Ieri pomeriggio sono andata a Milano al teatro degli Arcimboldi, che secondo me è molto bello e decisamente migliore della Scala perchè si vede benissimo, è grande ed ha una acustica migliore, a vedere il balletto contemporaneo Mediterranea con
Massimo Murru, l'Uomo di Terra, e Antonino Sutera, l' Uomo di Mare ed il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, diretto da Elisabetta TerabustPrima di entrare in teatro ho fatto un giro nella nuovissima ed avveniristica città universitaria che si trova di fronte al teatro; palazzi bellissimi, fontane, piazze con aiuole futuriste, uno spettacolo unico e decisamente molto molto bello, che non ho fotografato solo perchè avevo lasciato a casa la digitale, non pensando di trovare simili rarità nate nel giro di due anni dall'ultima volta che ero stata lì . Sicuramente un fiore all'occhiello per il capoluogo lombardo, che proprio oggi ha vinto la gara contro Smirne per l'Expo 2015, se ben ricordoMa torniamo a Mediterranea, uno dei balletti di maggior successo firmati dal coreografo italiano
Mauro Bigonzetti: Mediterranea, rinato per il Balletto del Teatro alla Scala, è una circumnavigazione evocativa delle culture del Mare Nostrum che Bigonzetti creò nel 1993 per l'allora Balletto di Toscana. Un titolo che ha girato il mondo e che era nato per dodici interpreti, ma che ora sono diventati una trentinaIn occasione del quindicesimo anno dalla creazione di Mediterranea Mauro Bigonzetti ha creato per gli artisti scaligeri un vero riadattamento coreografico, stupendo nel suo insieme, che si è rinnovato molto, mantenendo però dell’originale la gestualità, la forza, i colori il dinamismo ed il senso di un viaggio attraverso le culture musicali dei paesi che su questo mare nostrum si affacciano. Variando in suggestioni musicali che vanno dalla tradizione popolare turca a Ligeti, da Mozart ad arcaiche melodie greche, attraverso le musiche delle culture che vi si affacciano sul Mediterraneo, passando dalla Provenza alla Spagna, dal Marocco alla Turchia, dalla Grecia ai Balcani fino a ritornare all’Italia, il balletto di un'ora e mezza, senza interruzioni, è stato dinamico e vigoroso con ritmi diversi, con la gestualità e il movimento continui ed in crescendo, in un raffinato equilibrio tra lirismo ed energia pura, fino ad un finale veramente fantastico e travolgenteLa scena rappresentava una spiaggia simbolica ed altrettanto simbolico, ma assolutamente concreto, era l’ulivo, emblema delle culture del Mediterraneo. Il legno era dunque il protagonista del fondale, fatto con tronchi veri. Tutto era molto spoglio e semplice, come se fosse stata una natura modificata dall’uomo, che parlava di tempi vicini e insieme remoti.Erano i corpi dei ballerini, snodati, flessuosi, forti, da magnifici atleti e ginnasti, le luci, le musiche ed i costumi , splendidi e molto attuali sia nei tessuti che nei cromatismi del bianco, del rosso e del nero, a creare un insieme scenografico d'effetto speciale ed indimenticabile ed un impatto visivo e fisico eccezionaleA me è piaciuto tutto ma il Passo a due del Kyrie e il Passo a due Rosso, con musiche spagnole, mi sono piaciuti veramente tantissimoE se Murru è stato molto bravo, ho trovato altrettanto bravo Antonino Sutera. Più alto, con un fisico di certo più giovane, è stato un Uomo di Mare notevoleMi aspettavo un balletto diverso dal solito, ma non così ... fantastico !