Creato da arroventata il 08/01/2010

NON SEMPRE SI VINCE

Fermate il tempo voglio scendere e restare bambina

 

 

DA BAMBINA

Post n°2 pubblicato il 29 Giugno 2010 da arroventata

Sono sempre stata d’indole impetuosa, sotto tutti i punti di vista. Da piccola non stavo ferma un attimo. A tavola mi alzavo e sedevo continuamente. Ero la disperazione di mia madre, che mi richiamava assiduamente perché avessi un contegno più decoroso. Mio padre invece mi tollerava, è sempre stato un tipo tranquillo, l’esatto opposto di me. Il suo motto era “vivi è lascia vivere”, almeno lo è stato fino a quando non mi sono spuntati i seni. Dopo ha esercitato con più fermezza la patria podestà, controllando, con apparente discrezione ogni mio spostamento, informandosi su ogni mia conoscenza maschile. Insomma, mi sono dovuta rassegnare ad avere addosso i suoi occhi che mi spiavano continuamente. A volte sbucava dal nulla, da un angolo buio, da dietro a una porta, dal fondo di un salone dove c’era una festa. Me lo immaginavo rannicchiato dietro un muro un albero o un’auto in sosta a spiare le mie mosse, a origliare quando parlavo al telefono, era riuscito a farmi credere di essere dappertutto. L’ho capito solo dopo qualche tempo che bleffava e che le sue apparizioni erano studiate a tavolino. Poi l’enorme capacità d’intuire le cose, unita alla mia ingenuità, ha fatto il resto. Avevo dodici anni quando ho avuto il primo ciclo. Stavo crescendo troppo velocemente perché lui riuscisse a starmi dietro, fu allora che si contraddisse e mi indusse dei sospetti. È facile ingannare una bambina, ma bisogna stare attenti: la bambina cresce. Come quando un mago svela il suo trucco, la magia perde d’effetto, così mio padre tornò ad essere un uomo qualsiasi, ad essere in un posto alla volta e la mia testolina smise d’immaginarlo in ogni luogo. Imparai a mentire, ad usare la bugia come lo strumento ideale per costringerlo a muoversi solo quando lo volevo io. Allora compariva alle feste, si faceva vedere dai miei amici, come per dire “occhio che vi curo”, invece ero io a curare lui, ero io che lo muovevo. La complicità di Patrizia e Valentina, è stata fondamentale. Naturalmente ho ricambiato la cortesia. Eravamo un trio formidabile. Quante ne abbiamo fatte insieme prima di perdere la testa per il grande amore. Arroventata è il mio nick e Teresa è il mio nome. Questa è la mia storia.

 
 
 

SALUTI

Post n°1 pubblicato il 08 Gennaio 2010 da arroventata

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