Ricordo il giorno in cui fu rapito Aldo Moro: ero a Torino e avevo passato la mattinata a studiare per un esame, ma nel primo pomeriggio uscii a piedi per andare a Palazzo Nuovo, dove frequentavo i corsi di lingue. Era un pomeriggio molto freddo e sotto ai porticipi di via Po non c'era in giro un'anima. Era una città fantasmaArrivata all'università venni a sapere che non ci sarebbero state lezioni perchè era successa quella terribile disgrazia; gli uomini della scorta uccisi in un agguato delle BR, quelle brigate rosse che anche a Torino avevano ucciso e ferito giornalisti e magistrati ma anche persone non importanti capitate per caso in un posto sbagliato al momento sbagliato, ed il grande statista portato via da uomini sconosciuti e senza scrupoli. Non ho mai dimenticato neppure quel giorno di maggio in cui fu ritrovato il suo corpo in un'auto abbandonata in via Fani. Un dramma che ha lasciato uno strascico di domande senza perché, di polemiche e di dubbi, un caso insoluto e ancora irrisolto di cui tanto si è parlato e lettoAlcuni giorni fa il quotidiano di Torino La Stampa ha pubblicato un'interessante intervista alla moglie di Moro, Eleonora, fatta dal magistrato Ferdinando ImposimatoA trent’anni da quell' uccisione ancora così misteriosa, questa è la prima intervista rilasciata dalla moglie su quei tragici momenti. Lo sfogo della vedova dello statista democristiano è stato raccolto dal magistrato, docente e parlamentare, che lo pubblica nel suo volume "Doveva morire - Chi ha ucciso Aldo Moro. Il giudice dell’inchiesta racconta".E' un documento storico decisamente importante, molto interessante, e abbastanza lungoVal la pena leggere l'intero documento - basta cliccare sul nome Eleonora qui sopra -ma ho estrapolato alcuni passi molto significativi dell' intervista, le parole di Eleonora più "pesanti" e clamorose, di denuncia e di rabbia per quello che è successo a suo marito in un periodo estremamente difficile e tribolato della nostra democrazia del dopoguerra«Quella gente desiderava eliminarlo perché era scomodo. La gente scomoda sta dalla parte della giustizia e della verità. E poi c’è da dire che tutti avevano una paura terribile perché lui sapeva tutto di tutti, e quindi si sentivano sotto un riflettore che li inquadrava. Purtroppo non avevano capito che Aldo non avrebbe mai fatto del male a qualcuno se non fosse stato necessario per il bene comune...».«... lo Stato voleva la morte di Aldo Moro. Quelli che erano nei vari posti di comando lo volevano eliminare».Andrò sicuramente a cercare il libro di Imposimato e lo leggerò con estrema attenzione, come ne ho letti altri in passato che hanno cercato di risolvere il mistero della morte dello statista democristiano ma non ci sono mai riusciti, purtroppo
Intervista a Eleonora Moro
Ricordo il giorno in cui fu rapito Aldo Moro: ero a Torino e avevo passato la mattinata a studiare per un esame, ma nel primo pomeriggio uscii a piedi per andare a Palazzo Nuovo, dove frequentavo i corsi di lingue. Era un pomeriggio molto freddo e sotto ai porticipi di via Po non c'era in giro un'anima. Era una città fantasmaArrivata all'università venni a sapere che non ci sarebbero state lezioni perchè era successa quella terribile disgrazia; gli uomini della scorta uccisi in un agguato delle BR, quelle brigate rosse che anche a Torino avevano ucciso e ferito giornalisti e magistrati ma anche persone non importanti capitate per caso in un posto sbagliato al momento sbagliato, ed il grande statista portato via da uomini sconosciuti e senza scrupoli. Non ho mai dimenticato neppure quel giorno di maggio in cui fu ritrovato il suo corpo in un'auto abbandonata in via Fani. Un dramma che ha lasciato uno strascico di domande senza perché, di polemiche e di dubbi, un caso insoluto e ancora irrisolto di cui tanto si è parlato e lettoAlcuni giorni fa il quotidiano di Torino La Stampa ha pubblicato un'interessante intervista alla moglie di Moro, Eleonora, fatta dal magistrato Ferdinando ImposimatoA trent’anni da quell' uccisione ancora così misteriosa, questa è la prima intervista rilasciata dalla moglie su quei tragici momenti. Lo sfogo della vedova dello statista democristiano è stato raccolto dal magistrato, docente e parlamentare, che lo pubblica nel suo volume "Doveva morire - Chi ha ucciso Aldo Moro. Il giudice dell’inchiesta racconta".E' un documento storico decisamente importante, molto interessante, e abbastanza lungoVal la pena leggere l'intero documento - basta cliccare sul nome Eleonora qui sopra -ma ho estrapolato alcuni passi molto significativi dell' intervista, le parole di Eleonora più "pesanti" e clamorose, di denuncia e di rabbia per quello che è successo a suo marito in un periodo estremamente difficile e tribolato della nostra democrazia del dopoguerra«Quella gente desiderava eliminarlo perché era scomodo. La gente scomoda sta dalla parte della giustizia e della verità. E poi c’è da dire che tutti avevano una paura terribile perché lui sapeva tutto di tutti, e quindi si sentivano sotto un riflettore che li inquadrava. Purtroppo non avevano capito che Aldo non avrebbe mai fatto del male a qualcuno se non fosse stato necessario per il bene comune...».«... lo Stato voleva la morte di Aldo Moro. Quelli che erano nei vari posti di comando lo volevano eliminare».Andrò sicuramente a cercare il libro di Imposimato e lo leggerò con estrema attenzione, come ne ho letti altri in passato che hanno cercato di risolvere il mistero della morte dello statista democristiano ma non ci sono mai riusciti, purtroppo