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Rivelazioni di un negoziatore


L' altro giorno su La Stampa ho letto un'intervista, veramente interessante ma anche sconvolgente, sul caso Moro. Mi sono sempre interessata alla storia, una delle mie materie preferite a scuola, ed in particolare a quella degli ultimi quarant'anni, ma la confessione e le rivelazioni di Steve Pieczenick, l' uomo misterioso che volò in Italia nei giorni del sequestro Moro, inviato dall’amministrazione americana ad «aiutare» gli italiani, sono state un vero choc perchè, pur avendo sentito accennare a questo fantomatico personaggio in alcuni libri, pensavo che fosse solo un' invenzione, frutto di pura fantasiaPieczenick  è uno psichiatra ed un esperto di antiterrorismo, che avrebbe avuto un ruolo  fondamentale in quei giorni lontani.  «Ho manipolato le Br», e l’effetto finale di questa manipolazione fu l’omicidio dello statista democristiano. Il «negoziatore» Pieczenick arrivò a Roma nel marzo 1978 su mandato dell’amministrazione Carter per dare una mano al presidente Francesco Cossiga. Era convinto che l’obiettivo fosse quello di salvare la vita allo statista, ma ben presto si rese conto che la situazione era molto diversa da quanto si pensava a Washington e che l’Italia era un paese in bilico, a un passo dalla destabilizzazione finale. Una sgradevole verità gli venne spiegata in Vaticano. «Alcuni figli di alti funzionari politici italiani erano in realtà simpatizzanti delle Brigate Rosse o almeno gravitavano nell’area dell’estrema sinistra rivoluzionaria. Evidentemente era in questo modo che le Br ottenevano informazioni importanti».   «Il mio primo obiettivo era guadagnare tempo, cercare di mantenere in vita Moro il più a lungo possibile, il tempo necessario a Cossiga per riprendere il controllo dei suoi servizi di sicurezza, calmare i militari, imporre la fermezza a una classe politica inquieta e ridare un po' di fiducia all’economia». Ma alla quarta settimana di sequestro, però, quando cominciò l’ondata delle lettere di Moro più accorate, tutto cambiò. Il 18 aprile, venne diramato un falso comunicato del lago della Duchessa. Secondo Pieczenick era un tranello elaborato dai servizi segreti italiani. Il governo italiano sapeva che cosa stava innescando. «Fu un’iniziativa brutale, certo, una decisione cinica, un colpo a sangue freddo: un uomo doveva essere freddamente sacrificato per la sopravvivenza di uno Stato. Ma in questo genere di situazioni bisogna essere razionali e saper valutare in termini di profitti e perdite».Le Br di Moretti uccisero l’ostaggio. «L’uccisione di Moro ha impedito che l’economia crollasse; se fosse stato ucciso prima, la situazione sarebbe stata catastrofica. La ragion di Stato ha prevalso totalmente sulla vita dell’ostaggio». Parole dure e sconvolgenti che forse aprono uno spiraglio di luce in una storia ancora per molti versi mai totalmente chiarita e risolta