Rieccolo. Pensavate di esservi liberati di lui. Speravate che il sole della Sardegna lo avesse bruciato. Ma purtroppo per voi ho uno scudo naturale contro io malocchio, le macumbe e tutte le pupazze che possiate costruire. Opera della mia cara nonna strega. E quindi a causa sua sono tornato più bello ed agguerrito che mai. E con la terribile voglia di raccontarvi una storia. Non ha un titolo e non è nemmeno lunga. Quindi forse non è nemmeno una storia. Poverina. Racconta di una ragazza. In realtà non è più una ragazza. E' una donna ormai. Ma nessun uomo sa che lei è una donna. Certo, si vede, ma non ha mai ricevuto uno sguardo desideroso. Nessuna mano l'ha mai toccata. Non ha mai sentito un corpo sotto le coperte, o il cuore battere pe un bacio d'amore. Nemmeno di pura e sporca passione. Ha sempre evitato qualunque contatto con l'altro sesso. Ma allo stesso tempo non ha mai desiderato altro. E' invalida. Dio le ha tolto le gambe. Ma le ha dato una voce straordinaria. E' bella come una stella. E non ha molti difetti. Ha lottato con la sua situazione e ha vinto. Ha la macchina. Ha un lavoro. E' perfettamente indipendente ed autosufficiente. Se la vedeste camminare non vi accorgereste nemmeno del suo problema. Ma lei non la pensa così. Crede di essere destinata alla solitudine. Nient'altro che lacrime. Canzoni e pianti. Ma da qualche giorno le cose sembrano essere diverse. Ha conosciuto un ragazzo. Lui è davvero molto carino. E lei è stupenda. La chiama principessa. Bellissima. E lei si sente in cima al mondo. Ma sa già che dovrà cadere da quella cima. E farà male. Si sono conosciuti in chat. Lui abita a 900 km. E non sa del suo piccolo problema. La bellissima principessa ha paura della reazione che lui potrebbe avere. E piange. E ride. E canta. E mi ha chiesto se le voglio bene. Io la amo. Ma come una sorella. Come una parte del mio cuore. E lei intanto si domanda se qualcuno la amerà mai come si ama una donna. Una moglie. Un'amante. Una madre. Ed intanto piange. E ride. Le piace sentirsi chiamare principessa. E se lo farà bastare. Si accontenterà di questo. Una parola al telefono. Una parola che asciuga le lacrime. E chiuderà nel cuore il desiderio di un cuore che batta insieme al suo. Nella buona e nella cattiva sorte.
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Rieccolo. Pensavate di esservi liberati di lui. Speravate che il sole della Sardegna lo avesse bruciato. Ma purtroppo per voi ho uno scudo naturale contro io malocchio, le macumbe e tutte le pupazze che possiate costruire. Opera della mia cara nonna strega. E quindi a causa sua sono tornato più bello ed agguerrito che mai. E con la terribile voglia di raccontarvi una storia. Non ha un titolo e non è nemmeno lunga. Quindi forse non è nemmeno una storia. Poverina. Racconta di una ragazza. In realtà non è più una ragazza. E' una donna ormai. Ma nessun uomo sa che lei è una donna. Certo, si vede, ma non ha mai ricevuto uno sguardo desideroso. Nessuna mano l'ha mai toccata. Non ha mai sentito un corpo sotto le coperte, o il cuore battere pe un bacio d'amore. Nemmeno di pura e sporca passione. Ha sempre evitato qualunque contatto con l'altro sesso. Ma allo stesso tempo non ha mai desiderato altro. E' invalida. Dio le ha tolto le gambe. Ma le ha dato una voce straordinaria. E' bella come una stella. E non ha molti difetti. Ha lottato con la sua situazione e ha vinto. Ha la macchina. Ha un lavoro. E' perfettamente indipendente ed autosufficiente. Se la vedeste camminare non vi accorgereste nemmeno del suo problema. Ma lei non la pensa così. Crede di essere destinata alla solitudine. Nient'altro che lacrime. Canzoni e pianti. Ma da qualche giorno le cose sembrano essere diverse. Ha conosciuto un ragazzo. Lui è davvero molto carino. E lei è stupenda. La chiama principessa. Bellissima. E lei si sente in cima al mondo. Ma sa già che dovrà cadere da quella cima. E farà male. Si sono conosciuti in chat. Lui abita a 900 km. E non sa del suo piccolo problema. La bellissima principessa ha paura della reazione che lui potrebbe avere. E piange. E ride. E canta. E mi ha chiesto se le voglio bene. Io la amo. Ma come una sorella. Come una parte del mio cuore. E lei intanto si domanda se qualcuno la amerà mai come si ama una donna. Una moglie. Un'amante. Una madre. Ed intanto piange. E ride. Le piace sentirsi chiamare principessa. E se lo farà bastare. Si accontenterà di questo. Una parola al telefono. Una parola che asciuga le lacrime. E chiuderà nel cuore il desiderio di un cuore che batta insieme al suo. Nella buona e nella cattiva sorte.