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I Balletti di Roland Petit


«L'Arlesienne»,  «Le Jeune homme et la Mort»,  «Carmen» Alla Scala giovedì 11 settembre ho visto i tre capolavori del grande coreografo francese Roland Petit con i ballerini e le étoiles del corpo di ballo del teatro milanese in splendida forma.Quasi 3 ore di uno spettacolo bellissimo e per la bravura degli artisti e per le musiche e le coreografie splendide. L' omaggio al grande coreografo francese, che a 84 anni è ancora un grande maestro in piena forma, ed alla sua lunga collaborazione con il teatro alla Scala, é un trittico   di capolavori giovanili di Roland, tutti dedicati al seducente universo femminile.Le figure femminili potenti ed emblematiche  ammaliano il protagonista maschile: la donna fatale di  “Le Jeune homme et la Mort” -1946, capolavoro esistenzialista su libretto di Cocteau-, l'esplosiva e trasgressiva “Carmen” - del 1949, rappresentata nel mondo 6.000 volte- e l'invisibile presenza che ossessiona Frederi ne “L’Arlésienne” - del 1974-, per la prima volta nel repertorio scaligero. Il primo balletto è su musiche di Johann Sebastian Bach, gli altri 2 sono affidati alle note di Bizet e alla fantasia letteraria di Prosper de Mérimée e di Alphonse Daudet. Le coreografie, in particolare quelle della Carmen, sono forti e drammatiche e sono  arricchite dalle scenografie di René Allio, Georges Wakhevitch, Antoni Clavé con le luci di Jean-Michel DésiréA me sono piaciuti tutti e tre i balletti ma la trasgressiva 'Carmen', del 1949,  scritta da Roland Petit per la sua musa Zizi Jeanmaire, una delle mie ballerine preferite fin da quando, da piccola, la vedevo in Tv, nelle trasmissioni della Ottolenghi, dedicate al balletto, è stato decisamente fantastico ed unico  .   “L’Arlésienne” è stato il primo omaggio a Petit , con un bravissimo  Mick Zeni,  veramente eccezionale,  e con  Marta Romagna, la coppia di fidanzati che per colpa di una donna, l'Arlesienne di cui il giovane è innamorato, un fantasma, che mai si vede in scena, ma intorno alla quale si svolge l'intero dramma, con la separazione dei due giovani prima delle nozze e la disperazione di Frederi, che alla fine si getta dalla finestra, uccidendo con se stesso anche il suo ossessivo amore impossibile.  La Morte invece è la protagonista di Le Jeune homme et la Mort, con Antonino Sutera, altrettanto bravo, ma non così fantastico come lo avevo visto questa primavera in Mediterranea, e Gilda Gelati.Secondo me,   Carmen  è stata veramente un capolavoro di bravura, in particolare grazie all'interpretazione di Andrea Volpintesta, un don José fantastico, anche molto bello oltre che tanto bravo, e di Sabrina Brazzo, Carmen, ma anche per le scenografie e le musiche che hanno accompagnato il crescendo della tragedia che sta per esplodere con un ritmo davvero indiavolatoTra due giovedì i  simpatici ed eterogenei  affezionati ed affezionate amanti del teatro, di tutte le età,  che fanno del gruppo dell'UNI 3 (univeristà della terza età) di Omegna andranno ancora alla Scala a Milano a vedere il balletto La Dame aux Camélias. Io purtroppo sarò a lavorare e non potrò essere con loro, se non con il pensiero...