E’ uno di quei giorni come tanti passati fra i banchi di scuola, quando sei inevitabilmente distratto, e la lezione ti arriva come un bisbiglio lontano e monotono.Mi scorrono davanti fotogrammi di sogno e realtà.Credo di aver ricominciato con i miei sogni ricorrenti, di quelli che al mattino mi lasciano ancor più spossata, e che rendono il risveglio violento, un volgare trapianto in un’altra dimensione.Sabato mattina, mentre facevamo l’amore dopo la violenta litigata della notte precedente, mi hai detto "guardami".E il piacere è diventato qualcosa di unicamente nostro. Mi hai detto "guardami negli occhi", perché vi leggessi il tuo amore.Ed io ho sempre amato il tuo modo di usare gli occhi nell’amore, il tuo modo di amare guardare il piacere.Fra questi pensieri sparsi è scivolata la mattinata.Ogni giorno mi elettrizza l’avvicinarsi del rientro nella nostra piccola casa dalle tinte rosee.Dopo aver attraversato la città umida e buia, fra volti e voci sconosciuti, fra strade stanche e affollate, corro da te, e il profumo mi invade quando apro la porta, e mi rannicchio accanto a te,nella luce soffusa, felice e silenziosa.Ho sempre amato i nostri silenzi, li amo da sempre.Perché non ci allontanano, ma ci abbracciano, è come parlare a lungo senza fare rumore.E stasera voglio starmene così, fra le tue braccia e le tue mani, fino ad addormentarmi di nuovo…
Post N° 467
E’ uno di quei giorni come tanti passati fra i banchi di scuola, quando sei inevitabilmente distratto, e la lezione ti arriva come un bisbiglio lontano e monotono.Mi scorrono davanti fotogrammi di sogno e realtà.Credo di aver ricominciato con i miei sogni ricorrenti, di quelli che al mattino mi lasciano ancor più spossata, e che rendono il risveglio violento, un volgare trapianto in un’altra dimensione.Sabato mattina, mentre facevamo l’amore dopo la violenta litigata della notte precedente, mi hai detto "guardami".E il piacere è diventato qualcosa di unicamente nostro. Mi hai detto "guardami negli occhi", perché vi leggessi il tuo amore.Ed io ho sempre amato il tuo modo di usare gli occhi nell’amore, il tuo modo di amare guardare il piacere.Fra questi pensieri sparsi è scivolata la mattinata.Ogni giorno mi elettrizza l’avvicinarsi del rientro nella nostra piccola casa dalle tinte rosee.Dopo aver attraversato la città umida e buia, fra volti e voci sconosciuti, fra strade stanche e affollate, corro da te, e il profumo mi invade quando apro la porta, e mi rannicchio accanto a te,nella luce soffusa, felice e silenziosa.Ho sempre amato i nostri silenzi, li amo da sempre.Perché non ci allontanano, ma ci abbracciano, è come parlare a lungo senza fare rumore.E stasera voglio starmene così, fra le tue braccia e le tue mani, fino ad addormentarmi di nuovo…