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I Rotoli del Mar Morto presto nel web


E' stato annunciato che la più importante scoperta archeologica del XX secolo sarà presto online Infatti " in un piccolo laboratorio fotografico israeliano,  il professor Greg Bearman, un ex ricercatore della Nasa, sta ricomponendo i tasselli di duemila anni di storia. Sotto un potente obiettivo  scorrono, uno dopo l'altro, gli oltre 15 mila frammenti dei Rotoli del mar Morto, il più antico manoscritto conosciuto dell'Antico Testamento, 900 documenti risalenti al terzo secolo avanti Cristo. Scienziati e tecnici impiegheranno almeno due anni per immortalare i caratteri, talvolta invisibili a occhio nudo, e altri tre per trasferirli in Rete: nel 2013 i preziosi reperti, scoperti mezzo secolo fa da un beduino in un grotta nel deserto di Giuda, saranno online, disponibili per gli studiosi e i curiosi di tutto il mondo come l'Enciclopedia Britannica, utopia del sapere globale senza frontiere geografiche né temporali. " "Il progetto è nato per soddisfare un'esigenza di conservazione" racconta Pnina Shor, responsabile dell'Israel Antiquities Authority , la sovrintendenza archeologica israeliana. Un intervento di mera salvaguardia, monitorare il processo di decomposizione. L'80 per cento dei Rotoli è composto da pergamena, il resto da papiro, materiali organici, sensibili a batteri e umidità, facilmente deteriorabili. La dottoressa Shor li paragona alla pelle umana: "Ogni volta che i manoscritti vengono esposti alla luce perdono qualcosa, si alterano". Colpa del tempo, dell'inchiostro, dell'intervento dei primi studiosi incauti nell'utilizzare lo scotch per fissare gli angoli dei documenti sulla lavagna luminosa. Le migliaia di fotogrammi ingranditi ad altissima risoluzione con macchinari che non sprigionano calore, saranno scannerizzate e messe online". E' questa la più antica versione biblica al completo, ad eccezione del libro di Esther: il pensiero di Isaia, i testi apocrifi, salmi, inni, la descrizione dettagliata dei riti ebraici all'epoca di Gesù, tutto quel che oggi è visibile unicamente dentro lo Shrine of the Book, il padiglione dell'Israel Museum di Gerusalemme che custodisce i Rotoli.La collezione era stata fotografata una sola volta negli anni '50, a raggi infrarossi. La richiesta da parte di atenei, musei e istituti archeologici è pressante. Il mese prossimo il Jewish Museum di New York ospiterà un'esposizione di sei Rotoli . Ma viaggiare nello spazio non si addice alla scrittura che ha sfidato con successo il tempo. L'Israel Antiquities Authority scommette sulla tecnologia. "Presto un liceale di qualsiasi Paese potrà osservare da vicino uno dei più studiati manoscritti esistenti" nota Jonathan Ben-Dov, docente di studi biblici all'università di Haifa, uno degli esperti coinvolti nel progetto di digitalizzazione da molti milioni di dollari. Basterà un computer per leggere le parole di due secoli fa, un portatile di quelli che ormai non mancano più neppure nelle case dei beduini come il pastore che le scovò incastrate tra le rocce sabbiose. "Sicuramente questa è una buona notizia per tutti gli appassionati di storia antica, adi archeologia biblica e di curiosità di un passato tanto lontano  ma pur sempre tanto affascinante !