mi ricordo che scesa dall'aereo prima di arrivare all'uscita ed incontrare il tuo papà mi sono fermata alla toilet delle donne per un ultimo sguardo allo specchio. Ero emozionatissima, su di giri, piena di adrenalina che non mi faceva stare ferma per più di un minuto. Volevo essere splendida e indimenticabile per lui, per me, per il nostro amore! Quando mi sono avviata all'uscita ho incontrato subito il suo sguardo e ci siamo abbracciati e baciati stretti per una eternità. Il nostro, mia cucciola, è un'amore difficile perchè non solo lui è impegnato con un'altra famiglia ma viviamo anche in due regioni diverse e incontrarci per noi ha sempre avuto un fascino e un'attesa da palpitazioni. L'ho raggiunto ovunque sia stato possibile, in Italia e all'estero, ed insieme abbiamo condiviso sogni, attese, arrivi e le dolorose partenze.Eravamo seduti al tavolino all'aperto per un caffè e un primo cannolo siciliano quando tuo padre mi ha chiesto. "allora, amore mio, sei sicura? un figlio è proprio ciò che desideri?""Sì, ho deciso.........non sarà facile, ma non desidero niente di più che un figlio mio e tuo. Un figlio nostro" e non ne abbiamo più parlato.Oh! mia dolce principessa, sono stati giorni incantevoli quelli. Abbiamo fatto l'amore in ogni momento della giornata con tale ardore e passione senza mai nominarti ma credo che l'energia di quei momenti scaturisse anche dalla consapevolezza del nostro desiderarti. Non so, so solo che è stato sempre tutto speciale.Un pomeriggio stavamo passeggiando per le strade del centro di Palermo ed eravamo quasi arrivati ad un incrocio quando di colpo mi sono sentita mancare. Di colpo ho avuto un brusco calo della pressione, i colori davanti a me si sono sbiaditi e mi sono sorretta veloce ad un cartello pubblicitario per non cadere. Tu mi hai sorretta "Amore, che c'è! sei bianchissima" ed io ricordo solo che mi girava la testa, i rumori li sentivo lontani e di colpo vicini e le immagini erano come sfocate ed una fitta acuta e violenta al ventre. Tutto in pochi e velocissimi attimi. Così come un'onda arriva per poi ritirarsi, così di colpo tutto ritornò normale. Di nuovo tutto attorno a me era normale, le figure con i loro contorni, i colori con la loro lucentezza e i suoni ben distinti."Amore, che è stato? come stai?" ed io ho sorriso. Non chiedermi amore mio come sia mai possibile vivere una tale emozione, ma tu mia principessa, alla fine sei stata concepita in un incrocio di Palermo, nel caos delle macchine, nei rumori e in questo nostro infinito amore. Lì, in un luogo così lontano dalle calde lenzuole di un letto un vigoroso spermatozoo ha vinto la sua corsa nei meandri caldi e accoglienti delle mie ovaie giungendo felice all'ovulo pronto ad accoglierlo per accomodarsi insieme sulle pareti del mio corpo per un lungo cammino di quaranta settimane per dare vita a te!"Amore, ora siamo in tre!" gli ho detto e sai cosa ha fatto tuo padre? non ha detto nulla ha solo appoggiato i suoi occhi dentro i miei, mi ha accolta tra le sue braccia stringendomi in silenzio. Eravamo in tre, lo sapevamo. Ora eravamo in tre e con la serenità e il coraggio di sempre abbiamo continuato a passeggiare tenendoci per mano, e le nostre mani non si sono ancora mai allontanate per te e da te!
AD UN INCROCIO DI PALERMO
mi ricordo che scesa dall'aereo prima di arrivare all'uscita ed incontrare il tuo papà mi sono fermata alla toilet delle donne per un ultimo sguardo allo specchio. Ero emozionatissima, su di giri, piena di adrenalina che non mi faceva stare ferma per più di un minuto. Volevo essere splendida e indimenticabile per lui, per me, per il nostro amore! Quando mi sono avviata all'uscita ho incontrato subito il suo sguardo e ci siamo abbracciati e baciati stretti per una eternità. Il nostro, mia cucciola, è un'amore difficile perchè non solo lui è impegnato con un'altra famiglia ma viviamo anche in due regioni diverse e incontrarci per noi ha sempre avuto un fascino e un'attesa da palpitazioni. L'ho raggiunto ovunque sia stato possibile, in Italia e all'estero, ed insieme abbiamo condiviso sogni, attese, arrivi e le dolorose partenze.Eravamo seduti al tavolino all'aperto per un caffè e un primo cannolo siciliano quando tuo padre mi ha chiesto. "allora, amore mio, sei sicura? un figlio è proprio ciò che desideri?""Sì, ho deciso.........non sarà facile, ma non desidero niente di più che un figlio mio e tuo. Un figlio nostro" e non ne abbiamo più parlato.Oh! mia dolce principessa, sono stati giorni incantevoli quelli. Abbiamo fatto l'amore in ogni momento della giornata con tale ardore e passione senza mai nominarti ma credo che l'energia di quei momenti scaturisse anche dalla consapevolezza del nostro desiderarti. Non so, so solo che è stato sempre tutto speciale.Un pomeriggio stavamo passeggiando per le strade del centro di Palermo ed eravamo quasi arrivati ad un incrocio quando di colpo mi sono sentita mancare. Di colpo ho avuto un brusco calo della pressione, i colori davanti a me si sono sbiaditi e mi sono sorretta veloce ad un cartello pubblicitario per non cadere. Tu mi hai sorretta "Amore, che c'è! sei bianchissima" ed io ricordo solo che mi girava la testa, i rumori li sentivo lontani e di colpo vicini e le immagini erano come sfocate ed una fitta acuta e violenta al ventre. Tutto in pochi e velocissimi attimi. Così come un'onda arriva per poi ritirarsi, così di colpo tutto ritornò normale. Di nuovo tutto attorno a me era normale, le figure con i loro contorni, i colori con la loro lucentezza e i suoni ben distinti."Amore, che è stato? come stai?" ed io ho sorriso. Non chiedermi amore mio come sia mai possibile vivere una tale emozione, ma tu mia principessa, alla fine sei stata concepita in un incrocio di Palermo, nel caos delle macchine, nei rumori e in questo nostro infinito amore. Lì, in un luogo così lontano dalle calde lenzuole di un letto un vigoroso spermatozoo ha vinto la sua corsa nei meandri caldi e accoglienti delle mie ovaie giungendo felice all'ovulo pronto ad accoglierlo per accomodarsi insieme sulle pareti del mio corpo per un lungo cammino di quaranta settimane per dare vita a te!"Amore, ora siamo in tre!" gli ho detto e sai cosa ha fatto tuo padre? non ha detto nulla ha solo appoggiato i suoi occhi dentro i miei, mi ha accolta tra le sue braccia stringendomi in silenzio. Eravamo in tre, lo sapevamo. Ora eravamo in tre e con la serenità e il coraggio di sempre abbiamo continuato a passeggiare tenendoci per mano, e le nostre mani non si sono ancora mai allontanate per te e da te!