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Peggy Guggenheim e l'immaginario surreale


Ieri mattina sono andata a Vercelli per vedere, nella nuova struttura espositiva dell'Arca di cristallo nella ex chiesa di San Marco, la mostra dedicata a Peggy Guggenheim e ad una cinquantina di capolavori della pittura del 900 dell'immaginario surreale  , appartenenti tutti alle collezioni veneziane e newyorkesi dei musei GuggenheimLo spazio è abbastanza ristretto ma estremamente originale: una specie di scatola costruita all'interno di una chiesa diventata un mercato, dove si possono ammirare i quadri dei pionieri dell’immaginario surreale, dai grandi maestri del Surrealismo, Marc Chagall , il pittore ebreo russo che visse in Europa e dipinse dei quadri molto belli e delicati, che a me piacciono tantissimo, Giorgio de Chirico, Pablo Picasso, ai più recenti ma non meno famosi, Joan Miró, Salvador Dalí, Max Ernst, René Magritte, Alberto Giacometti, Ives Tanguy fino agli intellettualismi di Marcel Duchamp e alle nuove generazioni influenzate dal movimento, con due brave pittrici poco conosciute ma altrettanto importanti, Leonora Carrington e Leonor FiniUna bella mostra, ben spiegata da una giovane guida molto esaustiva, che mi ha permesso di rivedere alcuni capolavori del Solomon R. Guggenheim, lo zio di Peggy, apprezzati parecchi anni fa in un viaggio a New York e di poter ammirare quelli della collezione veneziana, che non avevo mai avuto l'occasione di  andare a vedereMi ha sempre affascinato la storia di questa donna americana ricchissima appassionata di arte, collezionista accanita e mecenate di tanti talenti così eccezionali. La sua vita è stata estremamente interessante dal punto di vista artistico, anche se in quella degli affetti personali fu colpita da tragiche disgrazie, come la morte del padre nel naufragio del Titanic, o quella di una sorella morta di parto, che lasciarono in lei un vuoto profondo e le impedirono di amare i propri familiari, il  marito, i due figli, i nipoti. Sua figlia si suicidò per depressione e disamore della stessa PeggyMa ecco cosa scrivono di lei come donna d'arte :" Non solo ebbe una grande ed inesauribile capacità di riunire  intorno a sé le figure più attive ed operative del mondo dell’arte e delle avanguardie, ma fece sempre scelte non ordinarie ed anticonvenzionali rispetto al gusto artistico di  quei tempiLa giovane ereditiera cercò subito di conoscere al meglio le nuove correnti artistiche e le correnti destinate a cambiare se non a stravolgere la concezione del creare in arte. Nel suo primo viaggio parigino, scelse il giovane e rivoluzionario fotografo Man Ray,  In quella Parigi di allora arrivavavano dal mondo intero i nuovi intelletti ed i giovani sperimentatori. Sposatasi nel 1922 con l’artista e poeta parigino Laurence Vail, a Parigi Peggy incontrò molti artisti surrealisti, da André Breton, lo scrittore padre del Surrealismo, ai pittori Yves Tanguy e Fernand Léger, allo scultore svizzero Alberto Giacometti e gli altri protagonisti delle avanguardie. Si legò intellettualmente anche ad alcuni tra gli artisti più radicali del suo tempo che la aiutarono a plasmare il suo senso estetico, come Marcel Duchamp, suo consigliere e ispiratore, Jean Arp e Jean Cocteau, maestro di fantastica mondanità che con le sue opere inaugurò la galleria Guggenheim Jeune di Londra nel 1938. Il termine surrealismo fu coniato nel 1917 dal poeta e critico d’arte Guillaume Apollinaire e nel 1924 venne usato da André Breton per descrivere un movimento filosoficamente e politicamente radicale, che ambiva a cambiare la percezione del mondo attraversò pensieri e sensazioni repressi dalla coscienza perbenista, come l’inconscio, l’assurdo, i sogni e la lussuria. Peggy Guggenheim fu testimone di tutte le fasi di questo movimento in continua trasformazione: dalla nascita in Europa, alla sua diffusione in Inghilterra, fino al potente impatto che ebbe in America. Grazie agli suoi legami professionali e personali con artisti surrealisti e la sua capacità di diventare il fulcro di circoli intellettuali sia in Europa che a New York, il suo interesse artistico nel movimento e l’affinità con il suo spirito ribelle, la spinse a documentare nella sua collezione privata le diversi correnti di questa avanguardia includendo opere di artisti precursori di quello che viene definito “l’immaginario surreale”, dagli ideali “padri fondatori”, De Chirico, Chagall, Picasso, ai protagonisti veri e propri, Ernst, Dalí, Magritte, Tanguy, Miró, Giacometti, Man Ray, Carrington, Fini, Delvaux "Il quadro che più mi è piaciuto è stato Il violinista verde di Chagall, naturalmente!