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Israele alla Fiera del Libro di Torino


In questi giorni x chi legge il quotidiano La Stampa ed è interessato ai libri, l'argomento principale è l'invito fatto a Israele per  presenziare in qualità di ospite d'onore alla fiera del Libro di Torino, che ha scatenato polemiche e proteste in quantità. Infatti alcune associazioni di scrittori arabi di nazionalità giordana e siriana ,ed anche delle associazioni di scrittori palestinesi, minacciano di boicottare la fiera mentre organizzazioni italiane di sinistra aderiscono alla protesta pretendendo che l'invito a Israele venga ritirato. Lo scrittore israeliano Avraham B. Yehoshua è intervenuto nella diatriba sorta improvvisa inviando il proprio pensiero personale al riguardo al giornale torinese Ecco la parte finale, più saliente e significativa: " In veste di scrittore israeliano sostenitore della sinistra e da anni propugnatore della pace, mi sia permesso di intromettermi in questo dibattito per sostenere che il boicottaggio non solo è ingiusto ma anche dannoso al processo di pace nel quale tutti riponiamo speranze.Nell'annosa lotta a favore della pace all'interno della società israeliana e di un riconoscimento reciproco tra il popolo palestinese e Israele, noi, scrittori e intellettuali su ambo i fronti, ci siamo avvalsi di incontri per preparare il terreno e i cuori in vista dell'atteso disgelo e di una rappacificazione. Non sempre è stato facile aprire una breccia nel muro di ostilità, di alienazione e di pregiudizio. Eppure già negli Anni Ottanta del secolo scorso un gruppo di poeti e intellettuali appartenenti a entrambi i popoli di cui io facevo parte è riuscito a pubblicare una dichiarazione congiunta a favore del diritto di due Stati per i due popoli. Una dichiarazione che dopo gli accordi di Oslo nel 1993 è divenuta una pietra angolare della politica israeliana e palestinese. Sui giornali e sulle riviste letterarie israeliane vengono sovente pubblicati racconti e poesie di scrittori e poeti palestinesi, o di altri Stati arabi. Antologie di letteratura araba sono tradotte e pubblicate in ebraico. Scopo della cultura e della letteratura non è di creare barriere di separazione tra gli uomini bensì di aprirsi al prossimo, all'altro. Gli esponenti della sinistra italiana sono invitati a fare tutto ciò che è in loro potere per ravvicinare i cuori e non a imbarcarsi in boicottaggi culturali nei confronti di altri popoli e nazioni, soprattutto non di quei popoli che saranno costretti a vivere in eterno gli uni al fianco degli altri. Mi appello quindi agli scrittori palestinesi e arabi affinché rinuncino al loro boicottaggio proprio nei giorni in cui è in corso un negoziato significativo tra Israele e l'Autorità palestinese. Quest'anno, in occasione del sessantesimo anniversario della sua fondazione, sarà Israele l'ospite d'onore al Salone del Libro di Torino. L'augurio è che l'anno prossimo lo sia la Palestina, in occasione del primo anniversario della sua nascita. Noi, scrittori e poeti israeliani, parteciperemo a quell'evento con gioia e con convinzione"Parole forti ed importanti di un uomo di lettere e di pace sempre alla ricerca del dialogo e di un rapporto di stima e di rispetto con gli altri, con tutti gli altri; auguriamoci che altri uomini come lui, con i suoi stessi pensieri e con il suo coraggio aiutino quel lungo percorso difficile e complesso di avvicinamento tra Israele e la Palestina, senza più guerre massacri e violenze continue