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Ann Rule e Ted Bundy


Oggi il piede va meglio ma ho ancora male alla schiena e quindi ho passato la mattina a letto a leggere. Ho terminato un libro di Ann Rule  Un estraneo al mio fianco Super Pocket Best Seller  555 p. Ann Rule nata a Lowell, nel Michigan, dopo un’infanzia trascorsa a viaggiare per gli Stati Uniti a seguito del padre, allenatore di football e basket, è diventata la più giovane poliziotta in forza al dipartimento di polizia di Seattle, frequentando anche numerosi corsi e seminari di criminologia e tecniche investigative. Dal 1969 ha iniziato a scrivere e ha pubblicato più di mille articoli e diciotto libri, sedici dei quali sono entrati nella classifica del «New York Times». E' diventata consulente della CIA e dell' FBI come esperta di serial killer.In questo suo primo libro, senz'altro il suo più conosciuto, racconta la storia di Ted Bundy, l'omicida seriale più famoso nella storia del crimine americano, diventato un mito ormai, di cui spesso, leggendo gialli e trhiller, ho incontrato il nome nel corso degli anni, ma mai la storia completa.Questo romanzo è  il resoconto di un'amicizia e della sua fine. Un intreccio avvincente nel quale si alternano la storia delle vittime, le indagini, la vita dell'assassino e la storia della sua amicizia con la stessa autrice del libro. Infatti Ann ha conosciuto personalmente il serial killer. Nel 1971, madre di 4 figli, in attesa di divorziare dal marito, Ann va a lavorare due sere alla settimana presso il telefono amico della Crisis Clinic di Seattle; il suo partner è un giovane studente 24enne bello, affascinante, dotato di un'intelligenza superiore alla media e di un grande altruismo. È ben vestito, curato, ha capelli castano chiari, la carnagione bianca ed un sorriso gentile. Si chiama Theodore Robert Cowell BundyTed era nato il 24 novembre 1946 dalla ventunenne Eleanor Louise Cowell in un istituto per madri non sposate a Burlington (Vermont). Eleanor intendeva dare il bambino in adozione, per non dare scandalo con un figlio nato al di fuori del matrimonio. Subito dopo averlo abbandonato, però, si pentì della decisione e tornò indietro per riprenderlo con sé. Scelse di far credere a tutti che Theodore fosse figlio dei suoi genitori, dai quali tornò a vivere a Philadelphia.Fin dall’inizio questa situazione alimentò una certa confusione riguardo all’identità di Ted, dettata soprattutto dal bizzarro comportamento della madre. Pur asserendo di esserne la sorella, Eleanor prima portò Theodore a vivere con sé a Tacoma, nello stato di Washington, nel 1950, e poi ne cambiò il secondo nome in Nelson,forse per farlo passare come orfano di padre. A Tacoma, Eleanor decise di cambiare legalmente il proprio nome in “Louise” e conobbe il cuoco John Culpepper Bundy, che sposò il 19 maggio del 1951.In quell’occasione, Theodore cambiò definitivamente il proprio nome in Theodore Robert Bundy. In tutto il libro, che racconta, in  modo completo ed estremamente chiaro e preciso, la vita di Ted e quelle delle sue numerose vittime, Ann si chiede spesso come il  giovane uomo, che lei ha conosciuto così bene e a cui è stata tanto affezionata, possa essere il voyeur, lo stupratore, l'assassino ed il necrofilo. Probabilmente erano due persone comlpetamente diverse, due Ted ben distinti. Il giovane brillante, con studi in legge ed un promettente inizio nel partito repubblicano, gentile affettuoso e attraente, di cui si innamoravano tutte le ragazze, il fidanzato e il marito che ogni madre sognerebbe per la propria figlia, e l'assassino asociale e psicotico, che improvvisamente, con inaudita ferocia, ha cominciato a uccidere giovani donne, e ha continuato a farlo per anni, senza lasciare tracce, tenendo in scacco la polizia di un intero Paese, che tornava sulla scena del delitto per truccare in modo vistoso le labbra e gli occhi e applicare il fard sulle guance dei cadaveri.In una delle ultime lettere ad Ann Ted le scriverà: " Non c'è nulla di brutto nella mia vita che la reincarnazione non potrebbe migliorare". Forse lui stesso si era sempre chiesto il perchè di quell'altro Ted, quello feroce e violento, dai crimini compulsivi, che nessuno aveva mai visto, se non le vittime uccise e quelle fortunate che si erano salvate per un caso fortuitoSolo alla fine, pochi giorni prima di morire sulla sedia elettrica in Florida, nel gennaio 1989, dopo anni di lotte e di battaglie personali per non venir ucciso, dopo anni ed anni di bugie e di silenzi, rivelò ad uno dei detective che avevano indagato sulle sparizioni delle sue vittime, cosa aveva realmente fatto e dove aveva messo i corpi di numerose ragazze, ma non svelò neppure a lui completamente la sua vera natura di omicida serialeUn libro scritto molto bene, un libro che emoziona e che aiuta a capire le emozioni di questa esperta di killers che prova un profondo affetto per il giovane che ha conosciuto ma che alla fine si devve arrendere all'evidenza dei fatti ed al fatto che lui non è innocente, che lui era quel Ted che ha seminato panico, paura ed orrore per diversi anni nel Nord Ovest, che ha rovinato tante vite e si è autodistrutto da solo. Un giovane dal viso pulito, un uomo quindi ancor più pericoloso, un criminale spietato e sofferente che probabilmente non suscita nelle sue vittime alcun sospetto, che  offre passaggi e frasi di circostanza alle belle, bellissime ragazze che diventano le sue vittime, che non si accorgono del pericolo. Che quando passava le serate ad aiutare Ann e le persone disperate che telefonavano, già aveva ucciso le sue prime vittimeE che lascerà Ann nel dubbio per anni; l'assassino infatti è vissuto per anni accanto all'autrice, e soltanto alla fine di lunghe indagini la Rule ha dovuto arrendersi all'evidenza che il suo amico e collega, gentile, stimato, apparentemente mansueto, era l'individuo più ricercato dalla polizia. Ma cosa significa scoprire questa tragica verità che vede il suo amico da quasi 10 anni come  uno dei più spietati assassini? "Ho perduto Ted. L'ho perduto da quando ho guardato le fotografie delle ragazze uccise e so quello che... non avevo mai voluto credere".  Ted Bundy ha compiuto quasi tutti i  delitti nell'area compresa tra Seattle, Salt Lake City,  il Colorado e Tallahasee. Sceglieva sempre ragazze giovani, intelligenti e molto belle, con i capelli lunghi e la riga in mezzo; probabilmente ricordavano a Ted  la donna da lui amata, che lo aveva respinto ed umiliato, e non certo la paziente fidanzata, ragazza madre con una bimba piccola, alla quale era incapace di rinunciare, nonostante tutto e nonostante tante altre donne innamorate di lui. Dal 1974 Bundy uccise 7 giovani donne in 7 mesi e ne ferì gravemente una picchiandola con una spranga. Nel 1976 fu arrestato ed evase due volte dallo stato dello Utah. Nel '78 compì una serie di omicidi in una stessa notte in Florida e fu arrestato quasi per caso, come la prima volta, ma non fuggì più. Alla fine gli investigatori giunsero a credere che avesse potuto assassinare quasi un centinaio di donne, alcune sconosciute, altre mai trovate, come non furono mai ritrovati gli indumenti e gli oggetti delle donne che lui aveva fatto sparire in pochi secondi"In un primo momento non volevo credere che Ted fosse colpevole. Poi però, a poco a poco, ho cominciato a dubitare di lui. Dopo quasi cinque anni di ricerche e dopo aver visto le prove al processo di Miami, ho dovuto accettare il fatto che era un mostro. È difficile rendersi conto di essersi lasciati completamente ingannare da un affascinante psicopatico". Sicuramente una sconfitta per lei e per tutte le persone che avevano lavorato con Ted e che lo avevano amato e gli avevano voluto bene come amico, un amico affettuoso( Le immagini di Ted e di alcune delle sue vittime, che si trovano nel libro, sono visibili anche in questo sito )