Creato da piccolababy3 il 30/12/2008

Gesù Guarisce Ancora

Antonella

 

 

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Post n°30 pubblicato il 28 Giugno 2009 da piccolababy3

Padre Giovan Battista Ubanni, gesuita, racconta che una donna per anni, confessandosi, aveva taciuto un peccato di impurità. Arrivati in quel luogo due sacerdoti domenicani, lei che da tempo aspettava un confessore forestiero, pregò uno di questi di ascoltare la sua confessione.

Usciti di chiesa, il compagno narrò al confessore di aver osservato che, mentre quella donna si confessava, uscivano dalla sua bocca molti serpenti, però un serpente più grosso era uscito solo col capo, ma poi era rientrato di nuovo. Allora anche tutti i serpenti che erano usciti rientrarono.

Ovviamente il confessore non parlò di ciò che aveva udito in Confessione, ma sospettando quel che poteva essere successo fece di tutto per ritrovare quella donna. Quando arrivò presso la sua abitazione, venne a sapere che era morta appena rientrata in casa. Saputa la cosa, quel buon sacerdote si rattristò e pregò per la defunta. Questa gli apparve in mezzo alle fiamme e gli disse: "lo sono quella donna che si è confessata questa mattina; ma ho fatto un sacrilegio. Avevo un peccato che non mi sentivo di confessare al sacerdote del mio paese; Dio mi mandò te, ma anche con te mi lasciai vincere dalla vergogna e subito la Divina Giustizia mi ha colpito con la morte mentre entravo in casa. Giustamente sono condannata all'inferno!". Dopo queste parole si aprì la terra e fu vista precipitare e sparire.

Scrive il Padre Francesco Rivignez (l'episodio è riportato anche da Sant'Alfonso) che in Inghilterra, quando c'era la religione cattolica, il re Anguberto aveva una figlia di rara bellezza che era stata chiesta in sposa da diversi principi.

Interrogata dal padre se accettasse di sposarsi, rispose che non poteva perché aveva fatto il voto di perpetua verginità.

II padre ottenne dal Papa la dispensa, ma lei rimase ferma nel suo proposito di non servirsene e di vivere ritirata in casa. II padre l'accontentò.

Cominciò a fare una vita santa: preghiere, digiuni e varie altre penitenze; riceveva i Sacramenti e andava spesso a servire gli infermi in un ospedale. In tale stato di vita si ammalò e morì.

Una donna che era stata sua educatrice, trovandosi una notte in preghiera, sentì nella stanza un gran fracasso e subito dopo vide un'anima con l'aspetto di donna in mezzo a un gran fuoco e incatenata tra molti demoni...

- lo sono l'infelice figlia del re Anguberto.

- Ma come, tu dannata con una vita così santa?

- Giustamente sono dannata... per colpa mia. Da bambina io caddi in un peccato contro la purezza. Andai a confessarmi, ma la vergogna mi chiuse la bocca: invece di accusare umilmente il mio peccato, lo coprii in modo che il confessore non capisse nulla. Il sacrilegio si è ripetuto molte volte. Sul letto di morte io dissi al confessore, vagamente, che ero stata una grande peccatrice, ma il confessore, ignorando il vero stato della mia anima, mi impose di scacciare questo pensiero come una tentazione. Poco dopo spirai e fui condannata per tutta l'eternità alle fiamme dell'inferno.

Detto questo disparve, ma con così tanto strepito che sembrava trascinasse il mondo e lasciando in quella camera un odore ributtante che durò parecchi giorni.

L'inferno è la testimonianza del rispetto che Dio ha per la nostra libertà. L'inferno grida il pericolo continuo in cui si trova la nostra vita; e grida in modo tale da escludere ogni leggerezza, grida in modo costante da escludere ogni frettolosità, ogni superficialità, perché siamo sempre in pericolo. Quando mi annunciarono l'episcopato, la prima parola che dissi fu questa: "Ma io ho paura di andare all'inferno."

(Card. Giuseppe Siri)

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Commenti al Post:
uomodeisognipieve5
uomodeisognipieve5 il 02/07/09 alle 23:19 via WEB
il pensiero dell'inferno ha riempito di Santi il paradiso
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
picclababy3 il 03/07/09 alle 16:01 via WEB
Caro uomodeisognipieve5, è vero, il pensiero ell'inferno ha riempito di santi il Paradiso...ma io dico che bisogna fare ancora di più...bisogna fare un salto di qualità e avere un rapporto più intenso col Signore e andare in Paradiso solo per Amore d Gesù e non solo per paura dell'inferno...ti abbraccio e ti ringrazio per il tuo intervento. Antonella
 
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 La confessione dei peccati non è un optional valido solo per alcuni

Quesito : Caro Padre Angelo, sono credente e cerco .... di essere anche praticante. Ma ... sono un essere contingente. Ho conseguito il diploma di teologia per laici presso il seminario di Treviso dopo aver superato gli esami d'obbligo. Ho letto il resoconto di una conferenza di p.alberto maggi p.dei pp. servi di maria ove emerge che un cristiano si può avvicinare alla comunione anche senza confessione con un sacerdote: è proprio quando si è in peccato che si ha bisogno di Dio. Dopo che luterani e cattolici hanno ritirato le relative scomuniche e accettato "sola gratia, sola fide" è possibile tutto questo? P. Alberto Maggi sostiene che chi si sente a disagio può seguire la strada della confessione, ma chi ha peccato e si è pentito e vuole avvicinarsi all'eucarestia senza confessione non commette sacrilegio. Personalmente credo che Dio vede tutto e meglio di un altro uomo anche se delegato da Lui. La domanda è: se sono contrito ed ho chiesto perdono a Dio posso comunicarmi? QUESTO è UN MIO CASO DI COSCIENZA E NON INTENDO USCIRE DAI LIMITI DELLA CATTOLICITA'
Grazie
Cordialità
Dr. Alfonso Mauro Del Re

Risposta del sacerdote : Caro Alfonso, 1. la dottrina della Chiesa parte da quanto ha detto il Signore: “a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” (Gv 20,23). Da queste parole si comprende facilmente che Gesù ha legato il suo perdono al perdono della Chiesa, anzi al giudizio della Chiesa. Ha detto infatti: “A chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”.Il Signore non ha detto: “rivolgetevi direttamente a me, e siate certi che vi perdono”. Ma ha legato, sottolineo legato, il suo perdono a quello della Chiesa.
E quanto la Chiesa non perdona attraverso il ministero del sacerdote nella celebrazione del Sacramento della Penitenza, neanche Cristo lo perdona.

 

2. Fatta questa premessa si capisce meglio quanto dice il Magistero.
Giovanni Paolo II in Reconciliatio et paenintentia ha detto che “la confessione individuale e integra dei peccati con l’assoluzione egualmente individuale costituisce l’unico modo ordinario con cui il fedele consapevole di peccato grave è riconciliato con Dio e con la Chiesa. Da questa riconferma dell’insegnamento della Chiesa risulta chiaramente che ogni peccato grave deve essere sempre dichiarato con le sue circostanze determinanti in una confessione individuale” (RP 33).
Inoltre ha ribadito in sintesi la dottrina del Concilio di Trento dicendo che “la confessione completa dei peccati è richiesta dalla volontà salvifica di Dio (iure divino), affinché la Chiesa, mediante i ministri ordinati, possa esercitare la funzione di giudice, di medico, di guida delle anime, di restauratrice dell’ordine della creazione compromesso dal peccato”.
Ecco il testo del Concilio di Trento: “Se qualcuno dirà che nel sacramento della Penitenza non è necessario per disposizione divina (ex iure divino) confessare tutti e singoli i peccati mortali di cui si ha la consapevolezza dopo debita e diligente riflessione, anche occulti e commessi contro i due ultimi precetti del decalogo, ed anche le circostanze che mutano la specie del peccato; o dirà che la confessione è utile soltanto ad istruire e consolare il penitente, e che un tempo fu osservata solo per imporre la penitenza canonica; o che quelli che si studiano di confessare tutti i peccati non intendono lasciar nulla alla divina misericordia perché lo perdoni; o finalmente che non è lecito confessare i peccati veniali, sia anatema” (DS 1707).
3. Quando si dice che la confessione è l’unico modo ordinario per la remissione dei peccati gravi si vuole ricordare che essi possono essere rimessi anche mediante un atto di contrizione perfetta, e questa si può fare in qualsiasi momento.
Ricordo che per contrizione s’intende il dolore e la detestazione del peccato commesso.
 E la contrizione si dice perfetta quando ci si dispiace non semplicemente perché si è persa la grazia di Dio, ma molto più perché si è offeso il Signore, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.

 

BENEDIZONE

Ma la contrizione è perfetta solo se include il proposito di confessarsi al più presto. Infatti la contrizione è perfetta quando la volontà dell’uomo peccatore si conforma alla volontà di Dio. Questa è la vera riconciliazione.
E poiché Dio ha determinato di passare attraverso il sacramento della Penitenza, la contrizione è perfetta solo se include il proposito di confessarsi al più presto.

4. Le parole del P. Alberto Maggi valgono per chi ha solo dei peccati veniali, i quali, di per se stessi, non tolgono la grazia di Dio.
E allora per fare la Santa Comunione è sufficiente un atto di dolore, come quello che la Chiesa fa compiere ai fedeli all’inizio della celebrazione eucaristica.
Pertanto alla tua precisa domanda: “se sono contrito ed ho chiesto perdono a Dio posso comunicarmi?”rispondo così: se si tratta di peccati gravi no, se si tratta di peccati veniali sì.

La questione, caro Mauro, è molto delicata e bisogna essere precisi e attaccati al Magistero della Chiesa, la quale in materia è l’unica Maestra abilitata e garantita da Cristo.

Ti ringrazio per il quesito, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo

 

RICEVETE LO SPIRITO SANTO

Gli apostoli sono adunati con Maria, nel cenacolo. Tutta la chiesa, in modi e momenti diversi è adunata oggi nei cenacoli sparsi per il mondo, nella fiduciosa attesa che lo Spirito scenda ancora in una rinnovata pentecoste. La chiesa, del nuovo millenio, dopo aver rese grazie a Cristo, redentore del mondo, sente urgente il bisogno di rinnovarsi ancora interiormente, di trovare nuove energie, che solo dall'Alto può sperare, per spingere ancora a largo le sue vele e per calare in modo efficace e convincente il messaggio di Cristo nel cuore degli uomini. E' l'auspicio del Papa, che diventa anelito di noi credenti. Bisogna che ognuno torni a respirare abbondantemente l'alito di Dio, abbiamo bisogno di nutrirci d'amore vero per poi poterlo spargere come balsamo dentro le frenesie e le paure degli uomini. Quelle lingue di fuoco che scendono sugli apostoli e li trasformano da pavidi ed insicuri, in intrepidi annunciatori del Vangelo, tornano a calarsi sulla chiesa e su ciascuno di noi. Per quello Spirito diventiamo creature nuove, diventiamo convinti della verità e assertori e fattori di verità, riscopriamo la forza per praticare e proporre il comandamento dell'amore e di vivere integralmente il vangelo di Cristo. "Vieni, Spirito Santo, vieni a rinnova la faccia della terra, rinnova il volto di ogni uomo, rinnova i nostri cuori, riscaldaci con l'Amore del Padre e del Figlio che per l'eternità vivono uniti dal tuo vincolo per i secoli senza fine". Amen.