" La gelosia é il lato oscuro dell’amore, il "mostro dagli occhi verdi che schernisce la carne di cui si nutre", come la immaginava Shakespeare. La gelosia è un sentimento che mostra la vulnerabilità di uomini e donne. Secondo il libro di Donatella Marazziti "E vissero per sempre gelosi e contenti", edito da Rizzoli, noi essere umani siamo gelosi perchè siamo "naturalmente" fatti così. Il libro riabilita in parte questa passione, ma la classifica come "malattia", se i sintomi si presentano per più di un'ora al giorno. "Le persone molto gelose presentano infatti delle anomalie del neurotrasmettitore serotonina che potrebbero corrispondere a una forma di disordine mentale". La gelosia è antica ed era già un vizio degli dei greci, che erano gelosi degli uomini ed Otello uccide Desdemona, convinto che l'abbia tradito con l'amico Iago.Per la Marazziti, la gelosia è "un sentimento naturale, da non demonizzare" poiché mira alla conservazione della specie e alla stabilità della coppia. "Nei maschi è infatti legata alla sicurezza della paternità e, quindi, alla certezza di provvedere a figli propri; nel sesso femminile, invece, alla necessità di tenere legato un partner in grado di assicurare cibo e protezione alla prole". Si tratta dunque di un’emozione "da non rifiutare e di cui non vergognarsi". E la sofferenza della gelosia è acuita dal fatto che è considerato un sentimento riprovevole. Lo descrive bene Roland Barthes: «Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri». L'importante dunque nella gelosia è capire quando si è pazzi e quando invece si è proprio come tutti gli altri. Esistono quattro tipi di gelosia, dice la Marazziti: la gelosia depressiva, quando non ci si sente all'altezza del partner - tipica forma femminile -, quella ossessiva, quando si è sempre attanagliati dal dubbio se si è amati o meno, quella ansiosa, quando si vive con l'incubo di essere lasciati e quella paranoica, caratterizzata da sospettosità costante, più diffusa negli uomini. Tutte hanno il loro corrispettivo patologico. E dunque, chi è geloso deve guardare dentro di se: così potrebbe scoprire che in realtà è depresso o ansioso. Come sintetizza Piero Angela nell'introduzione: "Non esiste la gelosia ma molte gelosie. La sofferenza amorosa diventa uno specchio in cui ognuno può cercare la propria immagine e il proprio lato nascosto". Nel volume la psichiatra illustra anche i meccanismi segreti della gelosia e con l’aiuto di questionari e casi pratici racconta le molte forme di questo sentimento, attingendo da mito e letteratura, a partire da Medea e Otello assassini per amore, ma soprattutto dalle mille storie di vita quotidiana ascoltate nella sua attività professionale. La Marazziti consiglia quindi di non vergognarsi della gelosia, sentimento del tutto naturale, ma di stare attenti a che non si trasformi in una malattia. "Io non soffro granch'è di gelosia, ed ancor meno di invidia, ma odio chi è geloso/a perchè diventa asfissiante, insopportabile, ossessivo ed incapace di aver fiducia nell'altro/a, impedendo la libertà altrui.E voi, siete gelosi/e ?
Gelosia !
" La gelosia é il lato oscuro dell’amore, il "mostro dagli occhi verdi che schernisce la carne di cui si nutre", come la immaginava Shakespeare. La gelosia è un sentimento che mostra la vulnerabilità di uomini e donne. Secondo il libro di Donatella Marazziti "E vissero per sempre gelosi e contenti", edito da Rizzoli, noi essere umani siamo gelosi perchè siamo "naturalmente" fatti così. Il libro riabilita in parte questa passione, ma la classifica come "malattia", se i sintomi si presentano per più di un'ora al giorno. "Le persone molto gelose presentano infatti delle anomalie del neurotrasmettitore serotonina che potrebbero corrispondere a una forma di disordine mentale". La gelosia è antica ed era già un vizio degli dei greci, che erano gelosi degli uomini ed Otello uccide Desdemona, convinto che l'abbia tradito con l'amico Iago.Per la Marazziti, la gelosia è "un sentimento naturale, da non demonizzare" poiché mira alla conservazione della specie e alla stabilità della coppia. "Nei maschi è infatti legata alla sicurezza della paternità e, quindi, alla certezza di provvedere a figli propri; nel sesso femminile, invece, alla necessità di tenere legato un partner in grado di assicurare cibo e protezione alla prole". Si tratta dunque di un’emozione "da non rifiutare e di cui non vergognarsi". E la sofferenza della gelosia è acuita dal fatto che è considerato un sentimento riprovevole. Lo descrive bene Roland Barthes: «Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l'altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri». L'importante dunque nella gelosia è capire quando si è pazzi e quando invece si è proprio come tutti gli altri. Esistono quattro tipi di gelosia, dice la Marazziti: la gelosia depressiva, quando non ci si sente all'altezza del partner - tipica forma femminile -, quella ossessiva, quando si è sempre attanagliati dal dubbio se si è amati o meno, quella ansiosa, quando si vive con l'incubo di essere lasciati e quella paranoica, caratterizzata da sospettosità costante, più diffusa negli uomini. Tutte hanno il loro corrispettivo patologico. E dunque, chi è geloso deve guardare dentro di se: così potrebbe scoprire che in realtà è depresso o ansioso. Come sintetizza Piero Angela nell'introduzione: "Non esiste la gelosia ma molte gelosie. La sofferenza amorosa diventa uno specchio in cui ognuno può cercare la propria immagine e il proprio lato nascosto". Nel volume la psichiatra illustra anche i meccanismi segreti della gelosia e con l’aiuto di questionari e casi pratici racconta le molte forme di questo sentimento, attingendo da mito e letteratura, a partire da Medea e Otello assassini per amore, ma soprattutto dalle mille storie di vita quotidiana ascoltate nella sua attività professionale. La Marazziti consiglia quindi di non vergognarsi della gelosia, sentimento del tutto naturale, ma di stare attenti a che non si trasformi in una malattia. "Io non soffro granch'è di gelosia, ed ancor meno di invidia, ma odio chi è geloso/a perchè diventa asfissiante, insopportabile, ossessivo ed incapace di aver fiducia nell'altro/a, impedendo la libertà altrui.E voi, siete gelosi/e ?