voci dai margini

croccole della memoria


Qualche cosa che non c’èUn nome stentatodalle labbra di un infanteè tutto ciò che mi rimane di me.Come una immagine impauritache fugge,portando con se il ricordodi una primavera laceratae altro che non so.E mi ritrovo ancora solonell’angolo remoto di una stanza immensaa tradurre in suoni e paroleogni fibra di speranza,ogni emozionelegate a uno spiraglioe forti di una sagoma imprecisache riemerge dall’infernoe tocca il nodo stretto dei miei sensiindicandomi dall’altoil posto certoove ancora non cadrò.