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AHMADINEJAD: UNA VITTORIA IL RAPPORTO CIA
TEHERAN - Con il rapporto sul programma nucleare di Teheran, i servizi di Intelligence americani hanno 'annunciato la vittoria della nazione iraniana contro tutte le potenze del mondo'. Lo ha detto il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. "Gli Stati Uniti e i loro alleati devono accettare il diritto al nucleare pacifico dell'Iran, e a questo non c'é alternativa", ha ribadito  Ahmadinejad, senza citare esplicitamente il rapporto dei servizi d'Intelligence americani secondo il quale Teheran ha sospeso nel 2003 un programma per dotarsi di armi nucleari. "Certi Paesi - ha aggiunto il presidente, citato dall'agenzia ufficiale Irna - continuano ad esercitare pressioni sull'Iran (...) e la nazione iraniana ha tollerato queste pressioni illegali per molti anni". "Se questi Paesi non cambiano il loro comportamento, la nazione iraniana non esiterà mai a cambiare il suo", ha aggiunto Ahmadinejad, con probabile riferimento alla collaborazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).La Casa Bianca ha annunciato martedi' sera che il presidente George W. Bush ''si rechera' nella regione del Medio Oriente'' all'inizio di gennaio. L'annuncio della Casa Bianca e' giunto poche ore dopo che i media israeliani avevano diffuso l'indiscrezione che Bush avrebbe visitato Israele verso la meta' di gennaio. Il portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe non ha voluto precisare i Paesi che saranno visitati da Bush nel suo viaggio in programma all'inzio del 2008.Ma tutto lascia pensare che Bush intenda recarsi anche in Israele, un Paese che non ha mai visitato da quando e' alla Casa Bianca ma che aveva promesso di visitare ''prima possibile''. Il fatto che Bush non si sia mai recato in Israele da quando e' alla Casa Bianca ha sollevato critiche quando il presidente, dopo sette anni di apparente scarso interesse per la questione israelo-palestinese ha rilanciato il negoziato di pace tra le due parti con la conferenza di Annapolis. In tale occasione israeliani e palestinesi si sono impegnati a fare tutto il possibile per giungere a un accordo di pace entro il 2008, cioe' nel tempo che resta ancora a Bush per completare il suo secondo mandato presidenziale, che scadra' nel gennaio del 2009. Il presidente Bush ha sottolineato ad Annapolis il suo ''impegno personale'' per la causa della pace tra israeliani e palestinesi.BUSH: TUTTE LE OPZIONI SONO ANCORA SUL TAVOLOdi Cristiano Del RiccioWASHINGTON - "L'Iran era pericoloso. E' pericoloso. E lo sarà in futuro se impara a fare armi nucleari". Facendo buon viso a cattivo gioco, il presidente americano George W. Bush ha elogiato oggi un rapporto dell'intelligence Usa che ha rivelato ieri che Teheran ha rinunciato fin dal 2003 al tentativo di creare ordigni atomici. Il presidente Bush, in una conferenza stampa appositamente convocata, ha affermato che il documento dell'intelligence non cambia niente nella politica americana verso Teheran. Il rapporto "è un segnale di avvertimento che avevano un programma e che hanno interrotto il programma" - ha detto Bush - ma "la ragione per cui è una segnale di avvertimento, è che potrebbero riavviarlo". Per l'inquilino della Casa Bianca "la migliore diplomazia" é quella di "lasciare tutte le opzioni sul tavolo". "Dal mio punto di vista questo rapporto dell'intelligence offre una opportunità per continuare a sollecitare la comunità internazionale di continuare a fare pressioni sull'Iran perché sospenda il suo programma nucleare", ha aggiunto Bush. "Penso che questo rapporto sottolinei con chiarezza che l'Iran deve essere considerato una seria minaccia alla pace. La mia opinione in materia non è cambiata. Se l'Iran dovesse entrare in possesso di un'arma nucleare, il mondo diventerebbe un posto molto più pericoloso", ha affermato il presidente americano. Nessuna marcia indietro quindi da parte di Bush. Che ha elogiato l'intelligence Usa per il "buon lavoro" fatto col rapporto sull'Iran. "Dopo i fallimenti di intelligence sull'Iraq - ha detto Bush - abbiamo effettuato una ampia riforma dei servizi segreti. Le cose stanno funzionando". Bush ha negato che il rapporto crei un nuovo problema di credibilità agli Stati Uniti che già avevano accusato l'Iraq di essere in possesso di armi di distruzione di massa mai trovate. L'inquilino della Casa Bianca, che in ottobre aveva agitato lo spettro della Terza Guerra mondiale parlando dell'Iran e del suo programma nucleare, ha sottolineato di avere appreso solo la scorsa settimana il contenuto del rapporto dopo essere stato informato a grandi linee in estate di nuove stime della intelligence Usa in arrivo. "Un problema è che con l'Iran abbiamo a che fare con un regime non molto trasparente - ha detto Bush - In Iran non abbiamo avuto una buona presenza dal 1979. E' uno dei motivi che mi ha spinto a chiedere all'intelligence di rafforzare le nostre operazioni in quella regione". Per quanto riguarda il documento in questione "l'intelligence ha fatto una grande scoperta, che é stata analizzata e che è stata adesso inglobata nella nostra politica", ha detto Bush. L'inquilino della Casa Bianca ha confermato di avere dedicato alla questione iraniana gran parte della sua telefonata odierna col presidente russo Vladimir Putin. "Gli ho spiegato il contenuto del documento della nostra intelligence, che ha confermato la efficacia della nostra cooperazione", ha detto Bush. Secondo il presidente Usa il rapporto dell'intelligence rafforza la necessità di mobilitare la comunità internazionale per accentuare le pressioni su Teheran perché rinunci ad ogni proposito di armamento nucleare rendendo ancora più importante l'uso delle sanzioni.PER GB RESTA UN PROBLEMA SERIO La minaccia nucleare iraniana resta "un problema molto serio", nonostante l'ultimo rapporto dell'intelligence americana sostenga che Teheran ha sospeso la realizzazione di armi atomiche nel 2003. E' quanto ha affermato oggi un portavoce del premier britannico Gordon Brown, sottolineando che "in termini generali" il governo di Londra "ritiene che il documento confermi che avevamo ragione a temere che l'Iran cercasse di sviluppare armi nucleari". Il rapporto, che il governo britannico a detta del portavoce deve ancora esaminare "nei dettagli", dimostrerebbe secondo Londra che, nonostante "le sanzioni e le pressioni internazionali abbiano avuto un qualche effetto", "il rischio che l'Iran acquisisca un'arma nucleare resta una questione molto seria". Home
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