Basandosi sugli studi della genetica, la biologia afferma oggi che tutti gli esseri umani appartengono alla specie "Homo sapiens sapiens" e non sono divisibili in "razze", termine usato solo in zoologia e relativamente agli animali domestici. Si è riscontrato, infatti, che gruppi etnici apparentemente molto diversi nell'aspetto (ad es. bianchi e neri) sono invece geneticamente assai vicini, mentre popolazioni che presentano un aspetto simile possono essere, dal punto di vista genetico, assai distanti.Le differenze fra quelle che venivano considerate "razze" umane riguardano unicamente l'aspetto esteriore che si è modificato in seguito all'adattamento all'ambiente, man mano che gli uomini si diffondevano in tutto il mondo.Una straordinaria omogeneità genetica caratterizza l'Homo sapiens sapiens, specie a cui tutti gli uomini attuali appartengono, in quanto discendiamo da un numero ristretto di antenati, evolutisi in tempi recenti (circa centomila anni fa) e rimescolatisi continuamente nel tempo.Secondo l'ideologia razzista invece le differenze di aspetto determinano la divisione in razze della specie umana. Il razzismo poi professa sempre la superiorità di una "razza", guarda caso proprio di quella a cui il razzista appartiene. In questo modo viene giustificata ogni forma di discriminazione e di oppressione. Questa teoria pseudoscientifica giustificò il colonialismo, la schiavitù dei neri e l'apartheid.Razzismo scientifico è l'espressione utilizzata per indicare una particolare forma storica di razzismo organizzato, fondata a partire dal XIX secolo in Europa e nelle Americhe, che nasce in ambito universitario tra le scienze naturali e sociali dell'epoca, rifacendosi alla teoria evoluzionista di Charles Darwin e al positivismo. La classificazione delle cosiddette "razze" fu lungamente utilizzata per ragioni politiche, e dibattuta tra gli scienziati. Dal 1870 al 1936 tale teoria sosteneva la superiorità di una presunta "razza nordica", o germanica, su tutte le altre: da qui nacquero le leggi razziali fasciste e naziste e lo sterminio nazista delle" razze" inferiori.Il razzismo scientifico venne rifiutato politicamente e scientificamente solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando con la pubblicazione della «Dichiarazione sulla razza» nel 1950 l'UNESCO decretò in modo ufficiale la non esistenza della razze umane e incoraggiò i numerosi biologi a ricordare costantemente l'assenza di validità scientifica della nozione di "razze umane".(liberamente tratto da Wikipedia)Nonostante ciò, nella nostra Costituzione si legge ancora la frase "senza distinzione di razza": perché?mariselene