Domenica nella trasmissione di Rai3 con Fabio Fazio Che tempo che fa uno degli ospiti era Guido Ceronetti L'ottantenne poeta, traduttore, polemista, burattinaio ha dichiarato, in una simpatica intervista molto arguta ed un po' extraterrerestre, che in televisione c'è sempre una prima volta Infatti era la seconda volta che partecipava ad una trasmissione televisiva, lui che non possiede un apparecchio televisivo e non vede mai la tv, ma doveva presentare un libro, Le ballate dell’angelo ferito, di un piccolo editore, «Il notes magico»" Lo spazio non è più un luogo e lui può essere ovunque." così scrive ne La Stampa Nico Orengo sulla sua apparizione tv "Così lui è li per non parlare del suo libro, per dire che non guarda e non ha la televisione. Per dirlo serenamente, come il fatto che ha soltanto cinque amici con cui può parlare della morte e rimpiangere che non si vedano più bare scendere le scale dei condomini, che il mondo va avanti verso un ponte rotto ed è ormai inutile prendere provvedimenti. Neanche quel bravo «ragazzo» di Obama potrà farci qualcosa. Insomma la Terra finirà a breve e si riposerà. Calmo, silenzioso, serafico, Ceronetti ha soffiato il suo pensiero apocalittico, con aria sorniona e accento torinese: un balsamo a base di Heidegger e Nietzsche, sulfureo e ironico, frizzante come un ponentino. "Una rarità ed una chicca, la presenza di questo anziano signore dalla mente acuta ed originale, che il bravo Fazio è riuscito a proporci E per me che amo moltissimo lo scrivere caustico e realista degli articoli di fondo di Ceronetti sul quotidiano torinese è stato splendido poterlo vedere e sentire dal vivo
Ceronetti a Che tempo che fa!
Domenica nella trasmissione di Rai3 con Fabio Fazio Che tempo che fa uno degli ospiti era Guido Ceronetti L'ottantenne poeta, traduttore, polemista, burattinaio ha dichiarato, in una simpatica intervista molto arguta ed un po' extraterrerestre, che in televisione c'è sempre una prima volta Infatti era la seconda volta che partecipava ad una trasmissione televisiva, lui che non possiede un apparecchio televisivo e non vede mai la tv, ma doveva presentare un libro, Le ballate dell’angelo ferito, di un piccolo editore, «Il notes magico»" Lo spazio non è più un luogo e lui può essere ovunque." così scrive ne La Stampa Nico Orengo sulla sua apparizione tv "Così lui è li per non parlare del suo libro, per dire che non guarda e non ha la televisione. Per dirlo serenamente, come il fatto che ha soltanto cinque amici con cui può parlare della morte e rimpiangere che non si vedano più bare scendere le scale dei condomini, che il mondo va avanti verso un ponte rotto ed è ormai inutile prendere provvedimenti. Neanche quel bravo «ragazzo» di Obama potrà farci qualcosa. Insomma la Terra finirà a breve e si riposerà. Calmo, silenzioso, serafico, Ceronetti ha soffiato il suo pensiero apocalittico, con aria sorniona e accento torinese: un balsamo a base di Heidegger e Nietzsche, sulfureo e ironico, frizzante come un ponentino. "Una rarità ed una chicca, la presenza di questo anziano signore dalla mente acuta ed originale, che il bravo Fazio è riuscito a proporci E per me che amo moltissimo lo scrivere caustico e realista degli articoli di fondo di Ceronetti sul quotidiano torinese è stato splendido poterlo vedere e sentire dal vivo