E se...

Metti un giorno in treno...


Stamani mi sono alzata alle 5 per andare in trasferta. Di sabato.Quindi ero motivata al massimo. (...)Al ritorno, in treno, cercavo di pensare cose piacevoli - rilassarmi e dormire.Mai fare i conti senza i compagni di viaggio.Alla prima fermata, quando già stavo per addormentarmi felice, è salito un ragazzotto - vestitissimo e tiratissimo.Ha iniziato a prendere tutte le valigie che erano da qualche parte per terra e a metterle nel portabagagli dicendo alle proprietarie (e anche ai proprietari) con voce bassa e suadente che lui era stato educato a essere gentile e quindi era felice di metterle a posto.Questi lo guardavano malissimo.Anche io perché col casino che aveva fatto mi aveva fatto passare il sonno.Si è seduto davani a me. Che a questo punto mi sono messa a leggere.O almeno ci provavo.Perché il giovincello ha inziato a dirmi che lui fa il modello.L'ho guardato con espressione neutra come a dire: "Ne sono lieta per te ma a me che me frega?!"Poi ha continuato dicendo che la gente crede che chi fa il modello sia superficiale, mentre non è affatto vero.Che lui era stato educato con certi valori.Io sempre zitta.La carrozza del treno era pericolosamente simile a un asilo. Con bambini che urlavano, correvano piangevano.Lui li guardava con aria dolce. A un certo punto, dopo un pausa ad effetto, sorride, sospira e poi dice."Ad esempio. I bambini. Passi un paio d'ore così, e ti cambia qualcosa dentro. Io lo so, lo sento che non scnedrò uguale da questo treno".Al che l'ho guardato fisso.E ho commentato:"Vero. Anche io sento la stessa cosa".Sorriso complice."Io - ho continuato -  scenderò urlando 'W Erode'".Ho ripreso in mano il libro.Il fanciullo era secco.Tra l'altro aveva tatuato sul collo "AD" in caratteri gotici. Avrà voluto dire "Anno Domini"? Ho ritenuto prudente non chiederglielo.