La stampa ha nuovamente parlato di fatti che riportano ai lontani anni delle stragi e del terrore, in particolare le non estradizioni dalla Francia di una brigatista, con l'intervento del Presidente Sarkozy e di sua moglie, a cui sono seguite numerose polemiche a livello politico ma anche da parte dei familiari delle vittime del terrorismo, e dal Brasile di Cesare Battisti, per decisione del presidente Lula /notizia di oggi /.Io sono tornata a riprendere in mano un libro che avevo letto due anni fa, estremamente interessante e documentato, sempre attuale per l'argomento trattato: I silenzi degli innocenti di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, ed Bur 2006Giovanni Fasanella è un giornalista che ha scritto molti libri che parlano della nostra storia recente, i più importanti dei quali sono secondo me "Segreto di Stato" e "Guido Rossa, mio padre", insieme con la figlia del sindacalista genovese ucciso dalle Brigate Rosse ( la mia recensione del libro è postata nell'altro mio blog, Penseri in Libertà, sezioni Frammenti di memoria e Libri )In questo libro sono state raccolte le testimonianze dei superstiti o dei familiari delle vittime delle stragi e degli attentati che insanguinarono per decenni l'Italia e delle persone rapite, gambizzate, giustiziate dal terrorismo rosso.E' un libro costruito sui silenzi, sulla memoria, sull'intollerabilità di certi ricordi che ha dato la possibilità di parlare a chi non l'aveva mai avuta. Perchè per anni hanno parlato e scritto solo i protagonisti negativi degli anni di piombo, mentre le vittime e i loro familiari sono invece stati completamente dimenticati.Rileggere le loro storie e le loro verità mi ha di nuovo fatto male e mi ha provocato una grande emozione mista a rabbia per come sono andate le cose, per l'oblio sceso sulle vittime, che non hanno quasi mai avuto completa giustizia" A volte arrivo a pensare che quello che fecero durante gli anni di piombo è assai meno devastante di quello che stanno facendo oggi per occultare la verità.E quello che fa ancora più rabbia è che lo fanno con gli strumenti di quello stesso potere che ieri volevano abbattere con le armi " Le parole di Giovanni Berardi, figlio del maresciallo di Ps, ucciso dalle Br a Torino il 10 marzo 1978, rappresentano al meglio la realtà ed i pensieri di tutti gli intervistati.Un libro molto importante per chi come me, per esempio, non può dimenticare ciò che successe alla stazione di Bologna, dove fu ucciso il mio vicino di casa dei miei anni d'infanzia e d'adolescenza, una persona squisita e sempre gentile con noi ragazzi, amici di suo figlio Fu un vero choc per me quel maledetto sabato 2 agosto 1980 come fu sempre uno choc incomprensibile la lotta armata dei terroristi di quegli anni, in particolare di alcuni di quegli anni settanta passati da me a Torino, dove all'università e in via Po il destino mi fece passare vicino ad alcuni di quei giovani, armati di molotov e di spranghe, che erano così lontani dal mio modo di essere e di pensare e di vivere.L'appendice al libro riporta queste poche frasi significative : " Gli elenchi delle Vittime del Terrorismo sono tratti dal sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Vittime del Terrorismo. Non sono completi perchè nemmeno per l'Associazione è facile avere dal Ministero degli Interni gli elenchi aggiornati.L'elenco dei morti nelle quattordici stragi avvenute in Italia dal 1° maggio 1947 al 27 luglio 1993 è tratto dal Circolo Culturale Carlo Perini di Milano. In questo caso è addirittura impossibile un elenco ufficiale di tutti i feriti "E ancora più significativa è l'introduzione dei due autori , di cui riassumo qui la parte secondo me più importante per capire le interviste e gli argomenti trattati:" Oggi sono le vittime...a chiedere di distinguere chiaramente da che parte stanno gli innocenti e da che parte i colpevoli. A chiedere di poter raccontare la loro versione dei fatti. Non la versione dei brigatisti, non quella dello Stato che - per una strana eterogenesi dei fini - spesso corrispondono. Ma la verità delle vittime che con grande compostezza e dignità non cercano commiserazione, né benefici, né privilegi. Non vogliono una pacca sulla spalla da nessuno.chiedono giustizia. Perchè hanno subito una giustizia incompleta, lacunosa, che li ha lasciati con l'amara sensazione di essere stati colpiti due volte. La seconda dallo Stato. Chi sono i responsabili delle stragi di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, dell'Italicus? Chi sono gli assassini del giudice Coco? Come è possibile che si parli di errore giudiziario per la strage di Bologna? ...Non un solo caso tra quelli esaminati appare senza ombre. Eppure si continua a scrivere che tutto è stato chiarito, che non c'è più niente su cui indagare.Le vittime invece - pur avendo piena consapevolezza del fatto che, a distanza di tanti anni, è impossibile ottenere una verità giudiziaria piena, perchè ormai molti reati sono caduti in prescrizione, molte prove sono state cancellate o occultate, molti testimoni non ci sono più - vogliono trovare una risposta a quei perchè. Una risposta che va cercata al di là dei muri di gomma innalzati dalle istituzioni, dentro gli armadi di ferro dei segreti dello Stato.Insieme al bisogno di giustizia emerge il bisogno di verità.Non c'è stata piena giustizia perchè non c'è stata piena verità...Solo la verità esauriente e completa può indicare alle vittime la via del perdono.Dal1969 al 1987 - con colpi di coda del terrorismo fino agli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi - i morti ammazzati, i gambizzati, i rapiti sono susseguiti in maniera impressionante. Queste morti aspettano ancora verità. La verità storica a cui si può arrivare solo con l'accesso alla documentazione contenuta negli archivi blindati, convinvendo a parlare quei pochi protagonisti e testimoni diretti rimasti in vita.Per questo partono dalle vittime due richieste unanimi.Una alle istituzioni che sia abolita l'eternità del segreto di Stato ( in nessun Paese democratico la sua durata è illimitata ), che siano declassificati i documenti e resi accessibili agli studiosi.L'altra al mondo dell'informazione: che scavi nelle pieghe del non detto, del taciuto, che non si accontenti della verità di Stato, che non si trinceri dietro a presunte verità di comodo...Rimuovere il segreto di Stato, laddove non sia davvero in gioco la sicurezza nazionale, è il passaggio obbligato per uscire dall'anomalia italiana. Quello di un Paese in eterna rimozione... Di una democrazia immatura che non sa fare i conti con gli errori e gli orrori della propria storia.Come le vittime hanno affrontato il loro percorso di rimozione, superandolo, oggi lo Stato deve dimostrare di sapere e potere fare altrettanto. La guerra fredda è finita...rimuoverla /la guerra fredda/ completamente non è stata davvero la scelta migliore. Perchè cessato il pericolo, scomparso il nemico, sono rimste intatte una cultura, una psicologia, un costume di quell'epoca. Resiste un sottofondo di illegalità diffusa, difficile da arginare e destinato a tornare a galla costantemente..."Un libro importante per non dimenticare la memoria del nostro passato recente, un passato di sangue e di dolore e di sofferenze, che non può essere cancellato come fu cancellato il passato dei nostri padri, che vissero gli orrori della guerra e dei campi di concentramento della barbarie nazista.
I silenzi degli innocenti
La stampa ha nuovamente parlato di fatti che riportano ai lontani anni delle stragi e del terrore, in particolare le non estradizioni dalla Francia di una brigatista, con l'intervento del Presidente Sarkozy e di sua moglie, a cui sono seguite numerose polemiche a livello politico ma anche da parte dei familiari delle vittime del terrorismo, e dal Brasile di Cesare Battisti, per decisione del presidente Lula /notizia di oggi /.Io sono tornata a riprendere in mano un libro che avevo letto due anni fa, estremamente interessante e documentato, sempre attuale per l'argomento trattato: I silenzi degli innocenti di Giovanni Fasanella e Antonella Grippo, ed Bur 2006Giovanni Fasanella è un giornalista che ha scritto molti libri che parlano della nostra storia recente, i più importanti dei quali sono secondo me "Segreto di Stato" e "Guido Rossa, mio padre", insieme con la figlia del sindacalista genovese ucciso dalle Brigate Rosse ( la mia recensione del libro è postata nell'altro mio blog, Penseri in Libertà, sezioni Frammenti di memoria e Libri )In questo libro sono state raccolte le testimonianze dei superstiti o dei familiari delle vittime delle stragi e degli attentati che insanguinarono per decenni l'Italia e delle persone rapite, gambizzate, giustiziate dal terrorismo rosso.E' un libro costruito sui silenzi, sulla memoria, sull'intollerabilità di certi ricordi che ha dato la possibilità di parlare a chi non l'aveva mai avuta. Perchè per anni hanno parlato e scritto solo i protagonisti negativi degli anni di piombo, mentre le vittime e i loro familiari sono invece stati completamente dimenticati.Rileggere le loro storie e le loro verità mi ha di nuovo fatto male e mi ha provocato una grande emozione mista a rabbia per come sono andate le cose, per l'oblio sceso sulle vittime, che non hanno quasi mai avuto completa giustizia" A volte arrivo a pensare che quello che fecero durante gli anni di piombo è assai meno devastante di quello che stanno facendo oggi per occultare la verità.E quello che fa ancora più rabbia è che lo fanno con gli strumenti di quello stesso potere che ieri volevano abbattere con le armi " Le parole di Giovanni Berardi, figlio del maresciallo di Ps, ucciso dalle Br a Torino il 10 marzo 1978, rappresentano al meglio la realtà ed i pensieri di tutti gli intervistati.Un libro molto importante per chi come me, per esempio, non può dimenticare ciò che successe alla stazione di Bologna, dove fu ucciso il mio vicino di casa dei miei anni d'infanzia e d'adolescenza, una persona squisita e sempre gentile con noi ragazzi, amici di suo figlio Fu un vero choc per me quel maledetto sabato 2 agosto 1980 come fu sempre uno choc incomprensibile la lotta armata dei terroristi di quegli anni, in particolare di alcuni di quegli anni settanta passati da me a Torino, dove all'università e in via Po il destino mi fece passare vicino ad alcuni di quei giovani, armati di molotov e di spranghe, che erano così lontani dal mio modo di essere e di pensare e di vivere.L'appendice al libro riporta queste poche frasi significative : " Gli elenchi delle Vittime del Terrorismo sono tratti dal sito ufficiale dell'Associazione Nazionale Vittime del Terrorismo. Non sono completi perchè nemmeno per l'Associazione è facile avere dal Ministero degli Interni gli elenchi aggiornati.L'elenco dei morti nelle quattordici stragi avvenute in Italia dal 1° maggio 1947 al 27 luglio 1993 è tratto dal Circolo Culturale Carlo Perini di Milano. In questo caso è addirittura impossibile un elenco ufficiale di tutti i feriti "E ancora più significativa è l'introduzione dei due autori , di cui riassumo qui la parte secondo me più importante per capire le interviste e gli argomenti trattati:" Oggi sono le vittime...a chiedere di distinguere chiaramente da che parte stanno gli innocenti e da che parte i colpevoli. A chiedere di poter raccontare la loro versione dei fatti. Non la versione dei brigatisti, non quella dello Stato che - per una strana eterogenesi dei fini - spesso corrispondono. Ma la verità delle vittime che con grande compostezza e dignità non cercano commiserazione, né benefici, né privilegi. Non vogliono una pacca sulla spalla da nessuno.chiedono giustizia. Perchè hanno subito una giustizia incompleta, lacunosa, che li ha lasciati con l'amara sensazione di essere stati colpiti due volte. La seconda dallo Stato. Chi sono i responsabili delle stragi di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, dell'Italicus? Chi sono gli assassini del giudice Coco? Come è possibile che si parli di errore giudiziario per la strage di Bologna? ...Non un solo caso tra quelli esaminati appare senza ombre. Eppure si continua a scrivere che tutto è stato chiarito, che non c'è più niente su cui indagare.Le vittime invece - pur avendo piena consapevolezza del fatto che, a distanza di tanti anni, è impossibile ottenere una verità giudiziaria piena, perchè ormai molti reati sono caduti in prescrizione, molte prove sono state cancellate o occultate, molti testimoni non ci sono più - vogliono trovare una risposta a quei perchè. Una risposta che va cercata al di là dei muri di gomma innalzati dalle istituzioni, dentro gli armadi di ferro dei segreti dello Stato.Insieme al bisogno di giustizia emerge il bisogno di verità.Non c'è stata piena giustizia perchè non c'è stata piena verità...Solo la verità esauriente e completa può indicare alle vittime la via del perdono.Dal1969 al 1987 - con colpi di coda del terrorismo fino agli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi - i morti ammazzati, i gambizzati, i rapiti sono susseguiti in maniera impressionante. Queste morti aspettano ancora verità. La verità storica a cui si può arrivare solo con l'accesso alla documentazione contenuta negli archivi blindati, convinvendo a parlare quei pochi protagonisti e testimoni diretti rimasti in vita.Per questo partono dalle vittime due richieste unanimi.Una alle istituzioni che sia abolita l'eternità del segreto di Stato ( in nessun Paese democratico la sua durata è illimitata ), che siano declassificati i documenti e resi accessibili agli studiosi.L'altra al mondo dell'informazione: che scavi nelle pieghe del non detto, del taciuto, che non si accontenti della verità di Stato, che non si trinceri dietro a presunte verità di comodo...Rimuovere il segreto di Stato, laddove non sia davvero in gioco la sicurezza nazionale, è il passaggio obbligato per uscire dall'anomalia italiana. Quello di un Paese in eterna rimozione... Di una democrazia immatura che non sa fare i conti con gli errori e gli orrori della propria storia.Come le vittime hanno affrontato il loro percorso di rimozione, superandolo, oggi lo Stato deve dimostrare di sapere e potere fare altrettanto. La guerra fredda è finita...rimuoverla /la guerra fredda/ completamente non è stata davvero la scelta migliore. Perchè cessato il pericolo, scomparso il nemico, sono rimste intatte una cultura, una psicologia, un costume di quell'epoca. Resiste un sottofondo di illegalità diffusa, difficile da arginare e destinato a tornare a galla costantemente..."Un libro importante per non dimenticare la memoria del nostro passato recente, un passato di sangue e di dolore e di sofferenze, che non può essere cancellato come fu cancellato il passato dei nostri padri, che vissero gli orrori della guerra e dei campi di concentramento della barbarie nazista.