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La principessa schiava


Ho trovato per caso in libreria  La principessa schiava di Jacqueline Pascarl ed PiemmeAvevo già letto in passato altre testimonianza di donne maltrattate in matrimoni difficili e disastrati, in diverse parti del mondo dove la religione mussulmana diventa integralismo e fanatismo maschile che impone regole e modi di vita assurdi e brutaliDa Salindé a Bruciata viva, ognuno di questi libri narra   storie di donne vittime della più brutale violenza maschile, dell'indifferenza delle altre donne e di tradizioni, superstizioni e concetti assurdi ed inauditi al punto che a volte, leggendo, sembra persino inconcepibile ciò che si trova scrittoAnche Jacqueline, australiana di Melbourne, dopo un'infanzia infelice ed abusata con una madre ed un patrigno non normali, che l'hanno allontanata dall'affetto e dalla protezione della nonna materna,  ed un curriculum scolastico non facile, con compagni di scuola razzisti e poco sensibili, che le hanno sempre fatto pesare il fatto di essere per metà cinese, a 17 anni si ritrova sposata con un giovane principe reale malese, che da vero principe azzurro diventa ben presto il mostro che la umilia, la maltratta e la riduce in schiavitùCome è possibile che un uomo dolce e gentile, colto ed occidentalizzato in Australia si possa trasformare così completamente una volta tornato in Malesia e rientrato nel suo vecchio mondo, nella religione e  nelle superstizioni di una società altolocata e ricca ma tremendamente arretrata e priva di democrazia e di libertà, che segue delle convenzioni sociali veramente discutibili?E come può un uomo, ma anche una nazione, la Malesia, che lo asseconda nella sua vendetta, diventare così crudele e distruttivo quando jacqueline riesce a tornare in Australia e a ritrovare una parvenza di vita normale e di felicità e l'amore con un connazionale ?Al termine del libro alcuni dati riportati rendono in modo agghiacciante un fenomeno in crescita nel mondo; i casi di sequestro di minori da parte di un genitore non sono affatto incidenti isolati in un numero ridotto di relazioni matrimoniali e affettive instabiliSono infatti oltre 30 000 i bambini di nazioni occidentali disseminati e nascosti in varie parti del mondo, dispersi in un limbo diplomatico e prigionieri di un vuoto legale, vittime di un atto di vendetta da parte del genitorio non affidatario che li rapisce e li porta in un Paese stranieroIl Regno Unito perde circa 1400 bambini all'anno, l'Australia dagli 80 ai 100, gli Stati Uniti 367 000La Convenzione dell'Aja sugli aspetti civili della sottrazione di minori è un trattato internazionale nato a metà degli anni Ottanta per contrastare l'aumento di casi di sottrazione di minori da parte di un genitore.E' stata adottata e ratificata da oltre 56 paesi ma purtroppo gran parte delle nazioni mediorientali, africane ed asiatiche si è rifiutata di firmare il trattato; anche numerose ex colonie e protettorati europei rifiutano automaticamente di restituire un minore se il genitore che l'ha rapito è un loro cittadino.Ed anche in Europa una parte degli Stati non riconsegna i bambiniUn abuso grave nei confronti dei minori che non hanno più alcuna possibilità di comunicare con il genitore "lasciato alle spalle" e con gli affetti dell'altra vita sottratta con la forzaAnche in Italia vi sono casi di sottrazione di minore da parte di un genitore di altra nazionalità, ma spesso leggiamo di associazioni di padri che denunciano il loro dramma privato di genitori a cui sono stati sottratti i figli dalle loro ex mogli, che impediscono contatto alcuno con l'altro coniuge, che diventa un dramma comune e pubblico di una società in crisi