Ne tantomeno un cantante. O un calciatore. O un cuoco. O un operaio. Oggesù. Non sono niente. Che brutta sensazione. Ma ci sono un sacco di cose che vorrei essere. E si. Uno scrittore. Un giornalista. Una persona capace di regalare emozioni. Far ridere. O magari anche far piangere. Commuovere. Far scattare nel cuore o nella testa di chi mi legge quella scintilla che prova il riso. o il pianto. Mi piace tanto il sorriso malinconico che si disegna sul viso di chi legge qualcosa che gli ricorda se stesso. Un ricordo. Un'immagine. Un profumo. Una sensazione. Ed a quel sorriso si accompagna spesso una lacrima inaspettata. Una piccola goccia d'acqua che arriva direttamente dal cuore. E che vorrebbe andare nel luogo dove risiede la felicità. Ma che il più delle volte finisce con l'essere portata via frettolosamente da una mano che ha il compito di nascondere la vergogna. A volte capita di vedere tante mani che compiono lo stesso gesto. Tutte all'unisono. Come tante ballerine di fila. Tutte a tempo. Ognuna per un motivo diverso. Spinte da dolore. Dalla gioia. Dalla malinconia. Dalla disperazione. Dalla gioia. Dal dolore. Da un ricordo. Dalla speranza. Da un sogno. Ed è proprio quasto che vorrei essere. Essere capace di suscitare emozioni uguali e diverse. Tutte con la stessa parola. Con la stessa frase. Tutte nello stesso momento. Mi piacerebbe essere la causa di quella dolce lacrima. Di quel pezzetto d'anima che esce, svergognato, dal cuore. E magari poterla aiutare ad andare dove vorrebbe. Disegnando la strada che porta al luogo in cui risiede la felicità. Questo è ciò che vorrei fare.
NON SONO UN CANTAUTORE
Ne tantomeno un cantante. O un calciatore. O un cuoco. O un operaio. Oggesù. Non sono niente. Che brutta sensazione. Ma ci sono un sacco di cose che vorrei essere. E si. Uno scrittore. Un giornalista. Una persona capace di regalare emozioni. Far ridere. O magari anche far piangere. Commuovere. Far scattare nel cuore o nella testa di chi mi legge quella scintilla che prova il riso. o il pianto. Mi piace tanto il sorriso malinconico che si disegna sul viso di chi legge qualcosa che gli ricorda se stesso. Un ricordo. Un'immagine. Un profumo. Una sensazione. Ed a quel sorriso si accompagna spesso una lacrima inaspettata. Una piccola goccia d'acqua che arriva direttamente dal cuore. E che vorrebbe andare nel luogo dove risiede la felicità. Ma che il più delle volte finisce con l'essere portata via frettolosamente da una mano che ha il compito di nascondere la vergogna. A volte capita di vedere tante mani che compiono lo stesso gesto. Tutte all'unisono. Come tante ballerine di fila. Tutte a tempo. Ognuna per un motivo diverso. Spinte da dolore. Dalla gioia. Dalla malinconia. Dalla disperazione. Dalla gioia. Dal dolore. Da un ricordo. Dalla speranza. Da un sogno. Ed è proprio quasto che vorrei essere. Essere capace di suscitare emozioni uguali e diverse. Tutte con la stessa parola. Con la stessa frase. Tutte nello stesso momento. Mi piacerebbe essere la causa di quella dolce lacrima. Di quel pezzetto d'anima che esce, svergognato, dal cuore. E magari poterla aiutare ad andare dove vorrebbe. Disegnando la strada che porta al luogo in cui risiede la felicità. Questo è ciò che vorrei fare.