Edith Newbold Wharton, Jones da nubile, nacque a New York nel 1862 e morì in Francia nel 1937. Apparteneva ad una famiglia dell'alta borghesia e nella sua giovinezza, trascorsa a New York e a Boston, vide l'aristocrazia del nome e dell'educazione raffinata sopraffatta dall'aristocrazia del denaro.Rimasta presto vedova, andò a vivere in Francia, facendo numerosi viaggi in Europa, Italia compresa.Scrisse alcuni romanzi celebri, tra cui Ethan Frome e La casa dell'allegriaA me è piaciuto soprattutto L'età dell'innocenza, ed Longanesi, pag 260, da cui fu tratto alcuni anni fa anche un bellissimo film omonimo, con Daniel Day Lewis, se ben ricordo.Il tema fondamentale dei romanzi della Wharton è la difficoltà, se non l'impossibiltà, per una donna di essere libera, nei sentimenti oltre che nei comportamenti, in un mondo rigidamente condizionato dagli obblighi sociali.Le tenere ma volitive protagoniste dei suoi romanzi sono esseri superiori, che anelano ad affermare la propria personalità ed individualità e disposte ad affrontare molto, se non tutto, in nome della libertà di amare l'uomo che hanno scelto.Ma la società della scrittrice non lo consente; le sue strutture rigide, le sue convenzioni ipocrite, i suoi pettegolezzi spietati non lo consentono.E non è mai la donna a cedere o a rinunciare; è l'uomo invece, incapace di affrontare la dura realtà dell'ostracismo sociale.Ne L'età dell'innocenza, un romanzo appassionante, la Wharton racconta il triste naufragio dell'amore tra la bellissima ribelle Ellen Olenska ed il solido, ordinato Newland Archer e l'inesorabile condanna dei due alla separazione ed alla solitudine nel mondo, naturalmente il grande mondo dell'aristocrazia newyorchese di fine secolo 800.La solitudine in un mondo dorato e molto animato fu quasi certamente la solitudine spirituale della stessa autrice, che nelle magnifiche costruzioni dei suoi romanzi sembra continuamente provarsi a raccontare e a svelare pubblicamente la pena della propria malinconica vicenda di donna innamorata di un amore impossibile, in una società che tace quando vuole fingere di non capire e parla, invece, inesorabilmente, quando intende proibire
Edith Wharton
Edith Newbold Wharton, Jones da nubile, nacque a New York nel 1862 e morì in Francia nel 1937. Apparteneva ad una famiglia dell'alta borghesia e nella sua giovinezza, trascorsa a New York e a Boston, vide l'aristocrazia del nome e dell'educazione raffinata sopraffatta dall'aristocrazia del denaro.Rimasta presto vedova, andò a vivere in Francia, facendo numerosi viaggi in Europa, Italia compresa.Scrisse alcuni romanzi celebri, tra cui Ethan Frome e La casa dell'allegriaA me è piaciuto soprattutto L'età dell'innocenza, ed Longanesi, pag 260, da cui fu tratto alcuni anni fa anche un bellissimo film omonimo, con Daniel Day Lewis, se ben ricordo.Il tema fondamentale dei romanzi della Wharton è la difficoltà, se non l'impossibiltà, per una donna di essere libera, nei sentimenti oltre che nei comportamenti, in un mondo rigidamente condizionato dagli obblighi sociali.Le tenere ma volitive protagoniste dei suoi romanzi sono esseri superiori, che anelano ad affermare la propria personalità ed individualità e disposte ad affrontare molto, se non tutto, in nome della libertà di amare l'uomo che hanno scelto.Ma la società della scrittrice non lo consente; le sue strutture rigide, le sue convenzioni ipocrite, i suoi pettegolezzi spietati non lo consentono.E non è mai la donna a cedere o a rinunciare; è l'uomo invece, incapace di affrontare la dura realtà dell'ostracismo sociale.Ne L'età dell'innocenza, un romanzo appassionante, la Wharton racconta il triste naufragio dell'amore tra la bellissima ribelle Ellen Olenska ed il solido, ordinato Newland Archer e l'inesorabile condanna dei due alla separazione ed alla solitudine nel mondo, naturalmente il grande mondo dell'aristocrazia newyorchese di fine secolo 800.La solitudine in un mondo dorato e molto animato fu quasi certamente la solitudine spirituale della stessa autrice, che nelle magnifiche costruzioni dei suoi romanzi sembra continuamente provarsi a raccontare e a svelare pubblicamente la pena della propria malinconica vicenda di donna innamorata di un amore impossibile, in una società che tace quando vuole fingere di non capire e parla, invece, inesorabilmente, quando intende proibire