sono stanca di chiudere rapporti di amicizia. E' una cosa stupida, ma non posso continuare a farmi del male. Lui sa che se anche decidessi, da sola, di non sentirlo più non sarebbe così, perché ci tengo alla sua amicizia. E' importante, e lui lo sa... ma deve capire cosa fare di questa "informazione". Non voglio credere che tutte le promesse ed i discorsi fatti vadano nel dimenticatoio. Non credo di meritarmelo. Ma d'altra parte non mi sono mai meritata nemmeno persone che mi ha fatto credere di volermi bene e di conoscermi e che invece poi si sono rivelate esageratamente ciniche per ammetterlo anche al proprio ego. Non so, la gente continua a sorprendermi ogni giorno in più che passa, ma anche delle belle sensazioni stanno nascendo, o rifiorendo. Io ed un caro amico ci siamo riavvicinati dopo tanto tempo senza neanche volerlo, e la cosa non può che rendermi felice, anche perché è stato presente in un momento fondamentale della mia vita... e credo di esserci stata anch'io per lui. E' una di quelle persone che mette allegria e voglia di vivere spensieratamente; una persona che ti fa ridere a crepapelle con il suo essere estroverso e la sua sindrome di peter pan che non tende mai ad affievolirsi, ma a sorprendere di più ogni giorno che passa. Un eterno bambino che però è adulto, sa di esserlo, ma mette un po' di quel fare da bambino in ogni cosa, con un entusiasmo contagioso. E' bello riaverlo al mio fianco, ed è bello sapere che non lasci toccare la nostra amicizia da chi "non si fida" delle buone intenzioni che ci sono sotto. Niente più paure, niente oppressioni... siamo amici, basta no? gli amici non sono persone che ti allontanano da chi ami, ma che in momenti difficili sanno starti vicino ed aiutarti a capire cosa è meglio per te... e se c'è un problema con la persona che hai al tuo fianco sanno trovare il modo di aiutarVi a superare quell'ostacolo. Perché gli amici veri sono quelli che anche se non li vedi o non li senti per tanto tempo, e poi li rincontri... è come se li avessi lasciati il giorno prima al bar dopo "il solito" caffè. L'amicizia è fiducia, l'amicizia è rispetto, l'amicizia è complicità, l'amicizia è sentire cosa prova l'altro senza che abbia nemmeno aperto bocca... nel bene o nel male.M.