COMUNICATO STAMPA PENSIONI/GIOVANI COMUNISTI (PRC): PROPOSTE ANCORA INSUFFICIENTI “Questa mattina i ministri Damiano e Melandri hanno presentato il pacchetto di interventi sui giovani del governo, rivolto in particolar modo ad attenuare una situazione insostenibile per le nuove generazioni creata dagli effetti devastanti della precarizzazione del lavoro e dello smantellamento delle tutele. Ben venga quindi che il governo abbia deciso di inserire alcune misure volte a contrastare una precarietà esistenziale che è un vero e proprio furto di futuro. Eppure ancora non basta.” Dichiara così Elisabetta Piccolotti, portavoce nazionale dei Giovani Comunisti/e, che continua sottolineando l’insufficienza delle misure proposte: “le proposte avanzate ancora inadeguate, in particolar modo sul tema del welfare e sulla revisione della legislazione sul lavoro. Sul tema della previdenza accogliamo con favore la decisione di permettere la totalizzazione dei contribuzione accreditati in qualsiasi fondo,le facilitazioni sul riscatto della laurea, e il riconoscimento della contribuzione figurativa piena sui periodi coperti da disoccupazione. Attenzione invece all’aumento dell’aliquota per i parasubordinati, che noi condividiamo, a condizione che non sia a carico, come accaduto fino ad ora, dei salari percepiti al netto, visto che i lordi rimangono invariati perché i datori di lavoro non stanno rinegoziando i contratti. Chiediamo che si intervenga su questo punto per via legislativa già dalla prossima finanziaria. Ci lascia invece totalmente insoddisfatti che il governo abbia scelto semplicemente di aumentare delle indennità a requisiti ridotti, di fronte alla necessità di ristrutturare radicalmente il sistema del welfare. Per molti giovani precari è infatti impossibile maturare il requisito contributivo per accedere alla disoccupazione.La lotta alla precarietà è possibile soltanto con una reale inversione di rotta, i piccoli aggiustamenti se pur positivi non risolveranno il problema.Per questo chiediamo convintamene l’erogazione di reddito diretto e indiretto (servizi gratuiti, casa, accesso al sapere e alla cultura) per tutti i lavoratori precari, in modo da garantire la continuità di reddito anche con un lavoro intermittente e per eliminare la ricattabilità delle giovani generazioni. Chiediamo anche, come fanno ormai la gran parte delle organizzazioni studentesche e dei ricercatori, l’istituzione di un reddito per tutti i soggetti in formazione che garantisca autonomia dalla famiglia e la facilitazione nell’accesso a qualsiasi percorso formativo. Le risorse dell’extragettito destinate al ripiano del debito vanno invece investite su misure come queste.” Elisabetta Piccolotti chiede infine: “un intervento deciso sul mercato del lavoro giacché le misure proposte da Damiano non lo configurano. Bisogna abrogare subito, come da tempo chiedono i movimenti e le organizzazioni dei precari, la legge 30 e proporre la riscrittura generale della legislazione che metta al centro il lavoro a tempo indeterminato e cancelli definitivamente l’abuso, a fini di sfruttamento, di contratti a termine e atipici. Lo chiedevano migliaia di precari all’inizio dell’autunno nella manifestazione “Stop Precarietà!” del 4 novembre. Ora le risorse ci sono, ed è tempo di risposte.” Elisabetta Piccoletti, Portavoce Nazionale Giovani Comunisti Roma, 20 giugno 2007
PROPOSTA G.C.: PENSIONI/GIOVANI
COMUNICATO STAMPA PENSIONI/GIOVANI COMUNISTI (PRC): PROPOSTE ANCORA INSUFFICIENTI “Questa mattina i ministri Damiano e Melandri hanno presentato il pacchetto di interventi sui giovani del governo, rivolto in particolar modo ad attenuare una situazione insostenibile per le nuove generazioni creata dagli effetti devastanti della precarizzazione del lavoro e dello smantellamento delle tutele. Ben venga quindi che il governo abbia deciso di inserire alcune misure volte a contrastare una precarietà esistenziale che è un vero e proprio furto di futuro. Eppure ancora non basta.” Dichiara così Elisabetta Piccolotti, portavoce nazionale dei Giovani Comunisti/e, che continua sottolineando l’insufficienza delle misure proposte: “le proposte avanzate ancora inadeguate, in particolar modo sul tema del welfare e sulla revisione della legislazione sul lavoro. Sul tema della previdenza accogliamo con favore la decisione di permettere la totalizzazione dei contribuzione accreditati in qualsiasi fondo,le facilitazioni sul riscatto della laurea, e il riconoscimento della contribuzione figurativa piena sui periodi coperti da disoccupazione. Attenzione invece all’aumento dell’aliquota per i parasubordinati, che noi condividiamo, a condizione che non sia a carico, come accaduto fino ad ora, dei salari percepiti al netto, visto che i lordi rimangono invariati perché i datori di lavoro non stanno rinegoziando i contratti. Chiediamo che si intervenga su questo punto per via legislativa già dalla prossima finanziaria. Ci lascia invece totalmente insoddisfatti che il governo abbia scelto semplicemente di aumentare delle indennità a requisiti ridotti, di fronte alla necessità di ristrutturare radicalmente il sistema del welfare. Per molti giovani precari è infatti impossibile maturare il requisito contributivo per accedere alla disoccupazione.La lotta alla precarietà è possibile soltanto con una reale inversione di rotta, i piccoli aggiustamenti se pur positivi non risolveranno il problema.Per questo chiediamo convintamene l’erogazione di reddito diretto e indiretto (servizi gratuiti, casa, accesso al sapere e alla cultura) per tutti i lavoratori precari, in modo da garantire la continuità di reddito anche con un lavoro intermittente e per eliminare la ricattabilità delle giovani generazioni. Chiediamo anche, come fanno ormai la gran parte delle organizzazioni studentesche e dei ricercatori, l’istituzione di un reddito per tutti i soggetti in formazione che garantisca autonomia dalla famiglia e la facilitazione nell’accesso a qualsiasi percorso formativo. Le risorse dell’extragettito destinate al ripiano del debito vanno invece investite su misure come queste.” Elisabetta Piccolotti chiede infine: “un intervento deciso sul mercato del lavoro giacché le misure proposte da Damiano non lo configurano. Bisogna abrogare subito, come da tempo chiedono i movimenti e le organizzazioni dei precari, la legge 30 e proporre la riscrittura generale della legislazione che metta al centro il lavoro a tempo indeterminato e cancelli definitivamente l’abuso, a fini di sfruttamento, di contratti a termine e atipici. Lo chiedevano migliaia di precari all’inizio dell’autunno nella manifestazione “Stop Precarietà!” del 4 novembre. Ora le risorse ci sono, ed è tempo di risposte.” Elisabetta Piccoletti, Portavoce Nazionale Giovani Comunisti Roma, 20 giugno 2007