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Akhenaton


Sabato scorso sono andata a Torino. Era una bella giornata di sole ed è stato piacevole camminare a piedi da Piazza Castello a via Lagrange, fino a palazzo Bricherasio, dove sono rimasta a lungo, ad ammirare gli splendidi oggetti della mostra AkhenatonSono sempre stata affascinata dagli antichi Egizi, dalla loro storia, dalla civiltà e dai misteri di un popolo e di un mondo estremamente ricco di testimonianze artistiche e culturaliAmenofi IV scelse di mutare il proprio nome in Akhenaton ed è ricordato dalla storia come un sovrano maledetto. Nella mostra la sua epoca è in relazione  con il regno di Amenofi III, ed individua la sua eredità spirituale .La ricostruzione mette in evidenza la complessità e la modernità delle innovazioni che segnarono l’epoca del faraone.Attraverso i reperti proposti, alcuni bellissimi e molto particolari, la mostra sottolinea il carattere innovativo del regno di Akhenaton, che  ridimensionò  lo strapotere della chiesa a favore della centralità del ruolo del sovrano, intermediario tra l’umano e il divino.Il culto di Aton, il disco solare i cui raggi terminano con mani che distribuiscono il segno della vita, introdotto da Akhenaton, è una tappa fondamentale nel percorso di recupero di un potere via via indebolito.Le innovazioni permearono diversi ambiti della cultura e della vita; in particolare, l’acquisizione della lingua volgare come lingua letteraria, la modernità dell’iconografia pittorica e l’utilizzo dei talatat, blocchi di arenaria volti a velocizzare la costruzione dei templi. I duecento reperti, che ho osservato con estrema attenzione, ricostruiscono il percorso complesso che inizia con il regno di Amenofi III e che si conclude con statuine funerarie e reperti dell’epoca del suo successore Tutankhamon, che iniziò l’operazione di oblio totale nei confronti di Akhenaton.Tutti gli oggetti in mostra, di straordinario valore artistico e culturale, provengono   da musei di diverse città, Torino, Parigi, Basilea, Boston, Copenhagen, Friburgo, Firenze, Losanna, Leida, Londra e Ginevra, Berlino.  Fondamentale è anche l’apparato didattico-didascalico, e le immagini astronomiche del sole, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica - Osservatorio Astronomico di Torino, di notevole profilo scientificoUna bella mostra che mi è piaciuta molto...