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Citazioni nei Blog Amici: 11
 

 

PROFUMO DI PRIMAVERA....

Post n°109 pubblicato il 12 Marzo 2008 da lupaccio_4

OGGI... SENTO PROFUMO DI PRIMAVERA, SARA' LA BELLA GIORNATA TIEPIDA E SOLEGGIATA.... OPPURE SARA' CHE SONO RIUSCITO A VEDERE I FILMATI DELLA SIGNORA LINA... OPPURE SARA' CHE..ESTASICONTINUA HA RIMESSO LA GALLERY DI FOTO.... MA SENTO NELL' ARIA ....UN GENERALE RISVEGLIO DI SENSI E DESIDERI... MAI SOPITI..... GRAZIE MERAVIGLIOSA SIGNORA.. CHE RISVEGLI LA "NATURA" LA TUA GALLERY è LA PIU SENSUALE DEL WEB.... ALTRO CHE CALENDARIO PIRELLI!!!!

 
 
 

....dolce  notte....

Post n°108 pubblicato il 12 Marzo 2008 da argofox

 
 
 

Buona Serata

Post n°107 pubblicato il 11 Marzo 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

 
 
 

BUONGIORNO E BUON INIZIO SETTIMANA....

Post n°106 pubblicato il 10 Marzo 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

 
 
 

MOMENTI....

Post n°105 pubblicato il 06 Marzo 2008 da estasicontinua1

Sarà che mi sono tinta i capelli di nero, che questo completo di malva e di seta m’accarezza leggero, come se non portassi che niente, come se la mia pelle dorata di fine d’agosto facesse piacere soltanto a guardarla.
Seduta su questo divano m’imbarazza ogni parte di me che da sola s’ostenta, le mani, le unghie, le gambe che appena accavallo. Mi godo la festa e faccio la faccia tranquilla, mi gusto questi uomini che s’annidano intorno, mi chiedo se s’accontenterebbero davvero di scoparmi soltanto con gli occhi.
Scaldo il bicchiere ed aspetto qualcuno che mi tolga dall’imbarazzo di essere sola, non conosco nessuno, solo la mia amica immersa tra baci e regali. Chissà se sarebbero così discreti a non togliermi l’aria ed annusare solo di sfuggita il profumo che porto.
Se solo sapessero una parte dei sogni che faccio, di come alle volte mi riduco allo specchio, a pensare a qualsiasi uomo che abbia almeno il coraggio, l’ardire di sollevarmi almeno la gonna senza chieder permesso e sbafarmi le labbra come le altre senza rossetto.
A volte mi chiedo se sono normale, se anche questa donna di fronte che parla e che ride, s’immagina d’essere presa senza preavviso, appoggiata ad un muro o sdraiata in un campo, dove le ortiche ormai alte non coprono grida.
Sarà che sono sfacciata soltanto di dentro e nessuno riesce a guardare oltre il rossore che finto s’accende, oltre quest’aria uscita da collegio che scaccia qualsiasi essere che vorrebbe almeno sentire il mio nome.
D’improvviso qualcuno spegne la luce e compare una torta con quaranta candele. Nel buio mi par di sentire un soffio di vento che alza la gonna, una mano che sale, s’insinua nel mio fiato sospeso. Rimango immobile e non mi volto nemmeno. E’ mai possibile che qualcuno sia entrato nel mio sogno, nei miei pensieri dentro il campo d’ortica? La mano s’arrabatta nella mia carne, ma la sento giovane, esile, maledettamente leggera, avrà si e no la metà degli anni che porto. Mi chiedo cosa ci azzecca in questa festa di vecchi, cosa c’entra dentro i miei voli pindarici che come al solito m’atterrano nuda e sola nel letto.
Mi sta accanto e mi pressa senza lasciarmi il tempo d’alzarmi per finta e posare il bicchiere, di sicuro mi starà fissando il seno come un figlio che vuole mangiare, mi guarderà le mani come se fossero pronte a dargli piacere. Mi turba la sua presenza senza per nulla avvertire fastidio.
La mano continua a salire ed io non la fermo, neanche un gesto di stizza per apparire sorpresa. Cosa penserà di me? Cosa penserà delle mie cosce sudate. Ma è troppo buio per vedere il suo stupore, chissà se inesperto crede che il cuore sia in mezzo alle cosce? Magari vorrebbe dirmi che ha bisogno soltanto di un bacio, che assomiglio a sua madre che non vede da tempo. Chissà se non ha trovato occasione di meglio dove infilare una mano, che era solo un gesto d’amore e non gli è venuto poi bene! Forse voleva solo chiedermi affetto ed ora si ritrova con una mano di troppo tra una donna che non gli ha dato nemmeno uno schiaffo!
A tratti s’arresta e fa attrito, come se volesse appiccicarmi frammenti di pelle, incollarmi la memoria di provare vergogna perché m’ha visitata senza consenso, perché m’ha sollevato la gonna ed ora mi stringe e m’afferra come se avesse in mano un trenino rubato. Potrei gridare, ma chissà che figura, potrei correre ed accendere la luce, scappare e chiudermi in bagno.
Con tutti gli uomini che m’hanno guardata stasera non è possibile che soltanto un ragazzino abbia avuto l’ardore ed il coraggio di verificare come la penso, come reagisco. Lo sento che è giovane, sento l’ansia nel suo tatto, il timore nel palmo che s’è fatto coraggio.
Ma poi mi lascio andare sapendo che sono solo istanti di buio, che tra poco s’accenderà la luce e come d’incanto sarà tutto finito, che questa mano arrivata oramai alla fine è più esperta di tante altre che ho conosciuto.
Oramai se ne sarà accorto che non porto mutande, che mai l’ho portate quando prima di uscire mi balenava il pensiero di una qualche occasione. Se ne sarà accorto che non ho stretto le cosce, che non mi sono irrigidita, ma che sotto un fremito indeciso, impercettibile mi muovo e gli faccio più spazio.
Mi spiace di non vedere che nulla, chissà di che colore saranno i suoi occhi, se è troppo bambino come le sue dita esili e lisce m’accarezzano piano. Davanti a me prima del buio sedeva la mamma della festeggiata, è un’anziana signora che mi conosce da piccola, ma che figura ci faccio, se ora in questo momento quelle fiammelle accese si spegnessero di colpo e si rischiarasse d’impatto la stanza.
Vedermi qui su questo divano con una mano che mi tappa il piacere, con un dito oltre l’orlo che mi sfiora le sponde. E sale, sale senza fatica, ora avverto una sorgente che sgorga dalle rocce, è neve sciolta che diventa bollente, fiume in piena che esce dal letto, e ora mare copioso che alimenta il timore d’aver macchiato la gonna. Sente che il mio respiro s’ingrossa, come sono sicura che avverte il calore del seno che non vuole stare al suo posto.
Se ora fossi in casa aprirei gli occhi e consumerei i suoi anni, m’abbandonerei pur sapendo che peso i suoi chili, pur sapendo che questo braccio che mi preme il ginocchio è troppo leggero per difendermi dalle paure pressate sul davanzale.
Ma chi ti ci ha mandato dentro queste mie cosce? Come hai fatto a capire che non aspetto nient’altro? Che questa mano è il minimo che desidero, averla dentro l’oscurità profonda per non essere cosciente di quello che faccio. Mi sento vigliacca e mi piace, mi fa sognare che se fosse soltanto poco più grande mi solleverebbe di peso e mi porterebbe fuori da questa incoscienza, da questi occhi che so che mi guardano, da queste candele che prego Dio che almeno per ora rimangano accese. Le sue dita sono troppo leggere, se non fosse così piccolo non avrebbe paura di farmi del male, di farmi sentire volgare dentro una macchina che schizza veloce o in un ascensore fino all’ultimo piano.
Che ti ci vuole! Non tormentarmi fino a quel collo che non puoi baciare, che non puoi alzare i capelli e raccontarmi vapori e poesie d’amore. Perché tanto, ti giuro, non ne ho bisogno, non mi gonfio i polmoni d’emozioni scadute. Ma è difficile dirti tutto questo, anche se una stupida mano s’è appropriata dei miei segreti più intimi, delle mie pieghe, del mio odore che ora mi par di sentire.
S’arresta e riparte, mi cerca e fa da padrona, come io mi sento una schiava al pari d’una meticcia in un campo di cotone, come una negra in una telenovela che s’abbassa ed ospita senza fiatare il primo bianco qualunque.
Maledetto ragazzo! Ora sì che vorrei, ora sì che non posso fermarmi sotto questo desiderio che mi scompone il vestito e m’appiattisce al divano. Ecco, ora, adesso, in questo momento se mi salissi sopra non resterebbe che accoglierti con tutti gli onori, come quando chiusa nel bagno lavo la mia parte migliore mentre qualcuno m’aspetta nel letto o quando mi do di rossetto con la stessa solerzia di una cameriera che lucida pomelli della porta d’entrata.
Chissà se se ne è accorto che ora mi separa il nulla, che tra niente sprofondo tra le acque più calde, vorrei chiedergli un ultimo sforzo che mentre mi tappa, mi liberi una tetta fino ad aspettare la luce. Ora ti prego non fermarti, tiramela fuori se ti fa voglia, lasciami nuda se ti eccito schiava. Eccolo ora lo sento che arriva da lontano, come un messia aspettato da secoli, come una notizia dal fronte. Ecco ci sono, cola dall’alto come un miracolo dentro una bolla, sembra che faccia rumore, come risucchi di acqua battente dentro una grondaia che sfoga e inonda l’asfalto.
Dannato ragazzo, se ti dicessi che mai ho raggiunto il piacere in meno d’un niente, che uomini pazienti c’impiegano ore? Come è possibile che la tue piccole dita abbiano fatto tutto questo? Capisce, arresta la mano, s’asciuga le dita sulla mia pelle che freme. Capisce e mi ricompone la gonna un attimo prima che s’accenda la luce. Capisce e mi serra le gambe prima d’un niente soltanto che la vergogna m’arrossisca la faccia, prima d’un frammento che la mia amica soffi sulla torta, prima d’un solo instante che parta un coro d’auguri.
Curiosa mi volto di scatto, mi guarda, è la prima volta che guardo i suoi occhi, la prima che vedo la sua mano, che vedo le sue dita, le sue unghie smaltate di rosso.

 

 

 
 
 

...e se....fossi....io?

Post n°104 pubblicato il 04 Marzo 2008 da estasicontinua1

 
 
 

Buon Pomeriggio

Post n°103 pubblicato il 04 Marzo 2008 da estasicontinua1

 
 
 

Buon Fine Settimana a TUTTI!!!!

Post n°102 pubblicato il 29 Febbraio 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

 
 
 

Post N° 101

Post n°101 pubblicato il 29 Febbraio 2008 da doha.1
Foto di estasicontinua1

L'amicizia è uno dei sentimenti più belli

 da vivere perchè dà ricchezza…

emozioni…

 Complicità…

 e perché

 è assolutamente

gratuita…

 Ad un tratto

 ci si vede…

ci si sceglie…

 si costruisce una

sorta di intimità;

 si puo' camminare accanto

e crescere insieme pur percorrendo strade differenti….

 pur essendo distanti…, centinaia di migliaia di chilometri

 
 
 

Per una cara...Amica

Post n°100 pubblicato il 29 Febbraio 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

 
 
 

Ciao....

Post n°99 pubblicato il 29 Febbraio 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

 
 
 

BUONGIORNO !!!!

Post n°98 pubblicato il 25 Febbraio 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

 
 
 

BUON SAN VALENTINO

Post n°97 pubblicato il 14 Febbraio 2008 da lupaccio_4

BUON SAN VALENTINO STUPENDA SIGNORA LINA, A TE' A TUTTE LE ALTRE BELLE SIGNORE CHE VISITERANNO IL TUO BLOG... SMACKKKK

 
 
 

Post N° 96

Post n°96 pubblicato il 04 Febbraio 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

Quando al tramonto mi viene l’anima in pena, si arrossa la luce e l’ombra s’allunga, che rimango a pensare alla notte che viene, che passo da sola in attesa da sempre, che un vento più forte lo trascini e lo spinga, sopra queste colline tra i tornanti più stretti, oltre il sentiero del mio seno che curva, e si spacca qui sotto a due passi dal sogno, proprio nel mentre mi spoglio e mi vesto, e l’intorno m’avvolge d’un silenzio pesante.

Quando la sera mi corico presto, in camicia da notte con i fiori più belli, per essere pronta se per caso bussasse, ed io sbadata avessi preso già sonno. Chissà che direbbe dei miei occhi assonnati, che mai li ha visti perché mai gli è successo, che dormissimo insieme per sei ore di fila.

Quando la notte c’è la voglia che chiama, ed io mi rigiro da sola nel letto, vestita d’organza d’azzurro e di bianco, ed il caldo m’avvolge tra la seta che struscia, e fruscia le calze che metto ogni sera, e trancia il silenzio in un sibilo sordo, che m’aggrappa la mente ad un uomo da sempre, che vuole e mi pensa vestita nel modo, come quando di giorno facciamo l’amore, come quando di notte potrebbe arrivare, infilarsi leggero tra le pieghe del letto, baciare i miei seni e farci la tana, al freddo che fuori incede e più fischia, ed io che lo scaldo e lo copro d’amore.

Quando di notte mi giro e mi volto, che penso convinta di non avere altro tempo, per dimostrargli più certa che non trascuro i dettagli, gli stessi che curo ogni volta che chiama, e deciso mi chiede di essere bella, come una sposa illibata dopo la messa, vestita d’azzurro al pranzo di nozze.

Quando di notte mi sveglio sudata, che ho voglia di un uomo con la stessa sua faccia, perché tanto so che m’illudo soltanto, che a minuti lui bussa ed io sono già pronta, perché è sposato e ci dorme nel letto, perché mai è successo che il suo viso nel sogno, si facesse reale e mi prendesse davvero. E sento il suo sangue identico al mio, che bolle e mi prende senza paura, che all’alba di colpo mi sveglio e svanisce, l’odore e la brama d’un maschio di notte, la certezza sicura di non averlo mai fatto.

Ogni sera ci casco prima di andare a dormire, vado in bagno e mi trucco e mi metto il rossetto, e lo sbordo nel punto dove a lui piace vedere, immaginarlo insolente da richiamo e da culla, e dopo disfatto frastagliato d’amore. Nello specchio mi guardo e faccio le smorfie, di profilo e davanti per essere certa, che la mia faccia dipinta sia come la vuole, al piacere degli occhi al contatto di mani, quando scopro il mio collo e raccolgo i capelli, ai baci indelebili che lasciano segni. Alle volte mi sforzo di pensare da uomo, e che penserebbe se mi guardasse davvero, se sono l’oggetto che può riempire l’ardore, se sono la cagna che mi sussurra e mi lecca. Lo so che è forte che a dir poco è volgare, e a ripeterlo ora mi fa quasi ribrezzo, e credo davvero di non esser la stessa, di quando mi prende ed io fisso il muro, di quando mi monta e ci crede davvero, che sotto i suoi colpi c’è una bestia in calore, una donna che è sazia di sesso e di testa, che le piace nell’anima sentirselo dire.

Quando mi trovo ancora a truccarmi, con una luce soffusa che centra il mio seno, e mi punta nel punto dove è forte la voglia, che un uomo qualunque potrebbe calmare, magari stasera se socchiudessi la porta, al vicino col cane che fa il giro tre volte, e tenta e m’attizza e mi dice signora, e allude ogni sera quando ci rimango a parlare. Dalla finestra da sopra il balcone, lui mi guarda e mi offre una sera diversa, perché sa che sono un’amante, che non sono sposata e la notte sto sola, e sotto la gonna ci sono lacci e fiocchetti, che da sotto li sbircia sorride e mi vuole, ma io mi ritraggo e lo lascio aspettare.

Sono pronta e mi siedo sul bordo del letto, e mi spio riflessa e m’accarezzo e mi sfioro, per veder le movenze che mi fanno leggera, agli occhi che scambio con lo specchio davanti. E tolgo l’organza come luce velata, l’adagio impalpabile sulla poltrona di fianco. E sorrido contenta pensandolo ora, che mi immagina bella perché mi corico sola, che non ci sono altri occhi per sfamarmi lì dove, i suoi distanti mi danno l’ebbrezza, di non essere sola nemmeno stasera, di non essere vuota dove mi sento già pronta. Spengo la luce perché un fascio da fuori, mi contorni il profilo del seno e le labbra, e poi più in basso dove ho messo dei fiori, che un velo di vento mi scompone e mi spoglia. Sento davvero che questo è il momento, e sento le mani callose da maschio, che mi raschia l’essenza di un’anima schiusa, dove s’addensano fitte le mie dita impazienti.

Non ho unghie lunghe non le porto da tempo, perché non conosco altra parte del corpo, che possa darmi piacere e misura, del volo che spicco quando le pieghe più dure, s’ammorbidiscono al sogno e si danno convinte, come bimba che gioca a bucare le nuvole, e poi mi riguardo e gioco con i fiocchi, pensando a quante meno belle a quest’ora, fanno l’amore con un uomo vicino, che le cerca e le prende finché un urlo le sazi, e le lascia ansimare tra due cuscini nel letto. Ma io sono bella sono bella davvero, e nulla cambierei per questa attesa che sento, per queste parole d’amante domani, gli racconteranno l’amore e come ero vestita, il colore e la stoffa di com’ero incartata, il tintinnio malizioso dei gancetti di ferro, il vapore più denso del mio umido intatto, che sale più caldo e si mescola all’aria.

Oddio lo sento che si impregna sui muri, come gatta di strada sono tracce d’odore, come richiami di fuoco sono bordi di notte. Ecco mi sento mi par di sentire, una musica lenta che m’accompagna le dita, prima una poi due in un crescendo di note, ed io le trattengo e m’accovaccio al bisogno, d’un’altra che fuori sta facendo la fila, ma poi entra decisa e s’unisce alla danza, d’un vortice in fretta che espelle e risucchia, in un andirivieni dove chiudo i miei occhi, e la stanza si affolla di padroni di cani, del lattaio che ride e fissa il mio seno, dell’altro stasera che m’ha chiesto una strada.

Quando ti trovi come adesso mi sento, che ti rendi conto che non puoi chiedere altro, a questa notte che passa all’alba che spunta, a quell’uomo che dorme sereno nel letto, che non è il tuo e non ha i fiori di campo, che ora magari sta facendo l’amore. Allora ci pensi e si ringrossa il respiro, e lasci agli istanti di prenderti ancora, sono attimi intensi spaiati tra loro, ed ognuno di questi non ricuciono un’ora, ma ne godi nel mentre e ti senti padrona, e mai nessun giorno potrà essere uguale, mentre giuri saccente di non aspettarlo
domani.

 
 
 

A proposito di...POESIE...

Post n°95 pubblicato il 04 Febbraio 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

Notte di piacere carnale bollente,
sensi perduti, infuocati,
come il bacio sulla pelle,
un lenzuolo fatto di perle
ti avvolge,
toccare le languide trecce
non serve,
basta un sussurro, un palpito,
il niente.
Notte di piacere carnale ardente,
come due fuochi sotto le stelle,
domani al villaggio le belle
racconteranno
una fiaba di labbra e languore,
segreti e gaudente stupore,
due corpi racchiusi
in uno scrigno d’amore.
Notte di piacere carnale crudele,
la pelle è bagnata di miele,
ha il profumo dei fiori vermigli,
di lingue a forma di gigli,
gli gnomi la narreranno ai tigli
del giardino incantato.
Ah, notte di piacere carnale,
chi ti assapora non è più un mortale,
coppe di champagne
fatte per brindare alle gioie furtive
del mondo
scintillano amiche tutt’intorno.
E’ ormai giorno…

 

 

 

 
 
 

Dedica con poesia

Post n°94 pubblicato il 04 Febbraio 2008 da incontrodolce0

Un'arancia sul tavolo
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto, tu
Dolce dono del presente
Frescura della notte
Calore della mia vita.

 
 
 

Post N° 93

Post n°93 pubblicato il 01 Febbraio 2008 da estasicontinua1

 
 
 

Post N° 92

Post n°92 pubblicato il 01 Febbraio 2008 da estasicontinua1
Foto di estasicontinua1

 
 
 

Ciao a tutti

Post n°91 pubblicato il 01 Febbraio 2008 da estasicontinua1

 
 
 

................................. 

Post n°89 pubblicato il 01 Febbraio 2008 da DANIELLOVE

Una rosa rossa nel grigio...contemplare la notte stellata su di un terrazzo e il bacio come apoteosi si sensi...questo mi ha colpito nel tuo blog

 
 
 
 
 

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Un blog di: estasicontinua1
Data di creazione: 29/10/2007
 

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